Una risata li seppellirà [di Dario Fo]

“Quello che sta succedendo in questi giorni alla Camera ed in Senato è a dir poco grottesco, soprattutto l’agilità degli uomini di governo, che ad ogni costo vogliono arrivare a far accettare dal Parlamento leggi impossibili, per non dire indegne. Questa situazione sta assomigliando sempre più ad una farsa di Aristofane, Antifane o di Menandro, dove logica e ragione vengono buttate a sguazzare nel lerciume delle cloache.
C’è di che sghignazzare ad ogni sortita del gruppo governativo fino allo scompiscio. Ma come diceva Mirone di Corinto, per intendere la comicità di un gesto folle della politica bisogna essere informati e saper leggere l’assurdo becero che sta dentro ogni programma esposto a comando dal nocchiero che spinge la barra del timone.
“Il riso abbonda sulle labbra degli stolti”, diceva un saggio del Senato romano. Mai sentenza più falsa e cialtrona fu pronunciata al mondo. Infatti gli stolti non ridono. Restano attoniti davanti ad ogni lazzo o battuta ironica, specie se sottile. Lo stolto ride solo se sollecitato da una situazione palesemente triviale, ovvia e scontata. Ascoltando un’ironia di gusto intelligente rimane immancabilmente allocchito.
È quello che succede oggi a una gran quantità di pubblico, ascoltando le capovolte acrobatiche messe in campo dai furbacchioni di potere. Non riescono a riconoscere l’inganno e la sfacciataggine ipocrita che i conducenti si stanno inventando per far passare quelle infamie ad ogni costo.


È il problema posto dall’opposizione con la valanga di emendamenti sulla riforma costituzionale che abolisce il Senato elettivo. E quindi si ricorre un’altra volta puntualmente alla ghigliottina. È un’invenzione paradossale, assurda. Qualcuno l’ha chiamata “oscena”. L’effetto equivale all’esplosione di una carica di tritolo che fa saltare in aria il pacco degli emendamenti, un bel botto e il problema sparisce all’istante. L’opposizione urla indignata e la maggioranza, stupita, ribatte: “Perché tanta caciara? Che c’è di strano?”. “Questa tagliola è un atto infame! Oltretutto incostituzionale!”. “Piano con le offese, noi agiamo nell’interesse, anzi, per volontà del popolo”.
E qui un pubblico degno di rispetto dovrebbe esplodere in una risata a sganascio, e urlare: “Ma quale popolo? L’avete un’altra volta imbesuito, messo con il sedere in umido quel popolo, costretto a guardare ma non reagire”.
Ormai aspettiamo di giorno in giorno l’apparire dell’uomo che s’affaccia solo al balcone per proporci finalmente il pensiero unico. Ma alla sua sortita non possiamo restare con la faccia attonita e indignata. Bisogna saperlo accogliere con una gran risata. Il riso si dovrebbe insegnare fin dalle scuole elementari. Spiegare ai bimbi che ridere significa intelligenza e conoscenza, che solo i popoli che ne fanno uso sono composti da gente civile.
Per la prima volta dopo tanto tempo, ecco che finalmente l’opposizione, formata anche da personaggi inconsueti in una protesta democratica, sale al Quirinale, chiedendo di poter parlare con il capo dello Stato, un uomo sempre disponibile (specie se deve incontrare gente che la pensa come lui) a dare buoni consigli, a commuoversi persino, davanti ai loro applausi e complimenti adulatori, fermando lacrime che gli rigano il viso. Ma davanti a questo gruppo di facinorosi no, il nostro beneamato presidente non può scendere per ascoltarli. “Sono lievemente indisposto” fa dire. Mi aspettavo una risata, ma siamo evidentemente fuori allenamento. Per intendere l’assurdo smaccato bisogna essersi preparati a interpretare ogni paradosso.
A ‘sto punto avrei urlato di gioia, vedendo arrivare di fronte al parlamento un gruppo di ragazzi che spingono una ghigliottina a grandezza naturale, su ruote magari, al canto di “Allons, enfants de la Patrie”.
È troppo presto. Per riscoprirci spiritosi abbiamo bisogno di entrare in partita.
Ma tornando ai temi della commedia satirica dobbiamo ammettere che ci si sta muovendo verso la nascita di una coppia di partiti gestiti smaccatamente da un giovane toscano dalla parola facile e da un condannato alla galera riabilitato. Quest’ultimo, poveretto, andava a ragazzine senza sapere che rischiava una condanna per prostituzione minorile. Un brav’uomo, candido, che pagava un numero enorme di Olgettine da spasso, alloggiandole in un residence a poca distanza da casa per averle sempre sottomano.
Questa strana coppia sta imponendo uomini scelti da loro, mossi come burattini, e minaccia di espellere chiunque si ponga in contrasto con la loro guida e soprattutto insulta e chiama rozzi mestatori coloro che fanno riferimento alla P2 a proposito del loro modo d’agire.
E, a ‘sto punto, penso che imparare tutti ad emettere risate corali ben modulate sia importante, ma non basti. Davanti a questa vergognosa imposizione autoritaria dobbiamo apprendere insieme ad emettere in coro giganteschi pernacchi frastornanti, al punto di svegliare tutto il popolo dei dormienti avvolti nell’oblio”.
Dario Fo

fonte:

http://www.beppegrillo.it/2014/07/una_risata_li_s.html

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