In God We Trust? [analisi di cosa sia un TRUST per la semejotica]

In God We Trust (in italianoNoi confidiamo in Dio) è l’attuale motto nazionale degli Stati Uniti d’America e dello stato della Florida. Il motto apparve per la prima volta su una moneta degli Stati Uniti nel 1864, ma non divenne ufficiale fino al passaggio di una risoluzione congiunta del Congresso nel 1956. È stato adottato al posto di E pluribus unum (in italiano: Da molti, uno riferito ai tredici Stati confluiti negli USA).
cit:
http://it.wikipedia.org/wiki/In_God_We_Trust

Se cerchiamo il termine ‘trust’ su un dizionario troviamo:
n.1

Nuvola kdict glass.pngEtimologia / Derivazione

voce inglese, letteralmente “fiducia
cit:
http://it.wiktionary.org/wiki/trust

n.2

  1. (forestierismo)(diritto)(economia) istituto tipico dei sistemi giuridici di common law ma attivo anche nei paesi che hanno aderito alla specifica convenzione dell’Ajaconsistente in un patrimonio segregato, normalmente impignorabilecostituito per la tutela degli interessi più vari, spesso di un beneficiario e amministrato da un trustee, quasi sempre soggetto differente dal costitutore del trust
    cit:
    http://it.wiktionary.org/wiki/trust

Domanda-1:
Che tipologia di ‘istituto giuridico’ troviamo in Italia simile al TRUST?

L’associazionismo, e quindi il diritto di Associazione, che si tipicizza (in genere in forma scritta) a tutela degli scopi della Associazione, ma con un accento sulla figura degli ASSOCIATI, e meno sugli aspetti materiali condivisi, dando risalto agli scopi della ASSOCIAZIONE e quindi delle _persone_ e meno importanza alle cose.

Si noti infatti che l'<atto di fiducia> di chi cede beni generalmente materiali in senso proprio (ma vi sono anche casi minori di cessione di beni immateriali) consiste nella tutela di tali beni che vengono SEGREGATI, cioé non più in capo a chi li aveva ceduti, e quindi non più ascrivibili al “disponente dei beni” (settlor).

C’è quindi l’idea di avere una tutela dei beni separata dagli destini di chi li possiede, e cederli ad un istituto ad hoc.

Domanda-2:
Perché fare una cosa del genere?

La prima ragione è non potersi rivalere -per altri- su tali beni per gli atti di chi ne era proprietario, come abbiamo già detto. Ma la cessione evidentemente non è equivalente a una mera cessione, o una mera distruzione dei beni. Citiamo il caso estremo di pochi giorni fa (a proposito di distruggere i propri beni) di quella persona che in ITALIA -vistasi espropriata la casa oggetto di una ipoteca- ha preferito demolirla e consegnare le macerie davanti alla sede della banca beneficiaria della casa espropriata.
cit:
http://www.catenaumana.it/la-banca-gli-pignora-casa-e-lui-consegna-le-macerie-con-un-tir-al-direttore/

Per completare gli elementi introduttivi alla materia attuale dobbiamo trattare la differenza tra un Trust ordinario, ossia una istituzione di un

  1. Amminstratore del TRUST=”Trustee”
  2. Creazione dell’atto che istituisce il TRUST specificando “chi conferisce i beni oggetto dell’affidamento fiduciario”=”Settlor” (o “disponenti” i beni)
  3. norme o vincoli nella istituzione, ovvero anche dette regole nella gestione dei beni del TRUST

& la istituzione di una TRUST Company.

Trust company:

La società fiduciaria è un’impresa che assume l’impegno di amministrare i beni per conto terzi, la rappresentanza di titolari di azioni e/o obbligazioni o l’organizzazione contabile di aziende appartenenti a terzi.

La gestione fiduciaria trova origine nell’intestazione a nome della società di titoli azionari appartenenti a terzi, mentre la titolarità di essi rimane in capo all’affidante. La società fiduciaria è sottoposta a particolari controlli pubblici.

