QUANTI tipi di MONETA esistono? [studio sul target 2]

Dice il sole 24 ore:
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A fine maggio si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo.Il dibattito politico ed economico si concentra su maggioranze, coalizioni, pro-euro e anti-euro. Delle tecnicalità, quelle che però spesso incidono più di qualsiasi altro aspetto sul futuro dei cittadini, si parla poco.

Ma è bene soffermarvicisi. E quando parliamo di tecnicalità nell’area euro ci riferiamo in particolare al funzionamento del sistema Target2. Alzi la mano chi sa di cosa stiamo parlando. A voi tutti, sinceri che le mani non le avete alzate, è rivolto questo articolo.

Il Target 2 è il sistema di compensazione dei pagamenti tra le banche commerciali e le rispettive banche centrali dei Paesi dell’Eurozona (vi aderiscono anche Danimarca, Bulgaria, Polonia, Lituania e Romania). Con la supervisione finale della Banca centrale europea. E’ stato introdotto nel novembre del 2007. Prima c’era il sistema Target, più altre stanze di compensazione (clearing house). Da fine 2007 c’è solo il Target 2, dove Target sta per Trans-European Automated Real-time Gross settlement Express Transfer system.
Ogni pagamento, dall’acquisto di un frigorifero in un centro commerciale all’ordine di una maschera da sub dalla Grecia, passa attraverso questo cervellone elettronico. Una piramide, in cima alla quale c’è la Bce, immediatamente sotto ci sono le banche centrali nazionali (Banca d’Italia, Bundesbank, Banco d’Espana, ecc.). E poi alla base ci sono le banche commerciali.

Per entrare nel cuore di questo cervellone bisogna però conoscere un po’ di come viene creata oggi la moneta a livello bancario. Ci sono due tipi di moneta. (a)La prima è creata dalle banche centrali, (b)la seconda è creata dalle banche commerciali. (*1)
(*1)
Come si vede nel commento alla fine di questa esposizione, la moneta non è MAI -veramente- creata ex novo nel sistema “moneta a debito”. In quanto anche i prestiti della BCE, in QE, sono garantiti ex post da obbligazioni delle nazioni (nazioni che accreditano le banche centrali nazionali). Obbligazioni che dicono che sarà la nazione (la cui banca commerciale non onora il debito, a tre anni nel caso della normativa LTRO) a dovere pagare tramite emissioni di titoli di Stato.

La prima moneta è creata dalle banche centrali attraverso la semplice immissione di un impulso elettronico su un computer.(*2)
(2*)
ndr: ciò è falso! infatti nel concedere un prestito una banca accredita sul cc del cliente il valore, ma ciò è a fronte della garanzie fornite. Ad esempio l’appartamento (di chi chiede un mutuo per l’acquisto) diventerà della banca che ha concesso il prestito se il cliente non paga il corrispettivo del prestito ottenuto. Ciò fa sì che la generazione di quella moneta non è scoperta, ma corrispettiva di un valore esistente! Inoltre il fatto che la banca si aspetta il ritorno di quel valore, comporta un capitale che la banca considera già suo al momento che attiva il “prestito”, con il solo vincolo di lasciare una riserva che è una frazione del valore complessivo del capitale movimentato (meccanismo detto riserva frazionaria). La banca poi potrà prestare quanto il cliente gli deve, anche sul breve periodo. Mentre riavrà la cifra in competizione solo a prestito onorato. Quindi la banca presta dei soldi non suoi, e specie nel caso di depositi di liquidità dei clienti della banca, sfruttando il fatto che la liquidità in circolazione sia una aliquota molto bassa rispetto ai capitali che andrebbero onorati se tutti i possessori dei capitali di “moneta liquida” li chiedessero subito. Tutto questo meccanismo che si basa sulla fiducia che tutti onoreranno gli impegni a medio e lungo periodo, equivale -nel breve periodo- al concetto di “creazione della moneta” che -però- (come visto sopra) non è un vero meccanismo di creazione, ma solo una politica leonina, in quanto consente al sistema bancario di gestire a chi dare fiducia e a chi no, trasformando i funzionari contabili -> in governatori della economia e della finanza, e spostando -de facto- il potere di gestione del pianeta non agli eletti dai POPOLI, (POPOLI in teoria SOVRANI: art. 1 della Costituzione Italiana), ma al livello occulto di chi nomina i funzionari del sistema bancario mondiale.

