Protocols of the Elders of Zion [protocolli dei Savi di Sion] – inchiesta in MEDIORIENTE [August 7, 2013]

Premessa:
Al titolo “Elders of Zion” o “Savi di Sion” si associa brevemente una parola “BUFALA”.
Ma poiché su questo blog svolgiamo anche un lavoro di analisi antropologica e massmediale ci sono alcune cose più facili da capire ed altre meno. Le elenchiamo:

  1. La fiction, ammesso che di fiction si tratti, è sempre più utilizzata per indurre come evidenti dei concetti sulle masse.
  2. Uno dei maggiori semejoti del mondo Umberto Eco ha dedicato molto spazio della sua analisi a tale argomento ed in ultimo nel suo romanzo “Il Cimitero di Praga”.
  3. Siamo in un periodo in cui la parola “complottismo” liquida come cose risibili la sensazione che le cose non succedano per caso e anche nella teoria della misura si tende con le moderne indagini della scuola di Copenaghen a dire che la realtà è intrinsecamente aleatoria e quindi non è possibile con il principio di causa ed effetto ricostruire il reale. Ma potrebbe essere una metodica per tranquillizzare e che non vi siano indagini .. al fine di reificare .. se il reale ha dinamiche RICOSTRUIBILI del come mai vediamo esattamente ciò che è la CRISI -sotto i nostri occhi- a livello MONDIALE.
  4. Nella scienza, per me che vengo dallo studio teoria della misura, nell’ambito della ingegneria dei modelli, non ci sono posizioni pregiudiziali o dedotte secondo il principio di “parere autorevole”, ma i fatti. E l’analisi dei fatti è una opera certosina, minuta, paziente, che mira semplicemente a ricostruire se e quali dinamiche creano una serie di legami causa ed effetto. Ergo nell’avere trovato l’articolo seguente in lingua inglese (in data odierna su un media mediorientale come rilanciato da it.politica.internazionale) è un obbligo di correttezza scientifica esaminarlo nel valutare se vi siano elementi di novità che possano fare chiarezza almeno in parte su questa materia della terra promessa detta Zion (o anche pronunciata ‘Zaion’ nel film Matrix da Morpheus, nel suo famoso discorso al popolo di Zion, vedi il video che segue).
  5. Oltre che a un esame della inchiesta che stiamo per tradurre in italiano: By Kenneth R. Timmerman|August 7, 2013 12:00 AM http://www.tabletmag.com/jewish-news-and-politics/140328/timmerman-disinformation concluderemo con un articolo che rinvia al testo originale dei “Protocolli” anche esso tradotto in lingua italiana (anticipo: link1) e una valutazione più in generale della misurabilità della ipotesi se e quanto di vero ci possa essere in quello scritto (anticipo: link2).

Matrix – Morpheus a Zion

Nota Bene: è notorio come la psicologia di massa utilizzi anche le fiabe e la mitologia senza che sia esplicito che significati implichi. Si veda a tale proposito “Fiabe interpretate di Marie Louise Von Franz”
http://www.bollatiboringhieri.it/scheda.php?codice=9788833900643

L’Articolo di

tabletmag.com

On a reporting trip to Gaza, Amman, and Damascus in 1994, I made a habit of asking Hamas and Muslim Brotherhood leaders whom I met with the following question: Did they think the Jews had a plan to dominate the world? I’ll never forget the enthusiastic answer of a pediatrician named Abdelaziz Rantissi, a Hamas leader, whom I met in his doctor’s office in Gaza. “Yes, indeed,” he said. “I have a copy right here.” And he pulled down from a shelf an Arabic-language copy of the Protocols of the Elders of Zion. It was a response I heard again and again.

Nell’ambito di un viaggio/inchiesta a Gaza, Amman e Damasco nel 1994, presi l’abitudine di chiedere ai leader di Hamas e dei fratelli musulmani che ho incontrato la seguente domanda: <<pensate che gli Ebrei avevano un piano per dominare il mondo?>> Non dimenticherò mai la risposta entusiasta di un pediatra chiamato Abdelaziz Rantissi, un leader di Hamas, che ho incontrato nel suo studio medico nella striscia di Gaza. “Sì, infatti,” ha detto. “Ho giusto una copia qui.” E ha tirato da uno scaffale una copia in lingua araba dei protocolli dei Savi di Sion. Questa fu una risposta che ho sentito molto spesso.

 

What I didn’t know at that time was that the KGB had supplied the books and was spreading anti-Semitic and anti-Western filth as part of a plan to generate a widespread Muslim revolt. Now, in his new book Disinformation, Lt. Gen. Ion Pacepa, once the deputy chief of the Romanian intelligence service and one of the highest-ranking Soviet officials to defect to the West, describes a KGB disinformation campaign focused on the Protocols. Code-named Operation SIG—an acronym for Sionistskiye Gosudarstva, or Zionist governments—it was designed to seed anti-Semitic antagonism to the United States throughout the Muslim world.