Si tratta di una società che per svolgere la propria attività (fiduciaria e di revisione) necessità di apposita autorizzazione emanata con decreto ministeriale del Ministero per lo Sviluppo Economico e con il parare favorevole del Ministero di Grazia e Giustizia, verificati i requisiti richiesti dal DM 16.1.1995 (Pubblicato nella Gazz. Uff. 4 febbraio 1995, n. 29, S.O.). È sottoposta ad autorità di vigilanza Ministero per lo Sviluppo Economico
cit:
http://it.wikipedia.org/wiki/Societ%C3%A0_fiduciaria

Come si vede, i due istituti non sono la stessa cosa, e la maggiore complessità di questa seconda forma, è giustificata dal fatto che insieme alla separazione tra i beni e chi li possedeva, si valuta una necessita di strutture ulteriori di gestione per rendere più sofisticata e adattabile a esigenze varie la tipologia.

La differenza maggiore è che la responsabilità non è in capo ad un singolo amministratore del trust, ma ad una vera e propria pluralità di soggetti che si prefiggono di curare il trust, laddove al solito si intenda con trust “sia i beni che la relativa gestione nell’ambito delle specifiche con cui furono affidati”.

Lasceremmo incompleta questa introduzione allo status quo, se non citassimo la ulteriore figura dei “beneficiari del trust”. In ogni forma di cura di beni principalmente materiali la cura implica delle transazioni “tra chi da & chi riceve”, poiché un bene non commerciato è sostanzialmente esterno alla economia e alla finanza.

La nostra indagine però ora può fare un ragionamento di ordine generale, dopo avere sfrondato i termini di trust, trust company, e concetti di affidamento fiduciario e amministratori e società fiduciarie:

Domanda-3:
Quale è l’attività umana per eccellenza che richiede un rapporto fiduciario?

Se ci si riflette è la gestione dei commerci tramite “titoli di pagamento”.

E’ così perché è una questione di “fiducia” fidarsi di affidare a una moneta la conversione di convertire dei beni in un equivalente monetario.

Del resto fino a Bretton Woods, il portatore di una moneta poteva richiedere la conversione in oro dei titoli cartacei o metallici, ma oggi con il meccanismo della riserva frazionaria solo una piccola parte della liquidità depositata è effettivamente presso il sistema bancario e le stesse banche prestano i depositi dei loro clienti che li potranno complessivamente riavere indietro solo se tutti coloro a cui sono stati prestati dalle banche li fornissero indetro.

Ma mentre il correntista ha diritto di prelievo immediato.. i prestiti (su cui le banche applicano un interesse) sono sul medio e lungo periodo, e quindi la cosa non sarebbe possibile -> se la liquidità dei correntisti fosse a brevissimo termine.

Tutto ciò si regge quindi sulla fiducia che NORMALMENTE la liquidità impegnata dai correntisti sia una frazione della massa monetaria complessiva e a tale scopo le banche terranno solo una giacenza per non fare mancare il normale flusso di denaro contante.

Lo slittamento tra i tempi dei (1)”depositi/prelievi dei conti correnti”, e (2)”i prestiti” è quindi -de facto- un meccanismo detto della “leva finanziaria” o “moltiplicatore monetario”, o ancora più in chiaro “creazione della moneta bancaria”.

Quindi una banca (caso A) che presta 98 euro e deve lasciare 2% di riserva frazionaria può prestare 98 euro se si fa prestare (a sua volta) 2 euro, risultando ciò quasi equivalente ad (caso B) avere un cliente che deposita 100 euro e la banca ne lascia 2 a riserva.

Diciamo “quasi equivalente” perché nel caso A la chiusura del giro conto vede la banca che recupera i 98 euro dalle spettanze di chi deve restituire i 98 euro (che in origine: erano dalla banca -> nuovo cliente, alla restituzione: dal cliente -> alla banca che li aveva prestati).

