Aristotele: Logos+Ethos+Pathos [abc dell’Arte della Politica]

Aristotele: Logos+Ethos+Pathos [abc dell’Arte della Politica]

Di cosa stiamo trattando? Il riferimento letterario, filosofico, dialettico, è all’arte della politica come modalità di persuasione secondo Aristotele.

A tal scopo si può consultare il seguente link:
http://en.wikipedia.org/wiki/Modes_of_persuasion

dove troviamo:

++

cit on

++

(prima versione inglese, poi traduzione italiano)

Modes of persuasion

The modes of persuasion are devices in rhetoric that classify the speaker’s appeal to the audience. They are: ethospathos, and logos.

Aristotle‘s On Rhetoric describes the modes of persuasion thus:

Persuasion is clearly a sort of demonstration, since we are most fully persuaded when we consider a thing to have been demonstrated.
Of the modes of persuasion furnished by the spoken word there are three kinds. […] Persuasion is achieved by the speaker’s personal character when the speech is so spoken as to make us think him credible. […] Secondly, persuasion may come through the hearers, when the speech stirs their emotions. […] Thirdly, persuasion is effected through the speech itself when we have proved a truth or an apparent truth by means of the persuasive arguments suitable to the case in question.

Ethos[edit source | editbeta]

Main article: Ethos

Ethos (plural: ethe) is an appeal to the authority or honesty of the presenter. It is how well the presenter convinces the audience that he or she is qualified to present (speak) on the particular subject. It can be done in many ways:

  • By being a notable figure in the field in question, such as a college professor or an executive of a company whose business is that of the subject.
  • By having a vested interest in a matter, such as the person being related to the subject in question.
  • By using impressive logos that shows to the audience that the speaker is knowledgeable on the topic.
  • By appealing to a person’s ethics or character.

Pathos[edit source | editbeta]

Main article: Pathos

Pathos (plural: pathe) is an appeal to the audience’s emotions, and the terms pathetic and empathy are derived from it. It can be in the form of metaphorsimile, a passionate delivery, or even a simple claim that a matter is unjust. Pathos can be particularly powerful if used well, but most speeches do not solely rely on pathos. Pathos is most effective when the author or speaker demonstrates agreement with an underlying value of the reader or listener.

In addition, the speaker may use pathos to appeal to fear, in order to sway the audience. Pathos may also include appeals to audience imagination and hopes; done when the speaker paints a scenario of positive future results of following the course of action proposed.

Logos[edit source | editbeta]

Main article: Logos

Logos (plural: logoi) is logical appeal or the simulation of it, and the term logic is derived from it. It is normally used to describe facts and figures that support the speaker’s claims or thesis. Having a logos appeal also enhances ethos (see above) because information makes the speaker look knowledgeable and prepared to his or her audience. However, the data can be confusing and thus confuse the audience. Logos can also be misleading or inaccurate, however meaningful it may seem to the subject at hand. In some cases, inaccurate, falsified, or miscontextualized data can even be used to enact a pathos effect. Such as is the case with casualty numbers, which while not necessarially falsified, may include minor casualties (injuries) that are equated with deaths in the mind of an audience and therefore can evoke the same effect as a death toll.

++

cit off

++

Traduzione

Modalità di persuasione

Le modalità di persuasione sono dispositivi nella retorica che classificano l’appello (la capacità di essere attraente, accolto, convincente) dell’oratore al pubblico. 

Essi sono: ethos, pathos e logos. (ndr: secondo Aristotele)

Sulla Retorica” di Aristotele vi sono descritte le modalità di persuasione, così:

La persuasione

è chiaramente una sorta di dimostrazione, poiché siamo più pienamente convinti quando consideriamo una cosa vera a causa del fatto di essere stata dimostrata.

In merito alle “modalità di persuasione” fornite dalla parola parlata, ci sono tre generi (tipologie). 


§1 tipologia: carisma dell’oratore (la logica del Kapo, la dinamica verticale del leader, il leaderismo, duce tu sei la luce, la degenerazione è il fascismo)

La persuasione può essere raggiunta grazie alla carisma personale dell’oratore quando il discorso è pronunciato così che ci fa pensare che l’oratore sia credibile.

§2 tipologia: capacità di attivare il sentimento (sulle corde del gruppo, dinamica orizzontale della massa)

In secondo luogo, la persuasione può venire attraverso gli uditori, quando il discorso suscita le loro emozioni.