Si tratta di moneta che non può circolare nell’economia reale ma viene utilizzata in un conto bancario che le banche commerciali devono detenere presso le banche centrali nazionali (dove sono obbligate a tenere delle riserve un apposito “conto riserve”)(*3).
(*3)
Anche questa parte andrebbe meglio specificata: è falso che quella moneta non circola! CIRCOLA tramite il sistema bancario! Il problema è che obbliga (come detto i *2) ai depositi obbligatori detti “riserva frazionaria” e tale riserva frazionaria è depositata presso le banche centrali di ciascun paese, nell’ambito della attività di controllo delle banche centrali nazionali sul sistema bancario nazionale.

Anche le banche commerciali emettono moneta attraverso impulsi elettronici(*2) e lo fanno nel momento in cui concedono prestiti ai clienti. Ma è importante sapere che nel sistema Target 2 circola solo la moneta delle banche centrali, quella delle riserve bancarie, che serve per i pagamenti interbancari.
(*2) già detto sopra la legenda.

Nel “conto corrente riserve” presso la banca centrale deve essere presente una riserva obbligatoria (in % dei depositi o delle obbligazioni emesse dalla banca, viene stabilita dalla Bce come strumento di politica monetaria, viene aumentata quando intende sottrarre liquidità dal sistema per drenare la crescita, o aumentata per ottenere un effetto opposto).

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Oltre alla riserva obbligatoria una banca può depositare in questo “conto riserve” presso la banca centrale anche riserve libere, per agevolare le operazioni di pagamenti con altre banche. Di giorno può utilizzare tutte le riserve ma la sera almeno la riserva obbligatoria deve rientrare. La riserva obbligatoria è remunerata al tasso refi, l’eccesso di riserva non viene remunerato.

Prima di procedere dobbiamo imparare questa importante distinzione. I depositi per le banche rappresentano una passività (un debito) mentre i prestiti rappresentano un’attività (un credito). Questo punto è fondamentale per capire il funzionamento del Target 2 e molte scelte politiche che vengono oggi adottate al netto di frasi e comportamenti di facciata da parte di alcuni politici europei.(*4)
(*4)
E’ vero che i prestiti concessi ai clienti di una banca sono considerati dalla banca un attivo a favore della banca. Poiché la banca li considera soldi suoi finché il cliente non li richiede e potenzialmente è in grado di prestare i soldi del cliente. Che del resto il cliente mediamente non richiede indietro subito ed in toto, ma solo una aliquota. Al fine di sopportare le aliquote richieste dalla clientela la banca che ha un deposito dai suoi clienti è obbligata alla “riserva frazionaria”.

Cosa succede se un italiano acquista in un centro commerciale un frigorifero venduto da una società tedesca? L’italiano ha il conto corrente presso la banca commerciale A, il tedesco presso la banca commerciale B. Poniamo che il frigorifero costi 1.000 euro. A livello interbancario (e di saldi Target 2) accade questo. La banca commerciale A elimina dal saldo del conto corrente del cliente italiano 1.000 euro ed effettua un bonifico presso la banca commerciale B tedesca che, di conseguenza, aumenta i depositi del cliente (la società che vende frigoriferi) per 1.000 euro.

L’operazione però passa anche attraverso il Target 2 e quindi coinvolge anche la Banca d’Italia, la Bundesbank e la Banca centrale europea e i conti dove sono depositate le riserve obbligatorie. In che modo? Il sistema Target 2 manda un segnale alla Banca d’Italia di “distruggere” (elettronicamente) 1.000 euro di riserve detenute nel “conto riserve” della banca commerciale A (dopodiché la Banca commerciale A ha meno riserve per l’equivalente di 1.000 euro nel conto che ha presso la Banca d’Italia). Allo stesso tempo il sistema Target 2 invia anche un segnale alla Bundesbank dicendo di accreditare 1.000 euro nel “conto riserve” che la Banca commerciale B ha presso la Bundesbank.

