PARADOSSO di Zermelo, SISTEMI ergotici, PARADOSSO di Russell, teoria dei MULTIVERSI .. (spiegato ai bambini)

Il 27/06/13 10:05, it.filosofia.moderato:

Loris Dalla Rosa ha scritto:
…per filosofi e per fisici.

Prima di andarmene in ferie per un paio di settimane, propongo due
quesiti per chi rimane a casa e preferisce scacciare la noia risolvendo
enigmi un po’ più’ impegnativi di quelli della Settimana Enigmistica.

1) Il primo e’ in particolare per fisici (ma dotati della facoltà’
superiore
della divulgazione:-)), perché’ si tratta del paradosso di Zermelo, ma
anticipato da Poincaré in uno scritto divulgativo, come segue:

<<Un teorema facile da stabilire (*) ci dice che un mondo limitato,
sottoposto alle sole leggi della meccanica, ripasserà’ sempre attraverso
uno
stato molto vicino al suo stato iniziale. Al contrario, secondo le leggi
sperimentali conosciute (se si volesse attribuire ad esse valore assoluto e
si volesse spingere le conseguenze fino in fondo), l’universo tende
verso un
certo stato finale dal quale
non potrà’ più’ venir fuori. In questo stato finale, che sarà’ una
specie di
morte, tutti i corpi saranno in riposo e alla stessa temperatura.>>
(Poincaré, 1893)

(*) Il teorema, facile facile:-), si trova anche qui:
http://it.wikipedia.org/wiki/Teorema_di_ricorrenza

PS: risolvere con la propria testa e non con quella di Boltzmann:-)

Lino Cibernetico:

se la domanda è

“come è possibile che l’universo potrebbe non passare per una ricorrenza?”

.. bisogna suddividere due fatti:

1) cosa sia l’universo

2) se il modello che lo descrive sia attendibile.

r1)

se l’universo fosse solo un aspetto misurato di una collezione di enti/eventi .. racchiudibile in una sfera limitata .. va da sé che le info sono sufficienti per dire cosa sia in generale.

Ma se non è così (poiché la sfera non è limitata) -allora- si potrà dire solo “cosa sia alla misura la sfera considerata, che magari si espande”, e ciò sarà analogo alla misura di chi voglia descrivere una sfera (tridimensionale) tramite l’ombra del cerchio misurata su un piano (con misure bi-dimensionali).

r2)

sono quindi dell’idea che ridurre ai sistemi ergodici -i sistemi in generale- sia sbagliato, non tanto perché con un diverso fattore di scala ogni sistema non possa approssimativamente essere imprigionato tanto da fare delle misure che rispettino che nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, ma perché la misura descriverebbe quella descrizione in esame, ma non ogni descrizione possibile.

Per spiegare con un esempio semplice:

Se io chiedessi ad un bambino se una molla ritornerà agli stati precedenti dopo essere estesa .. senzaltro il bambino mi direbbe che sì.

Ma se io mostrassi al bambino che sono in grado di stirare la molla fino a fargli perdere la elasticità, ne conseguirebbe che il bambino direbbe che io ho barato poiché ho modificato le condizioni ordinarie del sistema, mentre potrebbe invece essere che se il tempo anziché scorrere solo in avanti possa scorrere anche indietro, e allora, io sarei in grado di osservare cose che non vedrei mai in modo reversibile solo osservando in un uni-verso in cui il tempo scorre solo in avanti.

Più in generale è _inutile_ fare estrapolazione di macrosistema su insiemi che non siano sottoinsiemi in cui vi sia uno spazio normato.

E ciò per le ragioni del paradosso di Russell in cui non è definibile nessun sistema senza un meta linguaggio (m-omega1) che poi generi un linguaggio normato (omega1)

Se si volesse definire m-omega1 necessiterebbe un meta linguaggio (m-omega2) in un insieme più esteso di m-omega1 e quindi m-omega1 in tal caso sarebbe normato e non solo un meta linguaggio.

Rimarrebbe però che m-omega2 non è normato(!) e questa ricorsione diventerebbe infinita se dal particolare si volesse agire in modo deduttivo agendo dal particolare all’universale.

Da ciò la indecidibilità -direbbe Godel- (nel teorema dell’Halt) se sia possibile pronunciarsi dal finito rispetto ad ogni caso che potrebbe occorrere.

La questione sopra esposta, nella scienza, ad oggi, si risolve così: quando le medie rispetto al tempo di una grandezza osservata sono uguali (circa, o nell’intorno in cui ciò avviene) alle medie di insieme -allora- tali sistemi si dicono ergodici e su tali sistemi valgono -nella teoria della probabilità- numerose proprietà che NON valgono nella teoria dei sistemi in generale.

