Lorenzo Battista (M5S): “Se tutti stanno a guardare e nessuno partecipa, la DEMOCRAZIA non funziona più.”

Io penso che questa situazione apparentemente negativa potrebbe fornirci l’ occasione per dimostrare che siamo più forti e compatti di prima. Se ci confronteremo con grande civiltà, e sapremo uscire con proposte e soluzioni costruttive, senza alimentare dubbi sulla coerenza e il rispetto dei punti programmatici e degli ideali costitutivi il Movimento, nessuno potrà attaccare la base regionale di cui facciamo parte, e nemmeno i nostri Portavoce, siano senatori o consiglieri comunali. Io discernerei il problema fra 2 diverse situazioni: 1- il rapporto portavoce- base; 2- Il rapporto portavoce-staff. La stampa, in questi 2 ambiti, dovrebbe essere chiamata in causa per motivi certamente diversi dalle esternazioni personali, ma per divulgare informazioni di natura politica. Per quanto riguarda il rapporto tra il Portavoce e gli attivisti che lo hanno sostenuto, è chiaro che l’ interazione andrebbe incrementata, così come è palese che tra il gruppo parlamentare e lo staff non ci sia un coordinamento perfetto. Tutto questo non ci dovrebbe far perdere di vista che il nostro avversario non è rappresentato dai cittadini che, più per ingenuità che per malafede, potessero cascare nelle trappole mediatiche, e nemmeno con chi tra di noi si sente frustrato per il mancato raggiungimento di progetti politici ai quali tutti teniamo, e per i quali non smetteremo di combattere. Non trovo infedeltà nelle parole di Lorenzo Battista, e non voglio pensare che il suo agire sia motivato da ambizioni personali o avidità. Io credo che lui sia il NOSTRO PORTAVOCE AL SENATO, e se anche non fosse un grande politologo, non si poteva pretendere che lo fosse. A noi interessa l’ ONESTA’ e la TRASPARENZA, e propongo quindi di organizzarci al fine di saper meglio interagire con tutte le cariche istituzionali che ci rappresentano, chiedendo loro di mettersi nella maggiore disponibilità possibile nei nostri confronti, e magari evitare qualche “sfogo personale” che, se anche fosse condivisibile per diversi aspetti, si rende servile a strumentalizzazioni con le quali danneggiare tutta la nostra azione. A dopo…a sempre.

Con questo post voglio far chiarezza su alcune mie dichiarazioni e esprimere il mio pensiero.

Partiamo subito con il concetto di partecipazione. Ho citato spesso la frase di Michael Moore: “La democrazia non è uno sport da spettatori. Se tutti stanno a guardare e nessuno partecipa, non funziona più.” Ecco io la vedo in questo modo, ci deve essere sempre maggiore partecipazione dei cittadini alla vita politica e questo è uno dei principi ispiratori del M5S. Si può arrivare a questo obiettivo prima di tutto informando su quello che avviene nel nostro Paese, all’interno delle istituzioni ma non ci si deve fermare qui. Coinvolgere la nostra base sulle scelte decisionali deve essere un’altra tappa per raggiungere una democrazia partecipativa. Ecco quindi che il ruolo del portavoce del parlamentare del Movimento deve essere inteso in questo senso. Dal nostro insediamento in Parlamento, gli iscritti del M5S sono stati coinvolti in tre sole occasioni: le Quirinarie e in due occasioni per ratificare l’espulsione di un rappresentante del movimento. Si poteva fare di più?

Da quando faccio parte del movimento ho sentito molte volte annunciare l’arrivo di un fantomatico portale. Ad oggi non vedo nulla di tutto ciò se non una bozza di un ennesimo sito web, un contenitore di informazioni e contatti ma non c’è traccia di una piattaforma capace di raccogliere e promuovere la formazione di opinioni condivise all’interno di una comunità e la gestione delle votazioni. Se è vero che la democrazia diretta la si può raggiungere solo tramite questo strumento eccezionale che è internet allora che si dica chiaramente come stanno le cose. Da tecnico informatico non posso credere che sia un problema tecnico, se non ci sono esperti del web capaci di sviluppare questo progetto, si cerchino altre risorse. E’ un problema di risorse economiche? I fondi dei gruppi parlamentari possono essere impiegati per questo progetto, d’altronde spendiamo già così tanto per la nostra comunicazione. Se invece è problema di volontà, allora non posso fare nulla se non invitare tutti gli attivisti e gli iscritti dei meetup a chiedere ai loro rappresentanti in parlamento di attivarsi per il raggiungimento di questo strumento fondamentale per la democrazia partecipativa. Esiste il progetto di “parlamento elettronico”, Airesis.it, alcuni meetup si avvalgono già di altri software open source con la medesima finalità, uniamo le forze e le intelligenze e arriviamo finalmente a questo obiettivo che aspettiamo da troppo tempo.

