== La PIATTAFORMA DI 6 VIOLA == (intervento alla Conferenza “Rete Popoli Sovrani” 13-10-2013)

fonte:
https://www.facebook.com/groups/370983319697317/permalink/395363917259257/

vi do in anteprima il mio intervento alla conferenza del 13 ottobre 2013 di modo che già da ora si possa avviare un dibattito costruttivo perché il tempo è la sola cosa che ci manca più di ogni altra .. grazie dell’attenzione:

== La PIATTAFORMA DI 6 VIOLA ==

In estrema sintesi probabilmente necessitano delle forze per il ripristino della sovranità dei popoli così come prevede l’art. 1 della Costituzione Italiana e come indicato nella piattaforma di presentazione della conferenza (*) si augurano le “forze che aderiscono al progetto sovranista”, ma c’è un ma ..
(*)(vedi il link: http://arjelle.altervista.org/Economia/Pillole/Programma.htm)

Ma, infatti, è pur vero che l’art. 11, sempre della Costituzione Italiana, dice che si possono avere cessioni di sovranità alla *PARI* con altri Stati.
Quindi proprio perché sono decenni che le persone sono indotte a pensare che senza il fattore di scala europea non si sopravvive a una CRISI (che andrebbe dimostrato che non è artificiale, e scientemente indotta), a nostro avviso, come VIOLA, siamo per un PIANO A ed un PIANO B -> proprio perché la sovranità sia esercitata a livello popolare e da chi il popolo delega con le elezioni.

PERCHE’ UN PIANO A e UN PIANO B ? ed in cosa consistono ?

Serve sintonizzarsi con le persone perché comprendano.

Il fattore di scala, ossia un governo a livello italiano o europeo o mondiale non è il vero problema, ma solo un teatro di azione che anzitutto bisognerebbe capire perché funziona oppure non funziona.

Funziona una gestione monetaria se vi è una ARCHITETTURA che consenta che la emissione monetaria sia SINDACABILE: ciò è sempre stato in ogni Stato o confederazione di Stati, come ad esempio gli Stati Uniti d’America (USA).

In tali tipologie storiche in cui non si parlava di SPREAD la architettura funzionava grazie al vicolo di “PRESTATORE DI ULTIMA ISTANZA” che è una procedura che consente l’acquisto dei titoli pubblici quando il tasso di interesse offerto sui titoli assume un valore che il ministero del tesoro considera eccessivo: è quindi il ministero del tesoro che da l’ordine all’istituto che agisce sulla emissione dei titoli (la Banca Centrale) per l’acquisto da parte della Banca Centrale.

Ora -negli USA- è il governo USA che da le direttive alla FED (che è la banca centrale USA) e la FED è quindi sotto il governo USA, e non il viceversa.

Questo (qui sopra) è il piano A: “stesse tasse, stessi titoli pubblici, stessi servizi, anche in UE (come in USA)”.

Se ciò non fosse possibile (ma ciò violerebbe l’art. 11 della Costituzione Italiana) si passa al PIANO B: uscita unilaterale dall’euro e doppia circolazione monetaria come avviene oggi in Inghilterra, in cui il cambio iniziale della new£ è 1:1 con €. Inoltre la sola moneta con cui si possono pagare le tasse è in new£.

In estrema sintesi questa impostazione fa capire che il problema non è volere uscire per arretratezza mentale, ma per re-impostare la emissione monetaria se non si trova un accordo su scala europea a favore di una politica monetaria che non deve danneggiare nessun popolo, compresa la Germania che oggi -INVECE- si sta autoinfliggendo una compressione dei mercati di sbocco portando in recessione i paesi del sud Europa .. constatato che ridurre il debito pubblico localizzato nei vari stati corrisponde solo ad aggravare la crisi di ogni stato nazione che non ha più moneta se non tassando in maniera disumana e non erogando più servizi per pagare un debito che è compresso dalla scarsa emissione monetaria.

Necessiterebbe aggiungere altri dettagli per specificare come si fa una politica monetaria che non porta inflazione grazie ad investimenti produttivi, ma in grandi linee quanto sopra esposto è già sufficiente a capire il profilo di ciò che si propone un approccio “sovranista” laddove sovranista non è necessariamente un atteggiamento di chiusura agli scambi e alla cooperazione tra i popoli, ed anche alla unificazione monetaria, persino su scala mondiale ma non cedendo l’attività di supervisione e controllo a una elite di insidacabili MA AI POPOLI CHE UTILIZZANO QUELLA STESSA MONETA e che la gestiscono tramite i loro rappresentanti che abbiano espresso la loro politica economica prima delle elezioni che gli danno il relativo mandato che rimane SINDACABILE.

