Sulle interpretazioni della realtà nella Fisica Quantistica [studio]


Giordano Giobergo Bergonzi ha condiviso la sua foto.

Ilya Prigogine_”collasso funzione d’onda”

Ilya Prigogine-Ha svelato il mistero della funzione d'onda, mostrando come non si tratta di magia, né di un ruolo miracoloso dell'osservatore umano: più prosaicamente, la funzione d'onda collassa quando interagisce con una struttura persistente e macroscopica. I nostri occhi o qualunque altro strumento usato per osservare sono strutture macroscopiche persistenti; se lascio il microscopio acceso e vado a farmi un caffè al piano di sotto, l'apparato di osservazione continuerà anche senza osservatore a fare collassare le funzioni d'onda, per esempio individuando singoli elettroni in una posizione precisa.

Ilya Prigogine-Ha svelato il mistero della funzione d’onda, mostrando come non si tratta di magia, né di un ruolo miracoloso dell’osservatore umano: più prosaicamente, la funzione d’onda collassa quando interagisce con una struttura persistente e macroscopica. I nostri occhi o qualunque altro strumento usato per osservare sono strutture macroscopiche persistenti; se lascio il microscopio acceso e vado a farmi un caffè al piano di sotto, l’apparato di osservazione continuerà anche senza osservatore a fare collassare le funzioni d’onda, per esempio individuando singoli elettroni in una posizione precisa.

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  • Giordano Giobergo Bergonzi scusate per l’allegato…..
    1 h · Mi piace · 1
  • Giordano Giobergo Bergonzi Piero Maggiacomo Esiste un’altro problema quello del Principio d’indeterminazione, in una delle sue numerose formulazioni equivalenti, dice che quanto più precisamente si determina la posizione di una particella, tanto meno precisamente se ne può determinare la quantità di moto (che è il prodotto della massa e velocità). Il principio è giusto anche se fosse espresso male; quello che puzza è la sua interpretazione che ancora una volta piega sul mistico. ……
  • Giordano Giobergo Bergonzi Piero Maggiacomo ..l’osservatore umano (sacerdoti del quanto) può decidere se conferire alla particella attraverso la misurazione una posizione precisa, ma in tal caso fa sprofondare nell’inconoscibile la sua quantità di moto; oppure viceversa. In realtà è la predisposizione di una misurazione che determina in che modo faremo collassare l’onda e quindi quale grandezza “determineremo”
  • Giancarlo Dell’Aquila Caro Giordano comunque rimaniamo nel campo delle ipotesi
    1 h · Mi piace · 1
  • Giordano Giobergo Bergonzi Piero Maggiacomo mi scuso con Piero per l’allegato, che è andato perso, vorrei che tu Piero , ricordassi quanto detto in apertura e da me completamente condiviso!!!!
  • Giordano Giobergo Bergonzi Dicendo che non sono d’accordo con l’interpretazione magica, non sto affatto dicendo che la particella abbia una posizione e una quantità di moto ben precise, riesumerei una teoria da ciarlatano delle “variabili nascoste” mentre è dimostrato da decenni che questa posizione, non regge….sarebbe un ritorno alle vecchia Fisica Newtoniana.
  • Piero Maggiacomo Giordano Assolutamente nessun problema, io volevo solo dire che si insiste sul collasso come dovuto alla coscienza perchè molte persone che portano avanti questa ipotesi, ovviamente non tutte, hanno interessi a dir poco antiscientifici.
    57 min · Mi piace · 1
  • Giordano Giobergo Bergonzi Piero Maggiacomo Il principio d’indeterminazione esprime (male) una realtà fisica, non un’illusione o un semplice errore di misura. Il punto è che se mi pongo la domanda sbagliata avrò la risposta sbagliata. Domandare “quale è la posizione di una particella”? è soltanto una domanda sbagliata
  • Giordano Giobergo Bergonzi Ilya Prigogine supera la matrice densità evitando così il passaggio dalla funzione d’onda alla probabilità ed introducendo l’irreversibilità temporale anche a livello microscopico. Prygogine usa direttamente la probabilità.

    foto di Giordano Giobergo Bergonzi.
    46 min · Modificato · Mi piace · 1
  • Lino Grillo Verde per rimanere alla “teoria della misura” necessita capire poche cose: 1) il modello non è il reale. Quindi se il modello è deterministico o probabilistico non è detto che lo sia il reale, ma stiamo solo esaminando una “descrizione”. 2) Il fatto che la praxis comporta la unicità della misura, e anzi il metodo della scienza dica che la misura è scientifica quando da gli stessi risultati “a prescindere da chi osserva”, è detto collasso del modello probabilistico sul particolare valore misurato. 3) altre scuole (per esempio quella di Copenaghen) suppongo che la realtà sia multipla prima della misura, ma è da dimostrare nella misura che ciò sia vero, e, fino a tale prova misuristica, quando diciamo che la realtà è multipla ci stiamo riferendo al modello e non al reale che il modello tenta di descrivere. more info:http://it.wikipedia.org/wiki/Interpretazione_di_Copenaghen

    it.wikipedia.org

    L’interpretazione di Copenaghen è l’interpretazione della meccanica quantistica maggiormente condivisa fra gli studiosi.
  • Lino Grillo Verde non va trascurato, inoltre, quanto segue:http://it.wikipedia.org/…/Paradosso_di_Einstein…

    it.wikipedia.org

    Il paradosso di Einstein-Podolsky-Rosen (paradosso EPR) è un esperimento mentale che dimostra come una misura eseguita su una parte di un sistema quantistico possa propagare istantaneamente un effetto sul risultato di un’altra misura, eseguita successivamente su un’altra parte dello stesso sistema,…
  • Lino Grillo Verde Sul concetto di “non località” coerente con la impostazione della meccanica quantistica c’è da dire -in breve- che la ipotesi probabilistica non è la sola che da una logica a quanto avviene ad esempio nell’effetto di entanglement. Infatti la interpretazione dominante oggi di tale effetto è il seguente: http://it.wikipedia.org/wiki/Entanglement_quantistico

    it.wikipedia.org

    L’entanglement quantistico o correlazione quantistica è un fenomeno quantistico, privo di analogo classico, in cui ogni stato quantico di un insieme di due o più sistemi fisici dipende dallo stato di ciascun sistema, anche se essi sono spazialmente separati. Viene a volte reso in italiano con il ter…
  • Lino Grillo Verde Ma contrariamente a ciò che in maggioranza se ne deduce sull’aspetto che conferma la impostazione probabilistica la fenomenogenesi potrebbe non violare il principio deterministico di unicità di causa ed effetto, proprio perché il “collegamento” tra due fotoni gemelli non ha bisogno di un prima e di un dopo per essere collegato nella alterazione dell’uno e quindi successivamente dell’altro, ma una contemporaneità nel considerare i due fotoni non separabili, e -quindi- alterandone uno -in realtà- si altera anche il secondo. Tale posizione che ho esposto in ultimo è naturalmente minoritaria, ad oggi, per quanto da me condivisa.
    8 min · Modificato · Mi piace · 1
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