§3 tipologia: capacità di stare alla oggettività dei fatti (dialettica nel prescindere dal soggettivismo in riferimento all’oratore o massa, ma nella capacità oggettiva di esplicazione dei fatti disvelati alla cognizione analitica che suggerisca le soluzioni da attivare nella sintesi).

In terzo luogo, persuasione avviene attraverso il discorso stesso quando abbiamo dimostrato una verità o una verità apparente mediante gli argomenti persuasivi adatto al caso in questione.


Oltre alla classificazione rispetto ai soggetti (1° soggetto: oratore, 2° soggetto: uditorio, detta anche “modalità magica”), oppure oggetti (modalità scientifica), abbiamo una classificazione anche rispetto alle tre questioni seguenti, secondo Aristotele:

Ethos

Ethos (plurale: eil) è un appello all’autorità o all’onestà di chi sta presentando (l’Oratore). È quanto bene l’Oratore convince il pubblico che lui o lei è qualificato/qualificata per presentare (parlare) sul tema particolare.

Può essere fatto in molti modi:

  • Essendo una figura di rilievo nel settore in questione, come un professore universitario o un dirigente di una società il cui business è quella del soggetto.
  • Avendo un interesse in una materia, come la persona essendo legato al tema in questione.
  • Usando argomenti schock che dimostrano al pubblico che chi parla è informato sull’argomento.
  • Facendo appello all’etica di una persona o personaggio.

 Pathos

Pathos (plurale: pathe) è un appello alle emozioni del pubblico, e i termini patetici e l’empatia sono derivati da esso. Può essere sotto forma di metafora, similitudine, un’appassionata esposizione o anche una semplice affermazione che una questione è ingiusta. Il Pathos può essere particolarmente potente se usato bene, ma la maggior parte dei discorsi non si basano esclusivamente su pathos. Pathos è più efficace quando l’autore (del testo) o colui che parla (l’oratore) dimostra che vi è accordo (coerenza, concordanza) con un valore sottostante del lettore o ascoltatore.

Inoltre, colui che parla può utilizzare pathos all’appello alla paura, al fine di influenzare il pubblico. Il Pathos può anche includere l’appello all’immaginazione del pubblico e speranze; fatto quando l’oratore dipinge uno scenario di positivi risultati futuri di seguire il corso di azione proposto.

La dialettica, o Logos

Logos (plurale: logoi) è l’attrazione verso il vero (nell’argomentare coerente) o la simulazione di ciò, il termine “logic” (logica come disciplina) è derivato da esso. È normalmente usato per descrivere i dati che supportano chi parla nelle affermazioni o tesi. Il creare un riferimento alla “logica” (il discorrere in modo coerente e non contraddittorio) migliora ethos (vedi sopra) anche perché il dare informazioni (coerenti) rende l’oratore percepito come ben informato e preparato al suo pubblico. Tuttavia, i dati possono essere fonte di confusione e così confondere il pubblico. Il discorrere in modo logico può anche essere fuorviante o inesatto, ma tuttavia significativo a far sembrare -l’oggetto del discorrere (subject)- a portata di mano. In alcuni casi, dati inesatti, falsificati o de-contestualizzati possono essere utilizzati anche per emanare un effetto di pathos (affascinazione, coinvolgimento emotivo). Come è il caso con i numeri di vittime, che mentre non necessariamente sono falsificati, possono includere perdite minori (lesioni) che sono equiparati con i morti nella mente del pubblico e quindi possono evocare lo stesso effetto di un dire di morti.

Il Timing oratorio (nei tempi e nel tono)

Non esamina wikipedia, la questione dei tempi nell’uso della voce o nella esposizione filmica o in eventi tali da condizionare la psicologia di massa. Avremmo una casistica insufficiente a esprimere la storia di come avvenga lo stato relazionale politico se trascurassimo tale aspetto.

 Il modello di Machiavelli:

Ora leggiamo cosa dice l’Oratore nel testo dei “Savi di Sion” su questo argomento (qui non è in discussione la veridicità o falsità del testo, ma il metodo che viene esposto come tecnica di persuasione):

Parleremo apertamente, discuteremo il significato di ogni riflessione e, per mezzo di paragoni e

deduzioni, arriveremo a dare una spiegazione completa esponendo così il concetto della nostra politica

e di quella dei Goys (parola ebraica per definire tutti i Gentili). Si deve anzitutto notare che gl’individui

corrotti sono assai più numerosi di coloro che hanno nobili istinti, perciò nel governare il mondo i migliori

risultati sono ottenuti colla violenza e l’intimidazione, anziché con le discussioni accademiche.