Quello che non sapevo a quel tempo era che il KGB aveva fornito i libri e si stava diffondendo antisemitismo e sentimento antioccidentale come parte di un piano per generare una diffuso rivolta Mussulmana. Ora, nel suo nuovo libro “Disinformazione”, Lt. Gen. Ion Pacepa, già vice capo del servizio intelligence rumeno e uno dei più alti funzionari sovietici che si sostarono in favore della politica Occidentale, descrive una campagna di disinformazione del KGB focalizzata sui “Protocolli”. Nome in codice operazione SIG — acronimo di Sionistskiye Gosudarstva, o governi Sionisti — che è stata progettata per seminare (indurre) antagonismo anti-Semitico negli Stati Uniti verso il mondo musulmano.

Pacepa claims that the KGB and its subordinate services in the Eastern bloc spent more time on disinformation—dezinformatsiya, in Russian—than they did actually collecting intelligence. By carefully planting false stories about prominent leaders, especially those they feared, they sought to convince the public that the falsehoods were true. And they succeeded again and again. “This remarkable book will change the way you look at intelligence, foreign affairs, the press, and much else besides,” former CIA Director R. James Woolsey writes in the introduction.

Pacepa sostiene che il KGB e i suoi servizi subordinati nel blocco orientale impiegavano la maggior parte del tempo sulla disinformazione — dezinformatsiya, in russo — più che fare effettivamente raccolta di intelligence. Piantando accuratamente false storie circa i capi prominenti, specialmente quelli che hanno temuto, cercarono di convincere il pubblico che delle falsità erano vere. E ebbero successo spesso. “Questo notevole libro cambierà il modo di guardare all'<intelligence>(alla attività dei servizi di intelligence), affari esteri, la stampa, e molto altro ancora”, scrive l’ex direttore della CIA R. James Woolsey nell’introduzione.

The science of dezinformatsiya is complex, and Pacepa learned its rules from his Kremlin masters. Pacepa explains how Soviet leaders saw these efforts. “As that very clever master of deception Yuri Andropov once told me, if a good piece of disinformation is repeated over and over, after a while it will take on a life of its own and will—all by itself—generate a horde of unwitting but passionate advocates.”

La scienza della dezinformatsiya è complessa, e Pacepa ha imparato le regole dai suoi insegnati del Cremlino. Pacepa spiega come i leader sovietici hanno visto questi sforzi. “Come mi disse il molto intelligente Maestro dell’inganno Yuri Andropov una volta, “se un buon pezzo di disinformazione è ripetuto più e più volte, dopo un po’ prenderà una sua propria vita e sarà — da se stesso — capace di generare un’orda di inconsapevoli ma appassionati sostenitori.” 

Disinformation expands on Operation SIG, one of Andropov’s signature programs, which Pacepa described in an essay for the National Review in 2006, during the Second Lebanon War. “By 1972, Andropov’s disinformation machinery was working around the clock to persuade the Islamic world that Israel and the United States intended to transform the rest of the world into a Zionist fiefdom,” Pacepa writes. He explains that Andropov told him the goal was to “whip up their illiterate, oppressed mobs to a fever pitch. Terrorism and violence against Israel and America would flow naturally from the Muslims’ anti-Semitic fervor.”

La Disinformazione si espande su “Operazione SIG”, uno dei programmi a firma di Andropov, che Pacepa ha descritto in un saggio per la “National Review” nel 2006, durante la seconda guerra del Libano. “Dal 1972, le macchinazioni di disinformazione di Andropov lavorarono incessantemente per convincere il mondo islamico che Israele e Stati Uniti, intendevano trasformare il resto del mondo in un feudo sionista,” scrive Pacepa. Egli spiega che Andropov gli disse che l’obiettivo era quello di “attaccare (psicologicamente) le loro folle analfabete, i movimenti di coloro che si sentivano oppressi verso un attivismo fanatico. Terrorismo e violenza contro Israele e America (allora) fluirà naturalmente dall’attivismo anti-Semitico dei musulmani.”

The Romanians, Pacepa claims, were tasked with infiltrating Libya, Iran, Lebanon, and Syria—all countries where Romania was contributing expertise for infrastructure projects—with agents trained in anti-Semitic dezinformatsiya and terrorist operations. Pacepa’s intelligence service, known as the D.I.E., received an Arabic-language translation of the Protocols of the Elders of Zion, along with “documentary” material “proving that the United States was a Zionist country whose aim was to transform the Islamic world into a Jewish fiefdom.”

I Rumeni, afferma Pacepa, erano incaricati di infiltrare in Libia, Iran, Libano e Siria — tutti i paesi dove la Romania stava contribuendo con competenze per progetti di infrastrutture — con agenti addestrati in dezinformatsiya anti-Semitic e operazioni terroristiche. Il servizio di intelligence di Pacepa, conosciuto come il D.I.E, ricevette una traduzione in lingua araba dei “Protocolli dei Savi di Sion”, insieme a materiale di tipo “documentario” “che provava che gli Stati Uniti erano un paese sionista il cui scopo era quello di trasformare il mondo islamico in un feudo Ebraico”.

