Luigi Spaventa .. chi era Costui? .. perché il Presidente Napolitano si commuove?

Le note Biografiche di Luigi Spaventa:
http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Spaventa

Pubblicato in data 27/set/2013

Intervento (completo: 18 min) del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al convegno dal titolo”Luigi Spaventa: la sua vita, le sue passioni, le sue lezioni

min 9:09
cit
“.. negli anni difficili per l’economia e la politica economica italiana che lo impegnarono da deputato nelle scelte della maggioranza di solidarietà nazionale gli piaceva magari riprendere di _Keynes_ il discorso -ricordo “how to pay for the world” .. di quelle suggestioni che mi spinsero ad approfondire la lezione del maggiore economista del ‘900 largamente ignorato ancora negli anni ’70 (1970) nella sinistra politica, in particolare in quella comunista, gli sono rimasto personalmente debitore. D’altra parte, nello stesso tempo, per tutto quel decennio approdavo spesso a Cambrige coltivando una preziosa consuetudine stabilita con Piero Sraffa (http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Sraffa). Del merito dei contributi più importanti offerti da Luigi come deputato della sinistra indipendente ha dato puntualmente conto ancora nel libro appena pubblicato Franco De Benedetti ed io non vi ritornerò. Basti ricordare tra tutti il contributo al confronto del 1968 sulla adesione italiana allo SME (Sistema Monetario Europeo). Qualsiasi problema affrontasse lo faceva con rigore ed insieme con concretezza e realistico senso degli obbiettivi perseguibili. Con la sua tagliente ironia coniò il termine di “ben altrismo” (ndr: significa che anziché argomentare si allude che servirebbe -secondo i benaltristi- “ne altro”) .. per la tendenza a contrapporre -a sinistra- sempre visioni più avanzate e nobilmente astratte.

Ma vorrei piuttosto dire di come Luigi (Spaventa) riuscì a calarsi nella vita parlamentare. Lo fece prendendo molto sul serio il suo mandato dedicandosi innanzi tutto a quell’esercizio che è, o meglio era, l’attività di commissione e conquistandosi riconoscimenti e simpatie anche al di là di quella cerchia più ristretta con la brillante incisiva presenza nei dibattiti d’aula e con la quotidiana vicinanza a colleghi di tutte le parti. Vicinanza a cui mai fece velo la benché minima alterigia intellettuale da parte sua. Vicinanza nutrita di autentico cordiale interesse per le persone, per quel che ciascuna di esse esprimeva come volto della politica.

Perché il parlamento, la camera dei deputati, quella moltitudine di eletti era in definitiva uno spaccato di comune umanità nella ricchezza e varietà delle storie e dei temperamenti personali degli impulsi e dei percorsi che avevano condotto quelle persone a impegnarsi in politica col traguardo della elezione in parlamento.

Era questa realtà umana che incuriosiva ed interessava molto Luigi (ndr: Spaventa) che lo spingeva a mescolarsi con gli altri nel palazzo di Monte Citorio e a comprendere non solo a giudicare posizioni e comportamenti anche di molti che erano lontani dalla sua parte politica.

Penso ad esempio a deputati democristiani di ogni stampo e ogni livello .. anche peones .. come li si chiamava con i quali interloquiva naturalmente e intratteneva un rapporto amichevole.. e mi chiedo “che cosa è rimasto? .. di quel modo di vivere la politica .. e di convivere in una istituzione? .. e anche del modo di cui -di conseguenza- si vedeva dall’esterno il mondo della politica? ..”

Le distanze e gli scontri sul piano delle idee e del rapporto tra maggioranza ed opposizione non producevano come oggi smarrimento di ogni nozione di confronto civile e di ogni costume di rispetto istituzionale e personale.

13:27
Valori, questi, che appartenevano profondamente a Luigi (ndr: Spaventa). Egli, peraltro, non coltivava una rappresentazione angelicata della politica, e neppure -da uno di assoluta limpidezza e trasparenza- una visione moralistica della politica che ne ignorasse le durezze e le contraddizioni, che rifiutasse ogni comprensione delle concessioni o compromissioni cui è costretto .. “come un grande saggio del mondo antico sapeva .. chi vive in mezzo agli uomini e attende al governo di essi” .. e nutriva profondo rispetto per l’arte della politica padroneggiandone le sottigliezze e le asprezze.

14:36
Nel 1983 Luigi (ndr: Sapaventa) considerò concluso il suo impegno in parlamento, quello che io scherzosamente definivo riferendomi agli “indipendenti di sinistra” il periodo di servizio civile .. da lui svolto per 7 anni. Ritornò all’università, avrebbe fatto una breve incursione nella politica, in senso stretto, nel campo di battaglia elettorale solo nel 1994, candidandosi alla camera nello stesso collegio in cui correva Silvio Berlusconi ed essendo mosso non dall’intento di tornare in parlamento ma dal gusto della sfida, della missione quasi impossibile, del confronto anti-demagogico sui problemi dinanzi ai cittadini, nel cuore della città che amava.

15:28
Peraltro, come ho già ricordato, ritornò all’università al suo mestiere di studioso e di docente non restò chiuso in quell’ambito. Forte dell’esperienza compiuta assolse al meglio negli anni successivi nuove funzioni pubbliche, dal ruolo di ministro nel governo Ciampi, a quello di presidente della Consob, e affinò politicamente sempre di più le sue analisi economiche o storico economiche. Per quel che mi riguarda poi, dopo il 2006, nella mia attività di Presidente ho potuto ancora, fino a quando la sorte lo colpì crudelmente, godere della sua affettuosissima amicizia e del suo consiglio sapiente, dell’esempio che mi offriva anche la sua equanimità di giudizio su fatti e su persone.

Cari Clare, Renato, Alessandro, Elena, anche per voi, penso, è stato bello il tono lieve e variegato di questo incontro che ha ripercorso le molte sfaccettature della personalità di Luigi (ndr: Spaventa) facendoci cogliere quella che potrebbe ben chiamarsi “l’unità di un uomo”. Ma vorrei concludere esprimendo -se mi è consentito- con un sentimento personale che affiorava in me nel preparare questo intervento.

Quanto più tu abbia la ventura di inoltrarti in età avanzata nel tuo percorso di vita tanto più avverti il vuoto di quelle che sono state presenze assai care .. (ndr: si commuove, lo interrompono applausi) .. venute meno via via nel corso degli anni .. e finisce quasi per avere il senso del dissolversi del tuo mondo come sfera di affetti radicati e di comunanze essenziali .. e quel che allora può soccorrerti .. è il ricordo che ridiventa vita come qui oggi .. è il sentire vicine figure, storie, pensieri che ancora possono accompagnarti per me la figura -come poche altre- di Luigi Spaventa.

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