Ogni uomo mira al potere, ognuno vorrebbe essere un dittatore e sono, in vero, assai rari coloro che

non sono pronti a sacrificare il benessere altrui pur di raggiungere le proprie finalità. Che cosa ha

frenato quelle belve che chiamiamo uomini? Che cosa li ha governati? Nei primordi della civiltà si sono

sottomessi alla forza cieca e brutale, poi alla legge la quale – in realtà – è la stessa forza, ma

mascherata. Da ciò debbo dedurre che, secondo la legge della natura, il diritto sta nella forza.

La libertà politica non è un fatto, ma una idea. Si deve sapere come applicare questa idea quando

necessita, allo scopo di servirsene come di un’esca per attirare la forza della plebe al proprio partito, se

detto partito ha deciso di usurpare il potere di un rivale. Il problema viene semplificato, se questo rivale

diventa infetto da idee di “libertà” – dal cosiddetto liberalismo – e se per questo ideale cede una parte del

suo potere. In queste circostanze trionfa il nostro concetto. Una nuova mano afferra le abbandonate

redinidel Governo, secondo vuole la legge vitale, perché la forza cieca del popolo non può esistere per

un solo giorno senza un Capo che la guidi, ed il nuovo Governo non fa che sostituire il vecchio

indebolito dal suo liberalismo.

Oggi giorno la potenza dell’oro ha sopraffatto i regimi liberali. Vi fu un tempo in cui la religione

governava. Il concetto della libertà non è realizzabile perché nessuno sa adoperarla con discrezione.

Basta dare l’autonomia di governo ad un popolo, per un periodo brevissimo, perché esso diventi una

ciurmaglia disorganizzata. Da quel momento stesso cominceranno i dissidi, i quali presto si trasformano

in guerre civili, l’incendio si appicca ovunque e gli Stati cessano virtualmente di esistere. Lo stato, sia

che si esaurisca in convulsioni interne, sia che la guerra civile lo dia in mano a un nemico esterno – può

considerarsi definitivamente e totalmente distrutto e sarà in nostro potere. Il dispotismo capitalista, che

è interamente nelle nostre mani, gli tenderà un fuscello al quale lo Stato dovrà inevitabilmente

aggrapparsi per evitare di cadere inesorabilmente nell’abisso.

Se qualcuno per motivo di liberalismo asserisce che simili discussioni sono immorali farò una domanda:

perché non è immorale per uno Stato che ha due nemici, uno esterno e l’altro interno, il servirsi contro

l’uno di mezzi difensivi diversi da quelli che usa contro l’altro, formando cioè piani segreti di difesa, e di

attacco di notte o con forze superiori? Dunque, perché dovrebbe essere immorale per lo Stato di

servirsi di questi medesimi mezzi contro ciò che rovina le sue fondamenta ed il benessere della sua

stessa esistenza?

Può una mente sana e logica sperare di governare una massa con successo per mezzo di argomenti e

ragionamenti, quando sussiste la possibilità che essi siano contraddetti da altri i quali, anche se assurdi

e ridicoli, venganopresentati in guisa attraente a quella parte della plebe, che non è capace di

ragionare o di approfondire, guidata come è interamente da piccole passioni e convenzioni, o da teorie

sentimentali?

Il grosso della plebe, non iniziata ed ignorante, assieme a coloro che sono sorti e saliti da essa,

vengono avviluppati in dissensi di partito, che rendono impossibile qualsiasi accordo anche sulla base

di argomenti sani e convincenti.

Ogni decisione della massa dipende da una maggioranza casuale o predisposta la quale, nella sua

totale ignoranza dei misteri politici, approva risoluzioni assurde, seminando in questo modo i germi

dell’anarchia. La politica non ha niente di comune con la morale; un sovrano che si lascia guidare dalla

morale non è un accorto politico, conseguentemente non è sicuramente assiso sul trono. Chi vuol

regnare deve ricorrere all’astuzia ed all’ipocrisia. L’onestà e la sincerità, grandi qualità umane, diventano

vizi in politica. Esse fanno perdere il trono più certamente che non il più acerrimo nemico.

