DEMONIZZAZIONE DELL’ ISLAM ..?.. [Dialogo -adesso- tra un Cristiano e un Islamico (Bahá’í)]

 

Riassunto delle puntate precedenti:
Raccontavo a Lori, su it.cultura.filosofia, che mi aveva cercato un ragazzo siciliano, di una corrente dell’ISLAM (Bahá’í) che passava dalla mia città per salutarmi di persona poiché io sono per il dialogo.
Nel mio esporre a Lori, dicevo che egli è islamico, ma egli dice che c’è una distanza tra l’islam tradizionale e la sua religione (Bahá’í) come tra l’ebraismo e il cristianesimo.
Da lì una investigazione di ciò che ci unisce o ciò che ci divide, buona lettura ..

***//////////////***

prima parte:
Lino (Cristiano) sostiene -rispondendo a Socrate (Bahá’í)- che la religione Bahá’í è interna all’ISLAM:

da it.cultura.filosofia

Il 26/08/14 09:24,

Socrate ha scritto:
[…] (diceva che c’era distanza tra ISLAM e Bahá’í)

Lino Cibernetico:

Non per amore di polemica ..

++
cit on
http://it.wikipedia.org/wiki/Bah%C3%A1’%C3%AD
++
La fede Bahá’í nasce in seno al babismo, movimento nato a sua volta in seno all’*Islam* sciita, sorto in Persia nel XIX secolo ad opere del Báb, considerato precursore della fede Bahá’í.
++
cit off
++

inoltre il significato della parola islam significa:

++
cit on
http://it.wikipedia.org/wiki/Islam
++
Etimologia e significato
Islàm, in arabo: إسلام, sostantivo verbale, traducibile con “sottomissione [a Dio]”, che in ambito soprattutto occidentale viene fatto coincidere con la radice “S-L-M” il cui campo semantico, nelle varie lingue semitiche, tra cui l’arabo, include quello di “pace”. Tuttavia, come accade nelle lingue semitiche, all’interno della stessa radice possono trovarsi parole diversissime. Infatti la parola “salama” ovvero “pace” non ha alcun contatto diretto con “islam” che invece è il nome d’azione (maṣdar) della quarta forma derivata (aslama) del verbo “S-L-M” (salma) il cui significato indica il “sottomettersi”.[4][5] Nel Corano talvolta assume la caratteristica di una qualità interiore del fedele “Allah apre il cuore all’Islàm a coloro che vuole guidare”[6]; altri versi collegano Islām e Dīn (approssimativamente traducibile con “religione”)” Oggi ho reso perfetta la vostra religione (dīn), ho completato per voi la Mia grazia e Mi è piaciuto darvi per religione l’Islàm.”[7]. Altri descrivono l’Islam come l’atto di ritorno a Dio, più che un’affermazione verbale di fede.[8]
Nel hadith di Gabriele (ḥadīth Jibrīl)) l’Islàm è presentato come parte di una triade composta da imān (fede) e iḥsān (eccellenza), dove la definizione teologica dell’Islam sarebbe il Tawḥīd, quella storica l’affermazione di fede nella missione profetica di Maometto, quella dottrinale nel rispetto dei Cinque Pilastri.
++
cit off
++

Le sostanziali differenze?

Che l’islam di tipo Baha’i assume che Gesù di Nazareth è stato uno dei tanti profeti della storia, mentre il Cristianesimo afferma che in Cristo non vi era solo la profezia ma l’incarnazione di Dio.

Sia la radice Ebraica che quella Araba che adorano un solo Dio, come pure adora un solo Dio il Cristianesimo, non riescono -però- ad avere una convergenza logica su come fa un Dio a essere (nel Cristianesimo) uno e trino.

Il dialogo che io lascio aperto come pure l’amico Socrate, è al fine di questa investigazione.

Non è forse il reale molteplice?

Non vediamo forse un fiore, un bosco, le stelle nel cielo?