Alla fine di questo giro emerge che la banca commerciale B tedesca ha incrementato le riserve nel conto della Bundesbank per 1.000 euro e, contestualmente, la banca commerciale A italiana “vanta” meno riserve per 1.000 euro presso la Banca d’Italia. Tutto compensato, quindi, come una stanza di compensazione funzionante vuole.(*5)
(*5)
Non è esattamente così. Se sul conto del cliente Italiano vi erano 1000 euro e la riserva attuale è 2% dei depositi. La banca deve mettere a riserva 2% di 1000 euro, cioé 20 euro.
Quindi la banca italiana deve aumentare il suo conto riserve presso la banca di italia di 20 euro ogni 1000 euro di “movimentazione”. Come spiegato questi trasferimenti non vengono eseguiti subito, ma normalmente a fine giornata. Da cui vi sarà una contabilità semplificata che farà solo i totali del valore ottenuto sia ad aggiungere e sia a sottrarre. Ma è errato pensare che le riserve siano dello stesso valore dei capitali movimentati, mentre le riserve sono di gran lunga inferiori e “dedotte” come percentuali dei capitali movimentati!

Vi ricordate però cosa rappresentano i depositi per una banca? Sono una passività. Quindi a conti fatti la vendita del frigorifero avrà prodotto un accredito sul conto riserve della banca tedesca presso la Bundesbank (e una corrispondente posizione attiva della Buba sul Target) aumentando di fatti le passività della banca commerciale B tedesca presso la Bundesbank mentre avrà liberato la banca commerciale A italiana della passività che aveva presso il conto riserve di Banca d’Italia (aumentando la posizione passiva della Banca d’Italia nel sistema Target 2).(*6)
(*6)
Non è così: la BCE è garante sul corretto funzionamento dei flussi delle riserve tra le banche centrali.
Se l’Italia compera frigoriferi tedeschi. Significa che i clienti italiani spostano denaro verso i produttori della Germania. Ciò comporta che i produttori tedeschi che depositano il denaro della compera dei frigoriferi sulle banche tedesche avranno maggiore liquidità causata dal flusso di denaro verso la Germania. Per entrare ancora più nel dettaglio va detto che se la riserva frazionaria fosse assolta subito la movimentazione sarebbe lapalissiana. Ma se la movimentazione comporta un articolato: il cliente 1 chiede un prestito. Il prestito va sul cc italiano c1. Il pagamento effettuato con quel prestito va sul cc italiano c2. Da c2 si ottiene un nuovo capitale che ha solo un obbligo di ulteriore riserva frazionaria su c2. Quindi un incremento da un capitale c1 che è passato da c1 -> a c1+c2. Da cui una maggiore liquidità per lil sistema bancario italiano -nel nostro esempio di ipotesi di movimentazione ipotetica tutta su banche italiane- che può utilizzare una parte dei capitali anche per assolvere agli obblighi di riserva frazionaria. Ma se le movimentazioni sono a prosciugare i capitali dalle banche italiane e spostarsi ad esempio sulle banche tedesche. Le banche italiane avranno minori margini per concedere prestiti, mentre le banche tedesche avranno maggiore liquidità sia per i prestiti ai loro clienti, sia per onorare la loro riserva frazionaria che deve aumentare se i capitali convergessero verso le banche tedesche.
In linea teorica sarebbe conveniente che vi fosse un unico sistema bancario, per esempio tedesco, per cui non si avrebbero fenomeni di sbilanciamento della movimentazione di denaro, utilizzabili per strozzare le banche -ad esempio italiane- prestando denaro alle banche italiane (per assolvere agli obblighi di riserva frazionaria) perché i flussi degli acquisti avviene su prodotti della Germania. Del resto una vera unione di Stati Uniti d’Europa, dovrebbe avere “stesse tasse, stessi servizi, stessi titoli degli Stati Uniti d’Europa”, così come avviene in USA, negli Stati Uniti d’America, dove se si allaga il Mississipi paga il governo federale, mentre se si allaga la Sardegna, può pure morire.
Una politica leonina che punta a distruggere i paesi che hanno venduto il loro sistema industriale desertificando la autonomia nazionale fino a ridurre l’Italia un protettorato in attesa della riduzione del costo del lavoro e alla reintroduzione degli schiavi. Il problema non è quindi di “fattore di scala”, ma di ARCHITETTURA con cui è gestita la moneta. 

