Educare l’inconscio è possibile? [Psicologia]

From: Lino Cibernetico
Newsgroups: it.discussioni.psicologia
Subject: Re: Educare l’inconscio è possibile?
Date: Wed, 19 Mar 2014 22:08:59 +0100
Organization: Aioe.org NNTP Server

Il 16/03/14 02:09, Massimo Soricetti ha scritto:
> Riflettevo sulla frase “la cultura è quello che ti rimane una volta che
> hai dimenticato tutto”.
>
> Io l’ho sempre interpretata nel senso che una persona “acculturata”
> conosce il senso delle cose, il perché, e il sapere perché le cose sono
> come sono e non diversamente la porta ad avere rispetto e stima, e di
> conseguenza cura, di quelle stesse cose. Lo pensavo perché l’ignorante,
> il non acculturato, tipicamente prende ciò che trova e lo usa come gli
> pare e piace: per dire, di fronte alla venere di milo, se gli piacesse
> non ci penserebbe due volte a restaurarla rimettendogli le braccia e
> dandogli una mano di vernice epossidica trasparente… e se invece non
> gli piace bisogna sperare che il marmo non gli serva per fare le mensole
> dei davanzali di casa, sennò addio statua.
>
> (il che non è necessariamente un male: l’ignorante è il perfetto esempio
> di uomo vitruviano, l’uomo come misura di tutte le cose: un umanesimo
> radicale che più radicale non si può. Ma poi di qui divaghiamo troppo…)
>
> Ma ripensandoci non potrebbe essere possibile che la cultura modifichi
> addirittura l’inconscio di una persona? Che lo renda più strutturato,
> capace di rispondere in modo più sofisticato alle sollecitazioni esterne
> e interne? Dopotutto se la mente cosciente può imparare, perché non
> potrebbe farlo anche l’inconscio? E se sì, quali limiti può avere
> l’inconscio, nell’apprendere? E che tipo di cose apprende?

Prima di Freud, l’inconscio, era nel dominio della magia, e dell’occultismo.

Con Freud si apre una porta, che è quella di entrare nell’inconscio dai
sogni.

Prima vi erano delle semplice associazioni soggettive, indimostrabili.

Dopo, si elabora una nuova linguistica che mostra che il sogno da un
simbolismo che Freud de-cripta con la key del significato della spinta
sessuale ed erotica.

Ma le spinte pulsionali, diranno altri, non sono solo la spinta sessuale
ed erotica, ma anche altre pulsioni fondamentali: come il desiderio di
potere (Adler), oppure i numerosi archetipi di Jung.

Si sono poi studiati i legami archetipici che legano le fiabe, i miti
alla cultura dei popoli e si è trovato che il simbolismo anche nel
linguaggio non è completamente allo scoperto, ma anche lì ha un
funzionale ANCHE di criptazione, che protegge i significati dalla
evidenza, nell’inconscio.

La fisiologia vuole, infatti, come dannosa una fase sempre coscienziale.

La fase coscienziale necessita di logica, di deduzione ed induzione,
(oltre che di capacità associativa ANCHE nella veglia) .. quindi una
fatica spaventosa per il cervello umano, di cui non ci rendiamo conto se
non quando manchiamo di sonno e di sogni.

Il sonno e i sogni, la fantasia onirica, ci restituisce infatti uno
spazio espressivo decongestionante prevalentemente associativo, dove la
associazione non è fatica per il cervello: troviamo normalmente vari
tipi di frutta nel reparto della frutta al supermercato e ci stupiremmo
che non si utilizzasse una regola associativa per il cliente che cerca
al supermercato quello che gli serve!

Così, nella classificazione istintuale di un collezionista, o di un
archivista che usa chiavi di similitudine.

Ma la azione principale di questo mettere ordine nella mente è anche
mascherare i problemi e però riproporceli come se fossimo dentro un
film o un teatro in cui sappiamo inconsciamente di poter vivere senza
temere, poiché siamo in un sogno. (Eè anche questo beneficio che
usufruiamo vedendo un film, o leggendo un romanzo, che ci danno anche
flessibilità mentale, nell’esercizio di metterci nei “panni degli
altri”, e farlo senza timore, (o con minore timore nello sconfiggere la
paura nei film di horror) se ci piace il film o la storia che stiamo
simulando).

Il bambino esperimenta nel gioco, ma l’uomo esperimenta a qualunque età
nel sogno.

Quindi una preoccupazione -nel sogno- non ci si mostra come nella
veglia, ma entrando in una serie di scene come le temiamo per vedere e
simulare che cosa significano per noi.

Oppure di desideri, tanto che non spariscano e che li sappiamo vivere
senza perdere le cose che ci sono care.

Gioia e ‘paura del soffrire’ sono le spinte quasi sempre prevalenti, e
anche una simulazione del futuro, oltre che uno sguardo al passato che
ci dica se ci sembra che ci sono cose di cui abbiamo esperienza.

Ma la diversa organizzazione immaginifica ci maschera il senso dal punto
di vista della deduzione o induzione logica, e ci presenta i fatti
prevalentemente in modo associativo.

Quindi anche se ricordiamo i sogni, o esaminiamo un mito o una fiaba non
siamo in grado di trovarne il significato dei simbolismi se non capiamo
che serve una diversa linguistica: una grammatica fatta di oggetti e di
regole che regolano quegli oggetti, come una nuova lingua.

Se vediamo -ad esempio- una persona che ci sembra un lupo e non la
riconosciamo se non come animale, solo intuitivamente potremmo associare
chi ci sembrava, ma non subito, solo al completamento della scena,
spostandoci dalla descrizione immagine -> alle emozioni che ci davano
quelle immagini.

Detto sommariamente ciò per capire di cosa stiamo parlando con il
termine “funzione inconscia del cervello”, ne segue -allora- che il
concetto di apprendimento non si addice all’inconscio.

Poiché l’inconscio non ha la funzione di apprendere, ma di simulare
-alle connessioni neuronali- scenari che non possiamo svolgere da svegli
e che se non rigenerassero il cervello da dormienti e nello stato
onirico, non sarebbero simulabili nella veglia, se non alterando lo
stato relazionale della veglia, come pure può accadere, con la
allucinazione, o con il delirio, o con la meditazione trascendentale, o
la follia, (sto elencando solo alcune devianze), questa ultima -la
follia- particolare situazione di incapacità del discendere nel sogno e
poi nella veglia .. ma rimanere in una metastato che necessita del sonno
e del sogno ma non lo riesce a raggiungere tanto da essere rigenerante,
e né la veglia di tipo deduttivo, tanto da essere capaci di intendere e
di volere.

Quindi la mia opinione è che l’inconscio non apprende, ma svolge altre
funzioni, anche se legate all’apprendimento (avvenuto in un altro
status) che considero una fase coscienziale che poi viene proiettata nel
sogno solo per diverse tipologie funzionali.

Grazie del tema, per me molto interessante.

P.S. Cercare lo stato di veglia durante il sogno può produrre patologie
perché gli impedisce la sua funzione, quindi conviene aiutare sia un
sonno graduale (fantasticando) che un risveglio graduale .. magari con
un po’ di PNL in cui ci si dica .. ora piano piano mi sveglio e starò
senzaltro bene 🙂

 

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in FILOSOFIA, Massmediologia, psicologia, SCIENZA. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...