Gli enti -quindi- sono molteplici, per come ci appaiono.

Forse a Dio nell’Ebraismo o nell’Islam o nel Cristianesimo manca qualcosa?

No, non manca nulla, altrimenti non sarebbe che non vi è altri sopra di LUI ..

Quindi bisogna intenderci che nel dirlo trino i Cristiani dicono che si presenta in tre vesti principali: il padre, il figlio, lo spirito.

Ma che non esistono solo questi tre volti principali e quindi tutte le teofanie -in tutte le religioni- vedono un solo Dio sotto volti diversi.

Sebbene può sembrare che i Cristiani -quindi- siano più possibilisti in una “incarnazione” di Dio in un corpo .. in realtà sono più intransigenti: poiché il vero Cristiano è in Y’sarah’El, ossia in colui che contende con El, contederebbe con Dio stesso, che si dicesse Dio, poiché non valuta la teofania sulla forma ma sulla sostanza.

Già nel libro dell’apocalisse è detto che “molti saranno tratti in inganno a causa dei molti prodigi” .. e -in questo- il Cristiano è più protetto perché si fida poco della forma, ma bada alla sostanza.

Il Cristiano sa che Dio si potrebbe incarnare in modo parziale -in una teofania- o totale, in Cristo.

Ma <<*NON* accetta il concetto di *sottomissione*!>> (questo significa Islam), ma solo quello di *contesa* anche con Dio stesso(!) per il bene supremo della verità.

Una parte dello stesso Cristianesimo è in eresia perché accetta il concetto di “ubbidienza”.

Infatti l’uomo che non difenda la verità, ma solo la sottomissione, o il canone, facilmente potrebbe essere ingannato dalle false presentazioni -belle solo in superficie- del male.

Da ciò è facile difendere la terra, o la forma di una religione, anziché la sostanza di amare la pace e non praticare la violenza, MAI, per nessuna ragione.

Quindi quando YHWH dice “ascolta oh Y’sarah’El! ..” chi ha orecchie per intendere intenda .. a chi si rivolge .. gli altri che non amano la verità, ma la sottomissione al canonone, anziché al Vivente, potrebbero essere tratti in inganno ..

Salute e felicità

 

 

seconda parte:

Il 28/08/14 16:12,
Socrate ha scritto:
Domanda:

Qual’è il significato della trinità, delle Tre Persone in una?
Risposta:

  La Realtà Divina,, che è al difuori  della comprensione degli esseri
umani e che non può essere immaginata dalle persone saggie  e
intelligenti, è inconcepibile.

La realtà del Signore  non ammette alcuna divisione, poichè la
divisione  e la molteplicità appartengono alle creature che sono
esistenze contingenti e non sono eventi che accadono a chi esiste di
per sè.

  La Divina Realtà è priva di singolarità, e quindi tanto più di
pluralità.

Il far discendere quella Realtà del Signore in certe condizioni e a
gradi equivarrebbe a una imperfezione, sarebbe  contrario alla
perfezione ed è perciò assolutamente impossibile.

La Realtà divina è stata perennemente, e permane nell’eccellenza della
santità e della purezza.

Tutto ciò che si dice delle Manifestazioni e dei Profeti di Dio
significa un riflesso divino e non la discesa nelle condizioni
dell’esistenza.

  Dio soltanto è perfezione e le creature non sono che imperfezioni.

Se Dio discendesse nello stato dell’esistenza sarebbe la più grande
delle imperfezioni, al contrario, la Sua manifestazione,la Sua
apparizione, la Sua elevazione, sono simili al riflesso del sole in
uno specchio nitido, terso e levigato.

  Tutte le creature sono evidenti segni di Dio,come tutte le cose
terrene,e, prime fra tutte, i raggi del sole.