I punti programmatici della Rete sovranista

arjelle.altervista.org

Proponiamo a tutte le forze sovraniste di unirci urgentemente in una rete e formare un coordinamento per la costituzione di una lista elettorale e la redazione di un programma da presentare alle prossime elezioni europee.
    • Arlette Zat piace questo elemento.
    • Alessandra MA ..be’ io la moneta o il governo mondiale non lo voglio proprio..non sappiamo governare democraticamente neanche un condominio..quasi..
    • Giovanni Albin prova ad invertire piano A e piano B ottieni lo stesso effetto chiarezza nei confronti degli elettori ma con ben diversa grinta e determinazione …ovvero: noi vogliamo e ci battiamo per la cosa giusta (sovranità, ecc) se però ci offrono un’alternativa credibile ne possiamo parlare perchè NON SIAMO IDEOLOGICI ma siamo ragionevoli e pensiamo al bene comune innanzi tutto….così ti metti in una botte di ferro e passi il cerino acceso agli altri…
    • Franco Diego caro Lino Grillo Verde – leggo questo capoverso:

      4) Ridenominazione dei debiti.
      Ai debiti si applicheranno gli articoli 1277 e 1278 del Codice Civile. I debiti contratti in Italia (a prescindere se con controparte estera o italiana) verranno convertiti in lire, con tasso di cambio 1:1. I debiti contratti all’estero rimarranno in euro.

      e mi sorge un dubbio…. se:
      – i debiti contratti all’estero resteranno in euro 
      – se il valore della nuovalira sarà flottante sul mercato
      – se al contrario gli euro resteranno stabili e rincareranno rispetto alle nuovelire
      non finiremmo per perdere uno dei maggiori vantaggi della sovranità monetaria ovvero la possibilità che ripagando il debito in nuovelire, la svalutazione permetta una maggior facilità di pagamento del debito?

    • Franco Diego attendo chiarimenti
    • Giovanni Albin intanto uno dei maggiori vantaggi della sovranità monetaria è la possibilità di spesa a deficit (stampare moneta) per investimenti pubblici, lavoro, (aumento domanda interna) e solo in misura minore la svalutazione (aumento domanda estera) ….poi riguardo i debiti esteri in euro, sempre che l’euro sopravviva , verranno onorati finché ce la facciamo altrimenti c’e’ il default o la rinegoziazione con i paesi interessati (+ probabile)….
    • Franco Diego rispondi per metà deviando la domanda – 
      la seconda parte è la tua interpretazione ma non è sufficiente per sostenere un programma. Che programma sarebbe quello di dire, paghiamo finchè possiamo e poi facciamo default o rinegoziazione?
      Ammetti comunque che si è persa per strada la chance con moneta sovrana di “sgonfiare” il valore del debito grazie alla possibilità di inflazionare/svalutare?
    • Giovanni Albin l’inflazione svaluta il debito interno un tot all’anno sul 70% (forse molto +) del debito pubblico…. dici poco…la svalutazione non c’entra nulla con con lo sgonfiare il debito estero denominato in euro : c’entra invece sul’ aumento dell’ esportazione che ci porta in cassa euri per pagarlo
    • Franco Diego ok, spero che qualcun altro comprenda quel che dico.
    • Giovanni Albin a me sembra di averti risposto ….comunque mal che vada si rinegozia …il default non lo vogliono soprattutto i creditori esteri che perderebbero tutto…
    • Lino Grillo Verde Rispondo a Franco Diego e lo ringrazio della domanda.
      La domanda:
      <<se:
      – i debiti contratti all’estero resteranno in euro 
      – se il valore della nuovalira sarà flottante sul mercato
      – se al contrario gli euro resteranno stabili e rincareranno rispetto alle nuovelire
      non finiremmo per perdere uno dei maggiori vantaggi della sovranità monetaria ovvero la possibilità che ripagando il debito in nuovelire, la svalutazione permetta una maggior facilità di pagamento del debito?>>

      Risposta:

      come pochi sanno la vecchia normativa della vendita dei titoli pubblici era protezionistica: ossia non potevano acquistare i titoli se non soggetti di nazionalità italiana.

