x chi voglia fare un ragionamento su Robin Williams .. [psicologia+cybernetics]

x chi voglia fare un ragionamento su Robin Williams .. in un contesto più generale ..
da it.discussioni psicologia:

Il 10/08/14 13:16, Massimo Soricetti ha scritto:
> Sto leggendo con molta emozione “una base sicura” di John Bowlby
> (sottotitolo: “applicazioni cliniche della teoria dell’attaccamento”)
>
> Non riesco a leggerlo senza staccarmene ogni mezza pagina, perché tendo
> continuamente a divagare con il pensiero, immaginando situazioni e
> reazioni, stati d’animo… insomma questo libro mi sta sbattendo come
> una bandiera al vento. E sono ancora solo alle prime pagine.
>
> Credo che sia molto importante per me leggerlo, perché sento, da come
> reagisco, che ci sia molto che mi riguarda.
>
> Come ci si costruisce, da adulti, una base sicura dentro di sé, se non
> se ne è mai avuta una? Come si costruisce la fiducia in sé stessi, la
> capacità di mettersi in gioco?

***

Dice una canzone “todo cambia” ..

Il desiderio di aver un sistema di riferimento è più che legittimo, si pensi a chi traccia una rotta per una nave e si avvale di una mappa.

Ma pensare che si possa navigare solo con il pilota automatico sarebbe un errore.

Un errore proprio perché le cose cambiano, e può esserci mare in tempesta e le correnti possono portare la nave fuori dalla destinazione desiderata (la mente è la nave per eccellenza nella ciber nao, dove il ciber è il pilota e la nao la nave nella etimologia di cibernetica).

Serve quindi non solo analisi dei mari, la mappa, o psico-analisi nell’esame della mente.

Serve anche la sintesi, quindi il progetto: “il dove dobbiamo andare per dove dobbiamo andare ?” (dice Totò al vigile urbano chiedendo la strada a Milano).

Quel ‘dobbiamo’, deve essere trasformato in ‘vogliamo’.

Ecco allora che si crea che chi è al timone può mutare la rotta perché acquisisce lo stato coscienziale della “scelta”.

Una scelta ineluttabile?

No, perché la _BASE_ può essere _sicura_, la mappa, la psicoanalisi, ma la scelta implica un *futuro diverso* .. scelto tra più futuri possibili, è una questione di scegliere la natura della propria natura, la propria co-essenza, grazie all’atto, prima pensato e poi attuato.

Non è un percorso univoco, e non vale per tutti, quindi ciò che ho detto vale solo per quello che vedo io, sta al singolo dire cosa vede lui e se intende mettere coerenza tra ciò che pensa -> che dice -> che fa.

Magari la follia è sola la scelta di non volere mettere coerenza tra ciò che si pensa -> si dice -> si fa .. perché il dolore risulta inammissibile, oltre la nostra capacità di gestirlo, e allora o si sviene, o si impazzisce, o si decide di morire.

E quindi ci si sofferma sull’attore suicida per farne le lodi dei bei films, in cui insegnava a come fare a essere “succhiatori di midollo e trovare il succo della vita” .. ma non perché un miliardario a Hollywood debba suicidarsi per depressione.

La vita -nella materia- anche gli angeli del cielo che la invidiano.. perché noi non abbiamo certezza delle verità, e le scopriamo solo se le eleviamo a nostro desiderio .. sopra le miserie della materia.

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