  Ma sulle pianure, sulle montagne, sugli alberi e sui frutti splende
soltanto parte della luce per mezzo della quale queste cose divengono
visibili e vengono aiutate a raggiungere lo scopo dell’esistenza;
mentre l’Uomo perfetto, la Manifestazione Divina, si trova nelle
condizioni di uno specchio terso in cui il Sole della realtà diventa
visibile e manifesto con tutte le sue qualità  e perfezioni.

  Così la Realtà di Cristo era una specchio terso e levigato della più
grande purezza e bellezza.

Il sole della realtà, l’Essenza della Divinità, si riflettono in
questo specchio e in esso manifestano luce e calore; ma dalla sua
santità  e dal paradiso  della sua eccellenza, il sole non discese ad
abitare e a dimorare nello specchio.

No; esso continua a sussistere nella sua eccellenza e sublimità,
mentre appare  e diviene manifesto nello specchio in bellezza e
perfezione.

Adesso, se diciamo di aver visto il Sole in due specchi- uno, il
Cristo, e un altro, lo Spirito Santo-  vuol dire che abbiamo visto tre
soli, uno in cielo e gli altri due sulla terra, diciamo il vero.

E se diciamo che c’è un sole e che esso è pura singolarità senza
compagno ed eguale, diciamo ancora il vero.

Concludendo, la realtà di Cristo era uno specchio terso e il sole
della realtà, cioè l’Essenza della  Unicità con le Sue infinite
perfezioni e attributi divenne visibile in tale specchio.

  Ciò non significa che il sole, che è l’essenza della  Divinità, si
dividesse e si moltiplicasse, poichè il sole è uno, ma esso apparve
nello specchio.

Ecco perchè Cristo disse:<<il Padre è nel Figlio>>, volendo dire che
il sole appariva visibile e manifesto in questo specchio.

Lo Spirito Santo è il dono di Dio che diviene visibile ed evidente
nella Realtà del Cristo.

  Lo stadio di Figlio è la qualità del cuore di Cristo e lo Spirito
Santo è lo stadio della spirito  di Cristo.

Con ciò viene accertato e provato che l’essenza della Divinità è
assolutamente unica e che non ha nè eguale, nè simigliante, nè
equivalente.

Tale è il significato delle tre persone della Trinità.

  Se fosse altrimenti, l’origine della Religione di Dio poggerebbe
sopra una base illogica che la mente non potrebbe mai concepire; e
come può la mente umana essere costretta a credere una cosa che non
può concepire? Una cosa non può essere assimilata dall’intelligenza se
non quando sia sotto una forma intelligibile, altrimenti non è che uno
sforzo dell’immaginazione.

Dopo questa spiegazione apparirà chiaro il significato delle altre tre
Persone della Trinità, e sarà anche dimostrata l’Unicità di Dio.

Tratto dal libro “Le lezioni di San Giovanni D’Acri” di Abdul’Bahà –
pagg.148-149-150-151

Saluti e buon approfondimento.
f.

Lino Cibernetico:

Ci troviamo a discutere, caro Socrate, su un gruppo di filosofia -> di religione ..

Ma in verità è giusto! .. poiché non stiamo discutendo in ciò che ci lega al re, alla religione, ma di filosofia, di amore per sofia, la saggezza.

C’è molto di saggio in ciò che dici ed io stesso sono apparentemente separato dal canone oggi celebrato nelle assemblee della religione Cristiana secondo il canone del cattolicesimo che -in quanto cattolica- si dice per tutti, ma anche interpone un prete, un pre-te, un qualcuno che si mette pre te, prima di te, tra l’uomo e Dio.

Grave peccato non essere entrati e non avere consentito che potesse entrare a chi bussava .. questa fu una delle affermazioni di Cristo su un corpo sacerdotale che nasconde Dio, anziché consentire il dialogo.

Io sono invece convinto che “quando uno o più si riuniranno in mio nome io sarò tra loro” (Matteo 18,20).

Evito le maiuscole, dove posso, come per esempio “in mio nome”, perché ci vuole confidenza con Dio, e le maiuscole tendono a separarci troppo dal concetto del divino come stiamo provando a fare.