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Vi ricordate che i depositi detenuti dalle banche commerciali presso il conto della Banca centrale nazionale sono rappresentati da moneta di banca centrale che non può essere utilizzata nell’economia reale? Bene, questo è un passaggio importante perché questi 1.000 euro di depositi in più sul conto presso la Bundesbank, la banca commerciale B tedesca potrà utilizzarli solo per investire in titoli o per estendere credito ai propri clienti (maggiori sono le riserve più crediti si possono fare perché i crediti sono proporzioni alla riserve secondo il moltiplicatore dei depositi).

Quindi, quando un cittadino compra un frigorifero prodotto da una società straniera si crea un meccanismo per cui ballano le riserve nei “conti riserve” delle banche commerciali presso le banche centrali nazionali, sotto il coordinamento del sistema di compensazione Target 2. A livello bancario, è come se la banca commerciale B tedesca (e di conseguenza il sistema finanziario della Germania) accumulasse un credito nei confronti della banca commerciale A italiana (e di conseguenza sul sistema finanziario italiano) per aver venduto un bene fisico (il frigorifero) che è passato dalla Germania all’Italia. Ne consegue che quando un Paese dell’area è in deficit nella bilancia dei pagamenti (è in debito con l’estero) il meccanismo Target 2 impone automaticamente che questo deficit sia finanziato dal Paese creditore del Target 2. Oppure impone un intervento a sostegno da parte della Banca centrale europea (quello che è stato fatto dalla Bce a partire dal 2010). Perché se il banco salta il creditore resta con il cerino accesso in mano.(*7)
(*7)
La BCE, rinviando le imprecisioni qui affermate alle note precedenti, è capitalizzata dagli Stati di cui alcuni aderiscono all’euro, e altri no (ad esempio l’Inghilterra non aderisce all’euro, ma ha quote della BCE). Con tali capitali può comperare titoli di Stato emessi dalle nazioni che partecipano alla moneta euro. Ma può anche creare moneta ex novo, in QE! per finanziare ad esempio il sistema LTRO. Naturalmente non si tratta esattamente di creazione della moneta, poiché il sistema attualmente vigente è di “moneta a debito”, mentre la vera creazione monetaria sarebbe con l’architettura “moneta a credito”: si veda ad esempio il sistema green back di Abramo Lincoln. Ma è molto simile. In quanto il sistema LTRO impone delle obbligazioni -a fronte dei prestiti da moneta ex novo- che saranno assolti, in caso di inadempienza della banca insolvente, dalla emissione di titoli di stato della nazione di cui era originaria la banca che ha chiesto il LTRO.

Si crea quindi uno squilibrio nei sistemi Target 2 che può essere compensato in due modi (ndr: ne elenca il sole 24 tre nel seguito!):

1) l’Italia vende un bene di pari valore alla Germania creando lo stesso meccanismo al contrario e azzerando i saldi Target 2 tra il sistema finanziario tedesco e quello italiano;

2) la Germania utilizza il surplus di riserve per acquistare titoli italiani

3) interviene la Banca centrale europea erogando liquidità aggiuntiva a favore dell’Italia

Quello che si è verificato fino al 2008 è stata proprio l’opzione numero due. I saldi risultavano in equilibrio, ma in realtà dietro c’era un forte squilibrio perché in buona sostanza la Germania vendeva prodotti al Sud Europa e compensava la posizione creditoria nel sistema Target 2 acquistando titoli di Stato del Sud Europa (Grecia, Italia, ecc.). Il credito Target 2 della Germania determinato dalla vendita del bene fisico veniva compensato dal debito Target 2 determinato dall’acquisto di titoli del Sud Europa.
(*8)
Anche qui aggiungo una modifica per uscire dalla propaganda ed entrare nel reale:

Nella vendita di titoli di Stato italiani, il meccanismo classico è -finché è esistita la banca di Italia sotto il ministero del tesoro di Italia- che

a) i titoli vengono messi all’asta

b) se ci sono acquirenti i tassi di interesse a chi acquista sono bassi, altrimenti vengono alzati per avere attenzione dalla clientela

c) se il tasso cresce oltre un limite fissato dal ministero del tesoro, acquista (o meglio acquistava) i titoli la Banca di Italia, e ciò generava svalutazione poi compensata dalla politica -eventuale- di investimenti produttivi.