Queste qualità devono essere gli attributi delle nazioni Gentili, ma noi non siamo affatto costretti a

lasciarci andare da esse. Il nostro diritto sta nella forza. La parola “diritto” rappresenta un’idea astrattasenza base alcuna, e significa né più né meno che: “datemi quello che voglio perché io possa

dimostrarvi in conseguenza che io son più forte di voi”.

Dove principia il diritto e dove termina? In uno Stato dove il potere è male organizzato, ove le leggi e le

personalità del regnante sono resi inefficaci dal continuo liberalismo invadente, io mi servo di una nuova

forma di attacco usando del diritto della forza per distruggere i canoni e i regolamenti già esistenti,

impadronirmi delle leggi, riorganizzare tutte le istituzioni, e diventare così il dittatore di coloro i quali

hanno spontaneamente rinunciato al loro potere conferendolo a noi.

La nostra forza, nelle attuali traballanti condizioni dell’autorità civile, sarà maggiore di qualsiasi altra,

perché sarà invisibile, sino al momento che saremo diventati tanto forti da non temere più nessun

attacco per quanto astutamente preparato.

Dal male temporaneo, al quale siamo obbligati a ricorrere, emergerà il benefizio in un regime incrollabile

che reintegrerà il funzionamento dell’esistenza naturale, distrutto dal liberalismo. Il fine giustifica i mezzi.

link all’opera completa:
http://www.lupin3.it/10%20novembre/ritorno_al_reale%5B1%5D.pdf

Commento

Cosa è l’arte della politica?

Un ingegnere, come io sono, quando si trova di fronte a un problema complesso, come quello attuale, non si propone come primo approccio di “re-inventarsi la ruota” se la ruota è già stata inventata.

Sarebbe uno spreco di forze, e ingiustificato.
Quindi gli ingegneri, anzitutto, si appoggiano come “nani sulle spalle di giganti”, i giganti sono la storia, ciò che è già successo non ritenendolo trascurabile.

Questo approccio però non è sufficiente: poiché costruisce la figura dell’analista, e qui dell’analista politico.

Un ingegnere, invece, sa che il progetto (quindi la sintesi, la proposta) non è la semplice ripetizione del già visto, mai.

Basterebbe dire, sempre riferendoci alla ruota: che non è che le autovetture nel 2013 sono dei tronchi di alberi usati come ruote dagli egizi per il trasporto di blocchi di pietra.

Quindi va mutata l’idea primitiva per adattarla al contesto: del resto non dice -forse- la teoria dei sistemi che un qualunque sistema è scomponibile dalla conoscenza dello status al tempo precedente a t0, fino a t0, e poi (non trascurando lo status) delle dinamiche che gli input generano sugli output, ossia di come ciò che applichiamo come cause generano (come effetti) su un sistema, nella notoria funzione detta di “trasferimento I/O”?

La unicità della soluzione, quando esiste, non è forse dimostrato (dal matematico Cauchy) essere unica grazie alla unicità delle condizioni al contorno, e quindi di ciò che abbiamo chiamato status?

Quindi -nella teoria dei modelli- che è la spina dorsale dei miei studi si insegna a descrivere approssimativamente il reale -come discorsivamente qui è stato esposto- e come si possa farlo con equazioni matematiche (quindi più formalmente).

E’ il sogno di Asimov, quando che -come diceva Laplace- “noi potessimo abbracciare tutte le info -e allora- il futuro sarebbe noto”.

Asimov introduce questa professione la figura dello “psico-storiografo” in uno dei suoi romanzi.

Ma i centri di studi strategici -che i governi usano- non fanno letteratura, e studiano invece come prevedere il futuro non solo guardando scorrere il presente, ma domandandosi quali siano le condizioni per creare una Cybernetics (una cibernetica) che conduca lo status attuale verso un futuro come sia desiderato.

Ok, ma desiderato da chi?

E qui viene il mio impegno nella politica. Poiché nel 2008 la mia capacità di estrapolazione, frutto anche dei miei studi di teoria dei modelli, ingegneria, cibernetica (l’arte di vedere il modello nella natura e portarlo -eventualmente- nel dominio artificiale), psycho-engineering (l’arte di vedere il modello nei modelli artificiali e portarli -eventualmente- nel dominio naturale) .. mi mostrava che il desiderio era del 1% e non del 99%.

Cosa manca nella teoria del controllo (un altra teoria nel mio corso di studi) perché un sistema sia controllabile e possa convergere a uno stato finale desiderato?

I vincoli imposti alla dinamica come funzionale di ottimo.

