quest’amore Italia/Russia/USA è una camera a gas?

Il 21 marzo 2014, il sito Zero Hedge annuncia l’imminente firma di ciò che chiama Santo Graal del gigantesco accordo sul gas tra Russia e Cina, visto in parallelo a un massiccio attacco contro i petrodollari. Tyler Durden pone il contratto come segno fondamentale del ribaltamento del potere a scapito del blocco BAO.
Se c’è l’intento occidentale di spingere la Russia e la Cina, una superpotenza delle risorse naturali (anche se “un po’ usurata”) e l’altra superpotenza del capitale fisso/lavoro produttivo (ance se “con capitale sbilanciato e credito gonfiato”) a marginalizzare il dollaro e incoraggiare l’uso di rublo e renminbi nel commercio bilaterale, allora le cose vanno sicuramente “secondo i piani”. Per ora non ci sono stati importanti sviluppi in conseguenza dello spostamento dell’asse geopolitico che ha visto l’influenza globale degli Stati Uniti, oltre al Gruppo dei 7 (Paesi più insolventi), declinare  precipitosamente a seguito del tentato intervento pasticciato in Siria e dell’incruenta annessione russa della Crimea, ma presto tutto cambierà. Perché mentre l’occidente si concentra giorno per giorno sugli sviluppi in Ucraina e su come fermare l’espansione russa con un appeasement (difficilmente una tattica vincente come gli eventi negli anni ’30 hanno dimostrato), la Russia ancora una volta pensa tre passi avanti… e un bel po’ di passi a est. Mentre l’Europa si agita furiosamente per trovare fonti alternative all’energia che Gazprom potrebbe staccare dalla rete d’esportazione del gas in Germania ed Europa (con l’imminente aumento del 40% dei prezzi del gas in Ucraina, probabilmente la migliore indicazione di ciò che succederà), la Russia si prepara all’annuncio del “Santo Graal” dell’accordo energetico con nientemeno che la Cina, una mossa dalle potenti onde d’urto geopolitiche in tutto il mondo che lega le due nazioni in un asse basato sul commercio. Come alcuni, specie in queste pagine, hanno suggerito getterebbe le basi per una nuova valuta basata sui rapporti commerciali aggirando il dollaro, qualcosa che la Russia implicava momenti fa, quando il suo ministro delle Finanze Siluanov ha detto che la Russia può riprendersi i prestiti esteri quest’anno. Tradotto: i russi saltano l’acquisto di debito occidentale, finanziato dall’acquisto cinese di buoni del Tesoro degli Stati Uniti, per andare direttamente alla fonte”.
L’accordo potrebbe essere firmato a maggio, quando Putin sarà a Pechino, stabilendo un rapporto strutturale fondamentale tra il primo produttore di gas e il maggiore consumatore di gas, in cima ai  rapporti tra i due Paesi considerando le proprie attività legate all’energia.
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