Oggi:

a’) i titoli vengono messi all’asta

b’)  se ci sono acquirenti i tassi di interesse a chi acquista sono bassi, altrimenti vengono alzati per avere attenzione dalla clientela

c’) se il tasso cresce nessuno compra i titoli e il paese è a rischio di fallimento perché non può pagare il 35% di interesse come la Grecia nel 2011. A rischio di fallimento e non fallimento perché vi sono i CDS detti swaps che garantiscono dal fallimento, e quindi saranno i paesi ricchi a comprare i titoli dopo avere strozzato i paesi poveri. In cambio imporranno alla Grecia, ad esempio, (e prossimamente all’Italia e al sud Europa) di vendersi tutti i beni pubblici desertificando la capacità dell’Italia di competere sui mercati delle merci. Naturalmente tale situazione è recuperabile solo in due modi:

i) su scala locale: riconquistando la sovranità nazionale.

ii) su scala globale: estromettendo gli attuali governanti dalla gestione del pianeta, noi pensiamo, con metodo democratico e non violento, grazie alla intelligenza collettiva.

ps:
quindi la questione del target2 non è la vera causa degli squilibri monetari.

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Dopo lo scoppio della bolla dei mutui subprime il flusso degli acquisti si è interrotto, anzi è stato ancor più aggravato dalle vendite (ricordate quando Deutsche Bank ha venduto 8 miliardi in titoli di Stato italiani in pochissimo tempo?)(*9).
(*9)
Sì, ce lo ricordiamo, intorno alla data del 11-11-11 fu attaccata sia mediaset che i titoli di Stato Italiani, e fu per fare pressioni (illecite, su cui avrebbero dovuto controllare le autorità garanti) sulle dimissioni del governo Berlusconi, che aveva messo il veto sul fatto che l’Italia non potesse emettere quanti titoli di Stato volesse emettere, e quindi derogasse ai cosiddetti vincoli sul rapporto deficit/PIL, che attenta alla sovranità nazionale in materia economica e finanziaria. Da anti Berlusconiano so che i governi Berlusconi si sono nascosti sull’aumento del debito pubblico, e poi hanno dato l’onere ai governi di centro sinistra di fare i tagli sulla spesa pubblica, per il fine di non creare prima svalutazione della moneta e poi inflazione. Ma se è vero che una espansione infinita non è possibile su un pianeta a risorse limitate è anche vero che necessita una politica di ECO SISTEMA, cambiando il modello di sviluppo che non può essere di fare sopravvivere solo i ricchi e aumentare la povertà (oggi 10 milioni di italiani sono considerati poveri dall’ISTAT, istituto di statistica, portandoci in una miseria e sopraffazione peggiore della distruzione con cui siamo usciti dalla seconda guerra mondiale, in cui persone come Enrico Mattei, ed Berlinguer, Aldo Moro, e persino Craxi, non progettavano di distruggere l’Italia vendendola un tanto al pezzo).

Questo ha fatto esplodere i saldi Target 2 facendo venire a galla gli squilibri dell’Eurozona con un Paese (la Germania) che vantava crediti superiori a 700 miliardi rispetto al debito dei Paesi del Sud Europa (vicinissimo a quella cifra) speculare.

Ne consegue che l’esistenza stessa dell’Eurozona si fonda oggi su questo sistema di pagamenti attraverso cui oggi transita un controvalore giornaliero di circa 2mila miliardi di euro e che, tecnicamente, non prevede limiti. In caso di crollo del sistema Target 2 – in sostanza se la Germania interrompesse tramite il meccanismo delle riserve Target 2 – di finanziare il deficit dei Paesi del Sud Europa anche per un solo giorno, rischierebbe di crollare l’intero sistema e l’euro stesso. (*10)
(*10)
Ne consegue che il sistema attuale è s-quilibrato e porterà alla distruzione della eurozona.

