RI-CRAC (fallimento) Argentino? [inchiesta de “il fatto quotidiano”]

Tango bond: ri-crac argentino di Camilla Conti

13 ANNI DOPO È DI NUOVO DEFAULT. INCUBO-FOTOCOPIA PER I CREDITORI (50 MILA ITALIANI)

Se finirà male per l’Argentina si tratterebbe del terzo default della storia. E per i risparmiatori italiani che hanno in tasca i tango bond sarebbe un nuovo incubo. Oggi come ieri: il 23 dicembre 2001 l’allora presidente peronista Adolfo Rodriguez Saá annunciò che l’Argentina non avrebbe ripagato il proprio debito sovrano. Il collasso costò all’Italia 14 miliardi di dollari. Quasi 13 anni dopo, il Paese guidato da Cristina Kirchner minaccia il default sul suo debito definendo “impossibile” il pagamento della scadenza del 30 giugno a causa della decisione di un tribunale Usa che ha messo sotto ulteriore pressione l’economia. Buenos Aires è bloccata da 12 anni in una battaglia legale con i creditori che si sono rifiutati di partecipare alle due ristrutturazioni del debito seguite al crac. L’impasse ha impedito al paese di accedere ai mercati internazionali per reperire capitali a fronte di un’economia stagnante, di un’inflazione in crescita e di un impoverimento delle riserve della banca centrale. Lunedì la Corte Suprema americana ha respinto l’appello dell’Argentina contro i fondi hedge che si erano rifiutati di partecipare alle ristrutturazioni del 2005 e del 2010. È rimasta così valida la decisione del giudice Thomas Griesa di New York che ha ordinato al paese di pagare i fondi di investimento, i cosiddetti holdouts. Mercoledì la Corte d’appello ha dunque rimosso la sospensiva a meno che non fossero stati pagati 1,33 miliardi di dollari agli holdouts. Ma ciò “rende impossibile il pagamento a New York del debito ristrutturato e mostra la totale mancanza di volontà di negoziare sulla base di condizioni diverse da quelle indicate dal giudice Griesa”, ha detto il ministero dell’economia argentino. Il governo della Casa Rosada ha inoltre smentito l’ipotesi di una missione negli Usa per negoziare con gli hedge fund. Il capo di Gabinetto Jorge Capitanich ha confermato che Buenos Aires “mantiene la volontà di pagare” ma come “Paese sovrano”, non per obbligo di un tribunale straniero. “Non immaginiamo pericoli nell’immediato né per l’Italia né per l’Argentina”, ha assicurato ieri il sottosegretario agli Esteri Mario Giro, ricordando che il 95% dei possessori di tango bond aveva accettato l’accordo con l’Argentina che ha partecipato al Club di Parigi formato dalle nazioni creditrici (fra cui l’Italia) e ha “ripreso i suoi contatti con il Fondo monetario internazionale. “Non credo che siano pericoli”. Sarà. Di certo, delle 450 mila famiglie italiane coinvolte nel crac del 2001, si stima che siano più di 50mila quelle che detengono ancora obbligazioni di Buenos Aires. Molti tra coloro che avevano accettato le condizioni capestro che prevedevano un taglio del valore dell’investimento dal 60 al 70% se ne sono disfatti per godere almeno delle minusvalenze. Il problema è che chi partecipò a una delle due ristrutturazioni del debito del 2005 e 2010 ricevette nuove emissioni di titoli di Stato argentini. Quindi chi li ha mantenuti rischia di tornare a ballare il tango.

Da Il Fatto Quotidiano del 20 Giugno 2014

Commento:

Questa vicenda riconferma un fatto standard: un qualunque titolo finanziario, quindi anche i titoli di stato di uno Stato Sovrano, necessitano di una autorità internazionale che sia garante della applicazione del contratto tra le parti.

Infatti se in ambito nazionale Argentino una transazione -ad esempio al ribasso- potrebbe essere riconosciuta valida per coloro che la accolgano, cosa succede per coloro che non la accolgono?

Che magari si vedono offrire di più di quanto offriva il governo Argentino, poiché contano di acquisire i titoli e poi portare in tribunale il governo Argentino.

Che succede se un tribunale del “circuito monetario occidentale” si pronuncia contro il governo Argentino e non accetta la somma proposta in diminuzione di quanto pattuito?

Che il governo Argentino o paga, o interrompe le relazioni con il “circuito monetario occidentale”, con il rischio anche di sanzioni commerciali, o militari.

Ecco perché serve una autorità mondiale che garantisca le transazioni, ma tale autorità non può auto costituirsi moto proprio, ma bensì per legittimazione popolare rispondendo al popolo della propria amministrazione.

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Una risposta a RI-CRAC (fallimento) Argentino? [inchiesta de “il fatto quotidiano”]

  1. Silvano Rucci ha detto:

    Non piangere più Argentina

    Un Paese ricco di materie prime (vedi petrolio) e di risorse agricole (vedi soia e carni), con due fallimenti precedenti ed un terzo alle porte a mio avviso è una Società che approfitta dei soldi altrui e non conosce la morale della restituzione!

    Avere senso morale della restituzione implica avere conoscenza
    delle consuetudini civili e sociali nei comportamenti umani. La morale è l’insieme dei costumi e delle usanze ereditate dagli antenati.

    Tre fallimenti dimostrano atavica mancanza di morale. Non si è alla ricerca della salvezza di un Popolo che non può pagare. L’Argentina è ricca e non manca di risorse economiche, oltre ad avere Riserve monetarie in Svizzera molto superiori a quelle normalmente necessarie! Argentina non piangere più . . . lacrime
    di coccodrillo!

    Non piangere più Argentina

    A country rich in raw materials (see oil) and agricultural resources (see soy and meat), with two previous failures and a third at the gates in my opinion is a company that takes advantage of other people’s money and do not know the moral of the refund!

    Having the moral sense of the refund involves having knowledge
    of civil and social practices in human behavior. Morality is a set of customs and traditions inherited from ancestors.

    Three failures demonstrate atavistic lack of morals. You are not looking for the salvation of a people who can not pay. Argentina is rich and has no shortage of economic resources, in addition to monetary reserves in Switzerland much higher than those normally required! Argentina does not cry anymore. . . tears Crocodile!

    Un país rico en materias primas (véase el aceite) y los recursos agrícolas (véase la soja y la carne), con dos fracasos anteriores y una tercera a las puertas en mi opinión, es una empresa que se aprovecha del dinero de otras personas y no conocen la moral del reembolso!

    Tener el sentido moral de la restitución implica tener conocimiento de las prácticas civiles y sociales en el comportamiento humano. La moral es un conjunto de costumbres y tradiciones heredadas de los antepasados.

    Tres fracasos demuestran atávica falta de moral. No busca la salvación de un pueblo que no pueden pagar. Argentina es rica y no tiene escasez de recursos económicos, además de las reservas monetarias en Suiza muy superiores a los que normalmente se requiere! Argentina no llores más. . . lágrimas Cocodrilo!

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