      Ciò era per garantirsi contro lo schifo che vediamo proprio oggi, 30 settembre 2013.

      Infatti supponiamo di essere uno Stato Estero e comprare -tramite prestanomi- titoli italiani: cosa succede se per condizionare la politica del governo (imponendo di vendere asset strategici: telecom, ilva, alcoa, etc) decidiamo di vendere sul mercato secondario i titoli che precedentemente avevamo acquistato immettendo grandi quantitativi di vendite contemporaneamente?

      Quello che successe quando lo SPREAD arrivò a 500 nel 2011 .. come mai il debito pubblico era inferiore ad oggi e invece i titoli furono considerati spazzatura?

      Perché la tecnica di comprare titoli o azioni (anche mediaset è sotto attacco oggi) è semplice metodo di attività di condizionamento.

      La soluzione? è NON fare come gli USA che hanno venduto titoli alla Cina, poiché i questi giorni rischiano di non avere la copertura del congresso sul QE (la autorizzazione a stampare altra moneta).

      La emissione di titoli pubblici può avvenire solo sotto la politica di un governo legittimo che raccolga la sua legittimità perché votato dai popoli che lo hanno insediato sotto un programma elettorale che parlasse anche di come era la piattaforma economica.

      Quindi una autorità SINDACABILE dal potere sovrano del popolo o dei popoli qualora il fattore di scala sia europeo o mondiale.

      E’ sulla “ARCHITETTURA” che è conformata la truffa e non si deve sperare che cambieranno le cose perché si manda una nuova razza superiore al governo sia essa razza superiore grillina o no.

      La affidablità dell’esecutivo, in quanto “amministratori delegati” devono avere una delega di cui devono spiegare _prima_ i connotati e poi essere sottoposti alla SINDACABILITA’ popolare nel ridargli mandato o negarglielo perché hanno tradito o rispettato le promesse elettorali.

      Il referendum sull’euro è attuabile dalle prossime elezioni se le varie forze politiche spiegano cosa propongono:

      L’inghilterra sta proponendo oggi di ri-negoziare gli accordi per stare nella UE:
      https://6viola.wordpress.com/…/

      ps
      la negoziazione dei titoli pubblici io consiglio sia fatta solo in nuove lire. Di modo che chi vuole vendere possa farlo e però non vi sarà il collasso dei titoli già venduti (nella contrattazione del mercato secondario) perché li riacquista la Banca di Italia (nazionalizzata) e quindi il flusso in uscita si esaurisce poiché “perdendo titoli” i prestanome perderebbero potere di ricattare il mercato italiano.

      6viola.wordpress.com

      Lino Grillo Verde rinegoziare rapporti UE: l’Inghilterra è per cambiare..Il primo ministro ha anche rinnovato, nella stessa intervista, la sua intenzione di rinegoziare il rapporto fra la Gran Bret…
    • Lino Grillo Verde more info:
      http://memmt.info/…/

      memmt.info

      Come si finanziava l’Italia prima del divorzio fra Tesoro e Banca d’Italia (Parte 5)di Daniele Della Bona Scritto da redazione il 16 settembre 2013. Pubblicato in Approfondimenti MMTQuinta puntata della serie dedicata all’analisi storica e politica del mercato del lavoro in Italia (qui trovate la Pa…
    • Lino Grillo Verde La struttura del debito pubblico[modifica | modifica sorgente]
      L’enorme debito pubblico italiano, pari a 1.843,015 miliardi di euro nel 2010, è composto per oltre tre quarti da passività a medio lungo termine (1.418,737 miliardi), quasi completamente atasso fisso. La vita residua media del debito pubblico italiano è di 7,8 anni. Inoltre, il 46,15% del debito pubblico è detenuto dalla Banca d’Italia o da istituzioni finanziarie italiane. Il 9,58% è posseduto da altri residenti, mentre il restante 44,27% è allocato all’estero (debito estero)[39].
      fonte:
      http://it.wikipedia.org/wiki/Economia_d’Italia

      it.wikipedia.org

      A partire dalla fine della Seconda guerra mondiale, l’Italia ha conosciuto profondi cambiamenti economici, che da Paese ancora per molti versi arretrato, con un reddito pro-capite pari solo al 36% di quello statunitense[1] ed il 42,2% della popolazione impiegata nell’agricoltura ancora nel 1951[2],…
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