A patto che non subentri la Bce (come ha fatto) con liquidità che rende meno brusca la correzione delle partite correnti dei Paesi in deficit. (*11)
(*11)
La BCE ci tiene in “come vigile” con il metodo “il più grande successo dell’euro è la Grecia (Mario Monti dixit)”. In tal modo un debitore è strozzato e ridotto sul lastrico in modo lento e proggressivo fino a spogliarlo prima d tutti i suoi beni, e non prima che sia stato distrutto con la tecnica anche detta della “rana bollita”.

Va anche detto – spiega un banchiere che preferisce restare anonimo (*12) – che il meccanismo di garanzia dei crediti vantati dal Nord Europa verso il Sud Europa ha come alter ego il meccanismo del collaterale, ossia garanzie tramite titoli governativi. Per essere più precisi più che di acquisti in senso assoluto si tratterebbe di acquisti repo (repurchase agreement) ossia pronti contro termine, titoli presi in garanzia fin a quando è in essere il relativo credito.
(*12)
è meglio per i banchieri restare anonimi: noi, VIOLA, siamo per la democrazia e la non violenza, ma non tutti la pensano come noi.

Come si correggono questi squilibri?
1) I Paesi del Sud Europa in deficit passano da una situazione di deficit a una di surplus di bilancia dei pagamenti
2) I Paesi del Sud Europa vendono Bund tedeschi

La strada dell’austerità e del rigore che è stata finora praticamente imposta (pur in una fase di recessione economica) è quella che è stata praticata (punto 1). Non a caso i Paesi del Sud Europa, pur sperimentando una crescita debole e tassi di disoccupazione a livelli record (soprattutto quella giovanile) stanno riportando il saldo dei conti con l’estero in pareggio o in attivo. Questa sta favorendo un graduale rientro degli squilibri Target 2 e un ridimensionamento dell’enorme credito accumulato dalla Germania nei primi 15 anni dell’Eurozona.

E stanno ritornando flussi di capitale nella periferia dell’Eurozona . Che stanno contribuendo a far migliorare i saldi Target 2. Non a caso Il credito Target 2 della Germania è sceso da oltre 700 sotto i 500 miliardi. Il rinnovato surplus della periferia dell’Eurozona non è però totalmente virtuoso. In molti casi è più figlio di una diminuzione delle importazioni (complice il calo del potere d’acquisto della domanda interna e dell’aumento del tasso di disoccupazione che a loro volta stanno causando un processo di disinflazione/deflazione) che non per un aumento spiccato delle esportazioni (per quanto in alcuni casi rifletta un aumento effettivo della competitività sul fronte export).

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È quello che sta accadendo in un percorso lento e doloroso(*12). La Germania cerca così lentamente di rientrare dei propri crediti che continuano ad essere massicci, così come gli irrisolti squilibri nell’Eurozona. Ed è probabilmente questo il motivo per cui l’euro non è crollato quando nel 2011-2012 molti economisti davano per spacciata una deflagrazione dell’Eurozona. In quel periodo è vero gli spread balzavano alle stelle ma l’euro sul mercato dei cambi si manteneva estremamente tonico(*13), segnale che gli investitori non hanno mai creduto fino in fondo al crollo dell’euro. L’allarme finale prima della sua deflagrazione (una improvvisa svalutazione valutaria) non è mai scattato.
(*12)
percorso “doloroso” detto dalla Fornero anche dei sacrifici (umani).