Loris Dalla Rosa:

2) Il secondo, pur avendo attinenza col primo, e’ più’ per filosofi e
logici, riguardando un paradosso che individuo in un noto aforisma di un
famosissimo
pensatore. Riporto la parte dell’aforisma che interessa:

<<Il peso più’ grande. Che cosa accadrebbe se un giorno o una notte nella
più’ solitaria delle tue solitudini si insinuasse un demone e ti dicesse:
“Questa vita che vivi adesso e che hai vissuto, dovrai viverla ancora
innumerevoli volte; e non ci sarà’ niente di nuovo, in essa, ma ogni dolore
e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro e tutto quello che in essa c’e’ di
indicibilmente piccolo e grande deve tornare, e tutto nella stessa sequenza
e successione – persino questo ragno e questo chiaro di luna tra gli
alberi,
e persino questo istante e io stesso. L’eterna clessidra dell’esistenza
viene girata di continuo, e tu con essa, infimo granello di polvere!”.
[…]
>> (Nietzsche, La Gaia Scienza, Libro IV, aforisma 341)

Una breve nota. Qui Nietzsche (nella sua fase “scientifica”) sta
ipotizzando
l’idea, non nuova, che il tempo sia ciclico e che perciò’ tutto ritorni
eternamente (“eterno ritorno dell’uguale”). A parte l’intento del tutto
diverso (che in Nietzsche e’ etico), l’idea di fondo non e’ molto
diversa da
quella espressa dal teorema di ricorrenza di Poincaré.

Si può’ pensare di risolvere facilmente la questione, notando che, se ogni
ciclo fosse l’esatta copia dei precedenti, di questi ultimi non avremmo
memoria, non avendone adesso: non ci sarebbe la minima differenza tra un
ciclo e l’altro e dunque, per il principio degli indiscernibili, non vi
sarebbe che un unico *identico* ciclo; cioè’ nessun ciclo, non avendo
memoria qui ed ora di alcun ciclo.
Ma non e’ proprio cosi’ semplice. Infatti, se dobbiamo accettare la
conclusione appena tratta che esiste un unico “ciclo”, e che dunque il
tempo
non e’ ciclico, e’ pur vero che qui ed ora stiamo ipotizzando come
possibile
che il tempo sia ciclico; cosa che, proprio perché’ ogni ciclo
sarebbe identico a un altro (per l’ipotesi), non e’ falsificabile.
Domanda: e’ *logicamente* possibile che il tempo sia ciclico? (NB: diffido
gli eventuali fisici di ricorrere al rasoio di Ockham:-), perché’ esso
taglierebbe anche il principio degli indiscernibili).

Un saluto a tutti,
Loris

Lino Cibernetico:

A me pare che anche questa congettura sia molto simile alla prima solo che evidenzia la possibilità teorica che la nostra vita non sia altro che un film che sarebbe possibile rivedere.

Nella teoria dei multiversi, e anche in molta filmografia recente, tali scenari sono esaminati e la esigenza nasce dalla ipotesi che siano possibili i viaggi nel tempo e se un nostro universo potrebbe scomparire in ipotesi che noi –tornati indietro nel tempo, (ad esempio superando con un veicolo la velocità della luce)– andiamo ad alterare il cosiddetto continuum spazio tempo.

La mia opinione è che scomparirebbe solo il nostro universo e non tutti i multiversi, esattamente per il fatto che “il libero arbitrio” è solo giustificato dal fatto che ogni diramazione decisionale genera tutti i multiversi che si dipartono dalle diverse scelte e contemporaneamente esistenti perché possibili.

In quale cielo noi siamo dipende dalle nostre scelte.

E la modificazione attiene non solo allo scenario esterno ma anche al nostro id che si configura in base alle scelte operate in uno status quo.

Sia nella teoria dei sistemi e anche nel caso delle scelte umane -però- il futuro non dipende solo dallo status quo, ma anche dalla dinamica che condiziona l’ambiente esterno.

Se non siamo personaggi in cerca di autore (vedi Pirandello) e scriviamo noi le battute che recitiamo.. la trama non sarà solo improvvisata e dipendente dal contesto esterno ma da cosa stiamo disegnando sul quadro che vogliamo che descriva cosa avevamo da dire.

Quindi il tempo non è ciclico se non nel cielo che si è generato da una particolare consecutio esattamente come è possibile rivedere un video o un film.

Ma in quale pellicola succederà quello che decidiamo e a quale film apparterremo dipende da una nostra scelta.

 

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Una risposta a PARADOSSO di Zermelo, SISTEMI ergotici, PARADOSSO di Russell, teoria dei MULTIVERSI .. (spiegato ai bambini)

  1. francesco miglino ha detto:

    E’ MOLTO SENTITA LA PERDITA DI NANDO IOPPOLO, ECONOMISTA LIBERO, RARISSIMO NEL PAESE DEGLI ASSERVITI PER CORRUZIONE. HA SVELATO GLI INGANNI DELLA FINANZA PREDATORIA DANDO AGLI UOMINI DI BUONA VOLONTA’ GLI STRUMENTI ANALITICI PER ‘ CAPIRE CHI SONO I NEMICI DELL’ UOMO E DEL PROGRESSO E FORNENDO RIGOROSE NOZIONI SCIENTIFICHE PER SMASCHERALI, DENUNCIARLI E COMBATTERLI. AL PROFONDO SENTIMENTO DI AMAREZZA E DI SOLITUDINE CHE CI PERVADE RISPONDIAMO CON LA PROMESSA DI RAFFORZARE IL NOSTRO IMPEGNO DI DIFFONDERE I SUOI PREZIOSI INSEGNAMENTI NEL TENTATIVO DI SALVARE IL NOSTRO SVENTURATO PAESE DA UN AMARO DECLINO.

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