Cerco di individuare -allora- ciò che ci separerebbe (secondo me) nella interpretazione e ti dico cosa ne penso.

Ho già detto che le religioni monoteistiche sono in primis divise tra Ebraismo e Cristianesimo sulla intransigenza in merito a quello che si chiama in matematica “la cardinalità”, ossia la capacità di contare con i numeri dicendo quante volte un ente, ad esempio un pezzo di stoffa, sta nel campione di riferimento, ad esempio la lunghezza di 1 metro.

Non è una questione di lana caprina.

L’Ebraismo in ciò immagina un Dio che è un ente tra gli enti, ed è quello lì, e non va confuso con nessun altro ente.

Difatti dire che Dio è in un fiore, o in un animale, sarebbe grave offesa per un ebreo ortodosso che ricorda “non adorerai cose fatte da mani di uomo” .. e quindi non ricorre a nessuna immagine .. come pitture o sculture per alludere a Dio .. e tanto meno pensa che si possa commistionare l’idea di Dio con l’ipotesi che Dio sarebbe in “ogni cosa che è” .. un tale Dio perderebbe -per l’ebreo ortodosso- di possibilità di identificazione e quindi di connotazione e renderebbe inutile la preghiera verso un Dio “in cielo ed in terra ed in ogni luogo” che è il catechismo di Pio IX, e che a sua volta è dedotto dal canone dell’unica preghiera conosciuta dalle masse del Cristianesimo come proferita da Cristo: “Padre nostro che sei _nei_cieli_”

Perché dire *cieli* plurale e non “Padre nostro che sei in cielo”?

Quel *cieli* non allude solo alla volta del nostro pianeta e né a tutti i cieli del cosmos del nostro universo!

Quel *cieli* allude a ogni realtà.

Io lo provo a spiegare così: noi del reale vediamo la forma, ma “ogni cosa che è -> è -> perché Dio è”

Potrebbe esistere un fiore se Dio non fosse?

Da dove avrebbe appreso il fiore ad essere fiore?

Da dove avrebbe imparato a come dispiegare le foglie, a come riprodursi?

Per la legge del caso?

Ma la scienza osserva che ogni sistema lasciato a se stesso .. che non sia orientato da un progetto .. aumenta il suo disordine .. e la scienza ne misura l’aumento della entropia .. quindi la scienza dimostra che nessun progetto caotico tende all’ordine e alla logica di un equilibrio normato, se non vi sottende un progetto: la polvere era e la polvere -di suo- ritornerà polvere .. non ha la intelligenza di essere altro che se stessa -> materia.

E vengo all’ISLAM

Molto dell’islam è nella più alta e raffinata tradizione che si dice di Cristo: mi riferisco ai gesuiti, il cui canone prescrive nei voti che fanno quello di “ubbidienza” prima di ogni altro canone per cercare di raggiunge la teofania di intuire Dio.

Conosco bene i gesuiti per ragioni che ora sarebbe lungo esaminare ma voglio andare ancora più a fondo.

Lo stesso Cristo più volte si disse “l’UBBIDIENTE”.

E ciò è anche nei vangeli ufficiali laddove disse (ad esempio): “non sono venuto a mutare neanche uno jota nell’antica legge”.

Oppure laddove dice: “vi ho detto che vi ho dato del mio perché tutto ciò che è mio è del padre e tutto ciò che è del padre è mio”.

Ed infine voglio anche ricordare il passaggio nell’ultima cena (vangelo di Giovanni) quando dice: “fa come io e Te siamo uno, anche essi possano essere uno con noi”

L’ho scritto in forma breve per sottolineare che Cristo si riteneva “uno con il padre” e nel fare ubbidienza non si riferiva alla sottomissione ad una volontà terza, ma alla sua stessa sostanza di scelta, poiché la volontà di Cristo non era diversa da quella di Dio.