(*13)
Si veda il testo “morire per Maastricht” di Enrico Letta.
http://www.amazon.it/Euro-Morire-Maastricht-Enrico-Letta/dp/8842052485

«Prima dell’euro avere deficit commerciali troppo grandi era “sanzionato” dalla progressiva svalutazione delle monete nazionali. Un Paese cioè non arrivava mai ad essere un debitore troppo grande perché la svalutazione del cambio raggiustava i conti e gli equilibri competitivi – spiega Marco Fortis, professore di Politiche europee ed internazionali all’Università Cattolica del Sacro Cuore -. Con l’euro invece è successo che gli squilibri si sono gonfiati a dismisura e la Germania se ne è avvantaggiata in modo abnorme portando la sua posizione finanziaria netta sull’estero oltre il 40% del Pil. Finché son stati tempi di vacche grasse a Berlino la situazione ha fatto comodo(*14), poi con la crisi dei debiti sovrani tutto è cambiato ed è iniziato il processo di aggiustamento in modo frenetico. Inoltre, l’improvviso e rapido rientro dei crediti della Germania ha anche avuto un ulteriore obiettivo: andare a finanziare la forte crescita del debito pubblico tedesco tra il 2009 e il 2012. Se non ci fosse stato prima l’accumulo forzato e continuativo di crediti della Germania grazie al tasso di cambio fisso con l’euro, e poi il rapido rientro dei crediti stessi, Berlino non avrebbe potuto finanziare tanto facilmente la rapida crescita del suo debito pubblico».
(*14) noi villan .. sempre allegri dobbiamo stare! ..

Capire quindi come funziona il “cervellone dell’euro” (il sistema Target 2) ci aiuta anche a capire che più dei Paesi del Sud, ha interesse tecnico a far restare in piedi l’euro proprio la Germania, il principale creditore finanziario nell’Eurozona. Perché si sa quando un debitore è piccolo è molto fragile, ma quando il debitore è grande rischia di essere più potente del creditore. E questo la Germania lo sa. E probabilmente anche per questo ha insistito sull’applicazione di politiche di austerità nei Paesi del Sud Europa anche in fasi recessive. Per rientrare quanto prima dei crediti. (*15)
(*15)
“non dura minga .. non può durar”

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cit off-5

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fonte: sole 24 ore:
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-04-16/ecco-come-funziona

la discussione su facebook (inizio 17-07-2014):

Il diabolico meccanismo “Target2” è quello che ci obbliga all’austerità e alla deflazione.
E’ ESSENZIALE che riusciate a capire come funziona (anche per poterlo spiegare ad altri): perciò leggete e stampatevi almeno questo pezzo di un articolo di Mattia Corsini dedicato all’argomento. Può bastare, ed è chiarissimo:

Il diabolico meccanismo "Target2" è quello che ci obbliga all'austerità e alla deflazione. 
E' ESSENZIALE che riusciate a capire come funziona (anche per poterlo spiegare ad altri): perciò leggete e stampatevi almeno questo pezzo di un articolo di Mattia Corsini dedicato all'argomento. Può bastare, ed è chiarissimo:
  • Piace a 2 persone.
  • Lino Grillo Verde il tema non è banale e necessiterebbe non confondere il concetto di creazione della (1)”moneta bancaria” che è un concetto forzato che andrebbe visto all’interno dello studio delle tecniche obbligatorie di “riserva frazionaria” e il concetto di (2)”moneta da titoli di stato” a fronte di emissione titoli di stato, ed infine (3)”moneta ex novo creata dalla BCE” come prestiti obbligazionari al circuito banche normate dalla BCE. Questa terza tipologia, in particolare, crea moneta QE, realmente ex novo. La crea con la garanzia di obbligazioni delle singole banche garantite dal governo del paese di cui fa parte la banca che ha avuto il prestito LTRO. Significa che se la banca commerciale non pagherà il prestito a 3 anni a tasso agevolato, sarà obbligato il paese (ad esempio l’Italia) ad emettere i titoli di Stato che coprano il debito che non è stato onorato. Questo articolo che segue io penso che spiega meglio di altri (dal sole 24 ore) il tema che Arlette Zat ci ha giustamente invitato a meglio approfondire ..http://www.ilsole24ore.com/…/ecco-come-funziona…

    www.ilsole24ore.com

    Il Target 2 è il sistema di compensazione dei pagamenti tra le banche commerciali e le rispettive banche centrali dei Paesi dell’Eurozona. Ecco perchè è importante
    fonte:
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