By 1978, when Pacepa left Romania for good, the KGB had dispatched 500 undercover agents to target Islamic countries, he writes. Most of them were engineers, medical doctors, teachers, and art instructors. They were part of a Soviet force Pacepa estimates at 4,000, whose job was to spread anti-Semitic and anti-Western hate. The KGB, he writes, distributed several hundred thousand copies of the Protocols in Arabic via these agents and others.

Dal 1978, quando Pacepa lasciò la Romania definitivamente, il KGB aveva spedito 500 agenti sotto copertura ai paesi islamici di destinazione, egli (Pacepa) scrive. La maggior parte di loro erano ingegneri, medici, insegnanti e maestri d’arte. Essi (i 500) facevano parte di una Soviet force (contingente sovientico) che (totalmente) Pacepa stima a 4.000 (unità), il cui lavoro fu il diffondere odio antisemita e antioccidentale. Il KGB, egli scrive, distribuiva diverse centinaia di migliaia di copie dei “Protocolli” in arabo tramite questi agenti e altri ancora.

Disinformation has become “the bubonic plague of our contemporary life,” Pacepa writes. Lenin used it to bring communism to life. Hitler used it to “rationalize” the Holocaust. Khrushchev used it against the pope to “widen the gap” between Christians and Jews. Andropov used it to “turn the Islamic world against the United States and ignited the international terrorism that threats us today.” More recently, the conspiracy-laden Jew-hatred that permeates the Muslim world reared its head in the ugly rumors that Mossad was behind the 9/11 attacks. The so-called proof? The canard that 4,000 Jews received cell-phone messages early that morning warning to stay away from their jobs at the Twin Towers. That story was purveyed not only by Arabic language media, but by the conspiracy theorists like Thierry Meyssan, who wrote the French best-seller The Big Lie. As I unpacked that chain of disinformation in my book Preachers of Hate, I pointed out that Meyssan and his ilk conveniently ignored all the Jewish names in the public list of the 9/11 victims.

Pacepa scrive che la disinformazione è diventata “la peste bubbonica della nostra vita contemporanea”. Lenin usò ciò per portare il comunismo a prendere vita (affermarsi). Hitler usò ciò per “razionalizzare” (rendere legittimo alla logica) l’Olocausto. Khrushchev usò ciò contro il Papa per “ampliare il divario” tra i Cristiani e gli Ebrei. Andropov usò ciò per ‘girare il mondo islamico contro gli Stati Uniti e accendere il fuoco del terrorismo internazionale che ci minaccia oggi. Più recentemente, la cospirazione-laden e dell’odio verso gli Ebrei che pervade il mondo musulmano ha rialzato il capo nei ‘rumors indignati’ (‘voci indignate’ di origine non meglio identificata, come un rumore rispetto a un segnale vocale di sorgente nota) che Mossad era dietro gli attacchi dell’11 settembre. La cosiddetta prova? La notizia falsa (frottola) che 4.000 ebrei ricevettere sul cellulare messaggi all’inizio di quella mattina con l’avvertimento a stare lontano da loro posti di lavoro presso le Torri Gemelle. Quella storia fu comunque sostenuta non solo dai media di lingua araba, ma (anche) da i teorici della cospirazione come Thierry Meyssan, che ha scritto il Best-Seller francese The Big Lie (la grande bugia). Come ho esposto in dettaglio ricostruendo la catena di disinformazione nel mio libro Preachers of Hate (predicatori dell’odio), ho sottolineato che Meyssan e la sua sequela (coloro che ne condividono le idee) per loro convenienza (per potere dare forza a una tesi errata) hanno ignorato “tutti i nomi ebraici nell’elenco pubblico delle vittime 9/11”.

Henry Kissinger once playfully dismissed critics who accused him of paranoia. “Even a paranoid can have enemies,” he quipped to Time. Reading Disinformation will open one’s eyes to those enemies.

Henry Kissinger una volta ha respinto -scherzando- i critici che lo accusano di paranoia. “Anche un paranoico può avere nemici”, ha replicato (con arguzia) al quotidiano Time. Leggendo Disinformation ciascuno aprirà gli occhi a (riconoscere) quei nemici.

***

fonte originale:
http://www.tabletmag.com/jewish-news-and-politics/140328/timmerman-disinformation

segnalazione:
it.politica.internazionale

Newsgroups: it.politica.internazionale
Date: Thu, 8 Aug 2013 01:54:42 -0700 (PDT)

Message-ID: <cfb5ddf3-6bbb-4c76-a325-b73db4c4eeeb@googlegroups.com>
Subject: chi ha difuso i Protocolli tra gli arabi?
From: Gerald Bostock <andrea.nahum@gmail.com>

Sorpresa. Il KGB

http://www.tabletmag.com/jewish-news-and-politics/140328/timmerman-disinfor=
mation

***

more info:
http://partitoviola.wordpress.com/2012/01/03/protocolli-dei-savi-di-sion-ne-veri-ne-falsi/

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