In questo momento di profonda incertezza della vita politica nazionale, mi sento di chiarire meglio un altro concetto. Sono uno dei pochi che alla vigilia delle consultazioni con Napolitano ebbe modo di evidenziare che chiedere un governo a 5 stelle senza fare un nome fosse un errore, avevo infatti avanzato due nominativi che non vennero presi in considerazione. Uno scossone agli equilibri delle altre forze politiche però lo abbiamo dato presentando come nostro candidato alla presidenza della Repubblica, il prof. Stefano Rodotà. Quando si votò in assemblea plenaria se iniziare una discussione per la formazione di un governo ombra, o meglio per individuare delle figure di altissimo livello della società civile capaci di supportare le istanze del M5S la maggioranza non fu di questo parere. Con mio dispiacere ne presi atto ma allo stesso tempo, ora mi domando se in questo momento non sarebbe stato utile avere già pronta la nostra proposta di governo a 5 stelle. Dico sempre che non si può sempre rincorrere gli eventi ma sarebbe meglio anticiparli. Mesi fa ebbi modo di chiedere se il M5S si sarebbe fatto trovare pronto quando B. avrebbe staccato la spina al governo. Siamo pronti? Ho sempre detto che bisogna essere sempre propositivi e che si debba lavorare per essere in grado di chiedere un governo a cinque stelle, un governo della società civile, un governo capace di compiere un decisivo cambiamento di rotta che deve fare il Paese per uscire dal buio, con il nostro programma dei 20 punti e la capacità di essere cittadini nelle istituzioni e non politici fuori dalla società come avviene per le altre forze politiche. Mi piacerebbe che su questo fossero tutti gli iscritti del M5S ma come è possibile avere questo responso senza uno strumento informatico capace di coinvolgere la nostra comunità?

Lorenzo Battista

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  • Grillo Verde Lorenzo Battista, grazie della tua lettera.
    Ti porto la mia esperienza:
    Noi, come popolo viola, abbiamo combattuto il berlusconismo quando Berlusconi era forte, organizzando il primo NO B Day.
    Oggi la vera battaglia non è contro Berlusconi, che è stato già fatto fuori dal punto di vista giudiziario senza delle prove provate delle frodi che probabilmente ci sono state ma non sono state dimostrate a indicare una responsabilità di Silvio Berlusconi.
    La vera battaglia intellettuale oggi come allora è ciò su cui tu ti interroghi:

    <<Come si fa a costruire una vera democrazia partecipata?>>

    Si fa non necessariamente perché Papà Beppe Grillo ci compra la playstation del super portale per giocare alla democrazia ..

    Si fa come ci organizzammo come popolo viola tramite i gruppi di discussione e senza sudditanza psicologica e necessità di dominanza di qualcuno sugli altri .. perché i portavoce, anche nazionali, sono la espressione che la BASE ha votato per indicare non le idee del singolo, ma di coloro che egli svolge il *servizio* di rappresentare ..

    Ci si potrebbe chiedere.. ma allora perché la esperienza del popolo viola ha avuto così tanti problemi? .. scissioni, colonizzazioni delle pagine di facebook, divergenze tra le correnti che si erano scisse etc?

    La mia esperienza che sto condividendo ora, ma anche nel mio attivismo come iscritto al M5S vi dice che è normale che si possa essere di idee diverse e anche che forze esterne cerchino di colonizzare i vari “contenitori” che si formano e che però significano se sono in grado di mostrare di essere capaci di elaborare una “LINEA POLITICA” in grado di risolvere i problemi anziché aggravarli ..

    Non è la politica l’arte di pettinare le bambole .. come si vede nella tv che pure è un teatro dove si svolge una parte della battaglia e che il primo approccio del M5S ha sbagliato a trascurare .. laddove oggi -fortunatamente- ha visto un cambio di linea politica..

    Quindi c’è una emergenza.. trovare i luoghi, i modi, le forme, con cui si possano mettere all’ordine del giorno dei temi su cui elaborare una strategia e quindi una LINEA POLITICA .. fatto salvo che la elaborazione è un continuum che deve riesaminare senza soste le info che continuano a pervenire ..

    E’ tutto ciò un cambio di PARADIGMA.. dalle potenzialità eccezionali perché si appoggia per risolvere i problemi sul concetto di INTELLIGENZA COLLETTIVA ..

    Il mio suggerimento -alla Vs/Ns attenzione- per fare in modo di evitare il caos non è la selezione della purezza della razza viola o grillina .. ma una apertura al dialogo con tutti stando ai fatti .. che si possa indagarli, conoscerli, discuterli, proponendo ciascuno delle soluzioni ..

    Se sapremo e vorremo fare ciò abbiamo una possibilità che 1% non continui nel piano di concentrazione della ricchezza a discapito del 99%..

    Se non sapremo o vorremo farlo siamo al punto finale di cottura della rana bollita e nessun Godot ci potrà salvare ..
    http://youtu.be/Ee8XiILtHaU

    www.youtube.com

    Film Waiting for Godot – Soundtrack by Claudio Lolli – Video by Me
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