Da questo breve prologo -> spero -allora- che si intuisca che Cristo non era un sottomesso, o un profeta, ma che raggiunge un apice valido -come percorso- per tutti: noi possiamo cercare la verità. La ricerca della verità non la riusciamo a vedere in modo perfetto, purissimo, come anche tu sottolinei, ma “a chi più sa -> più sarà chiesto” .. è lapalissiano che se io so che una cosa mi fa male sarò sotto il giudizio del perché ho fatto qualcosa che mi risultava che portasse danno.

Ma sentire questa separazione tra la verità purissima e la verità agli umani disponibile nel loro stato coscienziale è un dolore aggiuntivo che NON è legittimo!

Poiché se è vero che la verità purissima noi umani non la possiamo comprendere -> eppure -> la possiamo intuire .. e in specie laddove ci permane un dubbio e non accettiamo una versione ufficiale e/o autorevole che ci tolga dall’imbarazzo di prenderci la responsabilità del nostro pensiero e del nostro agire.

Ebbene io riesco ad intuire che non solo non vi è separazione tra ogni ente e YHWH nella sua sostanza -> oltre la forma dell’apparire.. ma intuisco che questo è uno dei cieli di YHWH .. che era indispensabile che fosse!

Sarebbe utopia pensare che la ricerca di Dio sia semplicemente un gioco di società in cui ci iscriviamo a una confraternita che ci guiderà ad una più alta dignità del diritto di esistere.

In verità il diritto di esistere noi ce lo abbiamo sempre avuto, e solo noi possiamo recedere (dal nostro diritto di reificare nel nostro cielo, la nostra attuale realtà) di cercare Dio, oppure no.

Ci possiamo accontentare di un canone, di una liturgia, di essere fedeli ed ubbidienti in attesa di un premio nella vita futura.

Quello è spesso il max -anche nei più alti studi- dei dotti e i sapienti.

Ecco perché io mi sono separato da ciò, pur essendo interessato a capire questa tipologia di esplorazione.

Ecco perché io non mi accontento della forma, ma mi interessa capire la sostanza delle cose, e non mi sento inquinato dei miei studi di scienza o di contatto con altre religioni .. il perché è il fatto che a me interessa capire senza rispetto per nessuno .. espresso in modo sudditante, ma con il DIALOGO ..

Nel cristianesimo -infine- è bene spiegata la differenza tra il farsi possedere dal desiderio di qualcosa e VICEVERSA scegliere “la natura della propria natura”, che io chiamo co-essenza.

In tal senso nel male si fa la diversità tra un posseduto (che gradualmente perde la sua capacità di intendere e di volere anche se è sempre libero di rinnegare il male finché è vivo)

e l’altra modalità, la incarnazione del male ..

..presente -per teofania di molti veggenti- in coloro che sono ubbidienti senza se e senza ma all’utopia che gli sia maestro il male, come in Giuda di Keriot, della città di Keriot, detto l’Iscariota.

Il male si incarnò in modo perfetto nell’Iscariota che vendette Cristo per 30 denari, e io dico in coloro che oggi accettano 80 denari nonostante la distruzione dell’adorazione del denaro sopra il cercare di informarsi chi votano.. come l’Iscariota poteva ripensarci nel suo tradimento anche oggi gli italiani e gli abitanti del nostro pianeta possono riflettere quale sarebbe il progetto di vendersi per denaro.

Il bene si incarnò in modo perfetto in Cristo, Gesù della città di Nazareth, e può scegliere la strada del Cristo ogni persona che si sente da sùbito già amata da Dio, e avere fiducia che ogni persona merita il dialogo perché potrei essere io che mi sbaglio e solo a Dio va dato il diritto di averci messo in questo teatro o fare cessare questo dolore che è il vivere se non cerchiamo di dare un sorriso che ci discenda dal diritto a cercare la verità e la giustizia.