Nel caso B: solo i beni messi a garanzia del mutuo della casa copriranno il prestito della banca, se la banca si è fatta prestare 2 euro per generare 98 euro sul cc di chi aveva chiesto il mutuo, in caso di insolvenza.

Domanda-4:
Ma perché alla banca dovrebbero andare 98 euro se li ha potuti prestare solo facendosi prestare (o avendo a riserva) 2 euro?

Quindi un meccanismo “fiduciario” che agevola i commerci, e fa scambiare i beni con maggiore facilità (che se la conversione monetaria non ci fosse), ma che investe un delicato meccanismo di controllo sui criteri di chi abbia diritto ad accedere ai prestiti e con quali garanzie.

Stiamo trattando in questi giorni il concetto di TRUST in merito alla impostazione del “ONE People Pubblic Trust OPPT” e alcune persone intervenute sul blog 6 viola hanno chiesto cosa c’entri il concetto di sovranità con il concetto del trust.

Domanda-5:
Avendo letto la analisi precedente pensate che centri?

Come abbiamo già detto c’entra molto .. poiché la proprietà è un diritto tipicamente di sovranità di possesso .. e ci si dovrebbe chiedere se ogni persona non abbia diritto alla vita .. e quindi a ciò che consente la vita: acqua, cibo, aria, energia, spazio territoriale ed espressivo, e non secondariamente: accesso alla cultura, alle info, a rapporti sociali, alla vita pubblica, alla politica, etc.

Ma torniamo al “In God We TRUST” sulle banconote o sulle monete:

http://it.wikipedia.org/wiki/In_God_We_Trust

Domanda-6:
Da quali “rischi si deve tutelare un “atto di fiducia” in chi amministra beni comuni?

Risposta:
Dal concetto di “Cartello (di interessi)” basato sulla alterazione delle informazioni disponibili in modo ufficiale.

Infatti l’associazionismo è lecito per avere maggiore forza conseguente alla cooperazione.

Ma se l’Associazionismo, o l’affidamento di beni a un terzo configura per esempio una turbativa come l’aggiottaggio? ossia la gestione dei beni per fare salire o scendere artificialmente i valore dei beni alterando le info disponibili o chiudendo accordi a danno della collettività?

Nella spiegazioni di wikipedia alla voce TRUST leggiamo al link seguente:
http://it.wikipedia.org/wiki/Trust

cit:

Trust e Antitrust[modifica | modifica sorgente]

Occorre infine precisare che nulla ha a che vedere con l’istituto in argomento (ndr: TURST) il termine Antitrust, insieme di norme/istituzione a garanzia della effettiva concorrenza nei mercati economici: in tale caso il termine inglese “trust” è da intendersi nella sua accezione di “cartello” o “accordo” (in danno dei consumatori) fra imprese (solitamente in regime di oligopolio su scala nazionale o internazionale) idoneo a incidere negativamente sulle normali dinamiche del mercato libero e concorrenziale.

Domanda-7:
Potremo mai essere daccordo con la risposta di wikipedia (dopo l’analisi precedente)?

La risposta è NO. Perché se è vero che un TRUST è un affidamento fiduciario chi garantisce che il trust non generi un cartello?

Al link seguente abbiamo già esposto che il trust antagonista che vuole tutelare la sovranità individuale e collettiva denominato “One People” usa una procedura — a nostro avviso — fragile e abbiamo anche esposto le ragioni di ciò. Rinviamo a quella trattazione per una esame dettagliato e ci aspettiamo da chi vorrà intervenire una disamina costruttivista, grazie.

https://6viola.wordpress.com/2014/03/30/primo-caso-oppt-ucc-in-tribunale-di-giustizia-in-italia-27-03-2014-video/

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Economia, FILOSOFIA, Massmediologia, POLITICA, psicologia, SCIENZA. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...