Un sistema può raggiungere lo stato finale ad esempio a tempo minimo, ma le condizioni da imporre non sono le stesse se ponessimo un goal di minima energia impiegata per raggiungere lo stato finale. In entrambe i casi raggiungeremo lo stato finale desiderato, ma il sistema andrebbe configurato diversamente poiché un sistema come una autovettura non raggiunge un posto di destinazione in tempo minimo e lo può fare consumando poca benzina. Se invece vuole consumare poco benzina impiegherà più tempo.

La mia idea, quindi, è che le due modalità sopra esposte (*) offrono due funzionali di ottimo diversi.
(*)
quella esaminata da Aristotele e quella ripresa dal testo de “i Savi di Sion”, che alcuni ritengono solo un rimaneggiamento dell’opera di Machiavelli, visto che cita nella citazione sopra offerta “Il fine giustifica i mezzi”.

E’ infatti diverso l’obiettivo di convincere un uditorio con Logos, Ethos, Pathos da quello del culto del potere di Machiavelli.

Però mi sono permesso di aggiungere alcuno avanzamenti storici riportando chi qui legge ai nostri giorni perché penso che faremo solo un lavoro di analisti o progettisti secondo un target fissato da 1% se ci limitassimo a scegliere “funzionale di ottimo scelto da altri”.

Io sono quindi perché il funzionale di ottimo, ossia LA LINEA POLITICA, debba essere il frutto del 99%, tramite la intelligenza collettiva, una intelligenza che non teme il dialogo.
E dico il 99% non perché vorrei tenere fuori qualcuno, ma semplicemente per la constatazione che non tutti sono interessati a un dialogo ORIZZONTALE, alla pari, dove la LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI.

Un 1% fa una scelta diversa, non vuole essere dentro una armonia di voci tutte dedite al BENE COMUNE.

Pochi idioti pensano che sia lecito dominare le masse e che le masse siano solo capaci di cercare chi le domini.

Serve quindi -anzitutto- se ne saremo capaci per non estinguerci come si estinsero i dinosauri sul pianeta, ad alzarci alla POSIZIONE INTELLETTUALE ERETTA.

 Una posizione intellettuale in cui non vi è un KAPO, ma solo dei responsabili ad alcune funzioni, come portavoce di un programma politico, nel tavolo di lavoro di varie attività come l’analisi e le proposte nei vari comparti (sanità, economia, istruzione, prevenzione, difesa, sicurezza nazionale, industria, servizi, fonti energetiche, cura del territorio, ambiente, etc).

E tutti coloro che svolgo una funzione come delegati del popolo rispondono della loro azione a chi li elegge, e quindi sono sindacabili.

I MEDIA ci stanno cercando di convincere del contrario.

Tutti i mass media, e in quota parte anche il web, laddove ci si fermi solo alle versioni ufficiali, cercano di imporre una idea dominante e di dominazione.
Siamo quindi ad una svolta della storia del genere homo sapiens in cui ci dovremo guadagnare il termine “sapiens”.

Non significa che dovremo tutti essere laureati o di altissime competenze, ma dovremo capire che lo scollamento indotto a che ci si interessi di POLITICA è una questione scientemente organizzata rendendocela incomprensibile e aliena, estranea, noiosa o fastidiosa .. nel famoso “teatrino della politica” in cui tutti starebbero lì solo a farsi degli interessi di parte e quindi corruttori o corrotti.

No, la storia ci dice altro.

Ci dice che l’onestà può tornare di moda.

Ma serve che tutti si capisca che la politica e l’impegno di infromarci ed informare come condizione minima ci è più indispensabile dell’acqua da bere o dell’aria per respirare.
Ci toglieranno infatti sia il cibo che l’acqua e avveleneranno anche l’aria se il 99% non si ria-approprietà della cura dei BENI COMUNI.

Esattamente come è compito di un condòmine (in una palazzina in cui vi sono più condòmini e un amministratore) controllare se c’è la ricevuta del pagamento della bolletta dell’acqua e l’amministratore delegato a tali incombenze ha veramente ottemperato al mandato a cui era stato delegato.

Secondo me ci dobbiamo provare senza nasconderci dietro il colore di una bandiera, sapendo aprire il dialogo interno a ogni forza politica e tra le diverse forze politiche.
Scopriremo che ci possiamo parlare e costruire un futuro insieme.

Questa voce è stata pubblicata in Economia, Massmediologia, POLITICA, SCIENZA e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...