Da cui NON condivido il concetto che non c’è una strada per gli umani di vivere in Dio da sùbito, ma anzi questa è la condizione normale, ineluttabile di ogni cosa che sia viva, e quindi “in tutto ciò che è vivo, interna al Vivente”.

Vi consiglio di sentirvi amati da Dio senza nessuna altra condizione che investigare cosa sia l’amore, anziché l’odio, poiché l’odio, o-dio, l’alternativa a dio, può condurre a uscire dall’essere (con la frontiera della morte fisica), può condurre a uscire dal diritto di essere coessenza in “tutto ciò che è”.

Grazie dell’occasione.

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3 risposte a DEMONIZZAZIONE DELL’ ISLAM ..?.. [Dialogo -adesso- tra un Cristiano e un Islamico (Bahá’í)]

  1. Tiziano Tanari ha detto:

    Riassumerei il rapporto dinamico fra l’Uomo e Dio in una frase di Gesù nel Vangelo, forse la più illuminante oltre che,per me, la più plausibile: “Chi è nella verità, ascolta la mia voce”. Ovvero chi si orienta verso il bene e la giustizia, riuscirà a percepire lo Spirito vivificante di Dio, sorgente di bene e giustizia, cioè armonia.

    • Lino ha detto:

      Giovanni 18:37
      Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».
      Commento:
      Sono andato a riprendere il brano secondo la traduzione originale (versione CEI) perché tu scrivi “Chi è nella verità”, mentre la traduzione è “Chi è dalla verità”. A che servirebbe ascoltare o interrogarsi sul vero se una persona fosse già nel vero? Una persona normalmente non può dirsi sicura della verità assoluta perché la verità assoluta è solo nella disponibilità di una infinita quantità di informazione e noi sappiamo solo una verità relativa, quella che ci risulta personalmente. Spesso mi sono sentito dire: ma alcune cose si sanno! .. poco fa eravano a cena e abbiamo mangiato una pizza .. e questo è un fatto certo! .. gli rispondo: ma supponiamo che tu debba descrivere i fatti ad una persona che non c’era, siamo sicuri che se ripeti lo stesso racconto ad una seconda persona queste due persone non se ne formino una idea diversa? .. sì se ne formeranno una idea diversa perché il nostro trasferire informazioni è parziale e non completo. Quindi l’atteggiamento giusto -secondo me- non è tanto quello di considerare assodate le cose, ma di una disponibilità ad esaminarle. “Chiunque è dalla (parte della) verità (in favore del vero), ascolta la mia voce” .. è la traduzione esatta. Poiché è uno schierarsi a favore di voler conoscere la verità anche se noi fossimo in errore! .. e disponibili a correggerci anche se la verità ci accusasse. Grazie del tuo intervento, auguri e felicità 🙂

  2. Samuel ha detto:

    Ho letto la discussione, dire che la fede Bahà’i è una corrente dell Islam è un errore, ma d’altronde usando Wikipedia come fonte…
    La Fede Bahà’i nasce dalla predicazione di Bahà’u’llàh, Esso era stato predetto dall Eccelso Bàb che era il suo Araldo (come Giovanni il Battista era per Gesú), il messaggio del Bàb ( Babismo ) deriva dall attesa del Promesso dello shaykhismo di Ahmad al-Ahsa’i, una corrente dell Islam sciita.

    Quindi ricapitolando: Islam Sciita
    – Shaykhismo ( corrente Sciita considerata Eterodossa dall’islam sciita)
    – Babismo (Religione indipendente fondata dal Bàb)
    – Bahà’i (religione indipendente fondata da Bahà’u’llàh predetta dal Bàb)

    Altra cosa, dire che Gesú per la fede Bahà’i è un semplice profeta non è vero, per noi Gesú è la suprema manifestazione di Dio per la Sua Epoca, la Manifestazione di Dio ha un natura umana e una divina. Le manifestazioni di Dio sono i messaggeri di Dio che hanno portato la Religione, invece i profeti sono coloro che rafforzano il messaggio…

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