Dalla comicità alla TRAGEDIA GRECA .. anzi di più ..

La situazione al momento è questa: per formare un governo ci vuole la maggioranza in entrambe le camere. Bersani, la maggioranza, ce l’ha solo alla Camera dei deputati ma non al Senato. Per averla dovrebbe ottenere il voto di una delle altre forze maggioritarie presenti che sono il Movimento 5 Stelle e il Pdl. Al momento pare escluso (per fortuna!) un accordo con Berlusconi (ossia un governissimo) e dunque rimane soltanto una possibilità: l’accordo col Movimento 5 Stelle. Nel caso in cui il Movimento 5 Stelle non desse la fiducia non sarebbe possibile la formazione di un governo. Vista la situazione di ingovernabilità e in assenza di un accordo di legislatura, una proposta potrebbe essere questa: consentire la formazione del governo su pochi punti (conflitto di interessi, nuova legge elettorale, tagli ai costi della politica e misure per la crescita) e poi tornare al voto

Mi piace ·  · Condividi · 1592128 · 15 minuti fa ·

  • 159 persone piace questo elemento.
  • Arisu Corgan noi l’abbiamo capito da un po’, spiegatelo a Grillo per favore.
  • 14 minuti fa tramite cellulare · Mi piace · 1
  • Alfonso Benadusi ecco quanto ho scritto in materia stamani al sig. grillo

    Valuteremo Tema su Tema ….. Legge su Legge ….. ma la vuoi smettere di fare propaganda? ora c’è da governare….. Ti è stato chiesto che vuoi fare e questo significa che un premier vada alle camere a dire il proprio programma e bisogna dare la FIDUCIA…… Ma la conosci la Costituzione? Ma li conosci i regolamenti delle Camere? Ed allora finiscila di dire sempre le stesse cose….. tema su tema…. legge su legge …. apriremo i cassetti …. Pensa a scrivere leggi ed emendamenti… pensa a riempirli di cose utili quei cassetti invece di fare il controllore o il revisore contabile….. ORA VOI RAPPRESENTATE TUTTI NOI non solo chi vi ha votato perché anche chi non vi ha votato paga i vostri stipendi cari CITTADINI E CITTADINE del M5S ed allora diteci se la legislatura partirà o no…….

    P.S. Ma voi lo sapete che non si può andare al voto perché nel semestre bianco il Presidente della Repubblica non può sciogliere le Camere (a meno che non siano in scadenza)? Ed allora per andare di nuovo al voto dovete per forza appoggiare con la fiducia o un governo di destra o di sinistra affinché le camere prendano possesso delle cariche e possano votare un Presidente della Repubblica che DOPO ma solo DOPO può sciogliere le Camere per mandarci di nuovo al voto….. Ergo vi dovete sporcare per forza le mani…… dovete dare la fiducia a qualcuno che non siate voi stessi…… voi morirete di assoluto protagonismo … vi state comportando come robespierre ed i giacobini… state attenti che gli italiani sono peggiori dei francesi…..
  • Angela Troiano Penso che sia la cosa più saggia da fare
  • Dario Cerutti E comunque ci vorrebbe la fiducia…
  • Antonio Biscotti così deve essere
  • Marco Zeppa sarebbe l’ideale.
  • Nicola Ambrosino “A LA 7, 3 ore fa Davide Barillari, il candidato portavoce del M5S alla Regione Lazio, li ha messi tutti in difficoltà. Barillari dice: “Noi M5S siamo un MoVimento di cittadini, che come dite voi, media e forze politiche, non abbiamo esperienza e siamo ingenui, quindi non possiamo certo al momento appoggiare una forza politica con lunga storia ed esperienza. Però credo che viste le difficoltà del paese, bisognerebbe che le due forze storiche PD (menoelle, ndr) e PDL vista la loro esperienza si uniscano per il bene del paese e se proporranno insieme punti comuni al ns. programma, tipo:
    – Legge sul conflitto di interesse.
    – Riduzione stipendi dei parlamentari
    – Eliminazione retroattiva rimborsi elettorali
    Posso affermare che i cittadini M5S siano d’accordo con il votare a favore di questi punti.”
    Patata bollente girata in mano loro. Chissà il PD (menoelle, ndr) cosa dice
  • Sara Benigni E butteremo via tutti i soldi già spesi per queste elezioni…perché tanto noi di soldi ne abbiamo a palate..
  • Guido Martinelli perché il PD non offre la fiducia a Grillo sui punti del movimento cinque stelle che condividono ?
  • Daniela Gallo governissimo nooooooooo per favore!!!!!!!!!!
  • Matteo Micali più che altro spiegatelo ai parlamentari del m5s, che più che gente preparata e meritevole come dovevano essere nelle intenzioni, a me sembrano pecoroni che seguono il comico urlante
  • Italia Battaglia di nuovo a votare.ma stavolta voterò il mov 5 stelle
  • Gianni Di Pietro Provate a convincere Grillo e i grillini  Se ci riuscite. Finirà ceh ci terremo il Patonza
  • Marco Simonetto #GrilloDammiFiducia firmate la petizione !
  • Fabio Innocenti aggiungerei la nomina di una commissione d’inchiesta sul crack del MPS, grazie
  • Davide Viti in effetti qui bisogna garantire poche ma importanti cose
  • Pasquale Galasso magari…ma dalema non e’ d’accordo……
  • Ivo Mazzone … non resta che l’accordo con i 5 stelle!!! Speriamo che Beppe Grillo si convinca …
  • Elia Palazzetti sarebbe stupendo!
  • Grillo Verde Prendete appunti e poi verificate: 1) Grillo non darà la fiducia a Bersani, o meglio dirà ai suoi di scientology di non dare la fiducia e loro eseguiranno l’ordine. 2) Si aspetta che Bersani la chieda a Berlusconi e Monti e la otterrà perché nel frattempo lo spread ci attaccherà fino a ridurci come la Grecia. 3) Grillo si metterà all’opposizione e alle prossime elezioni dirà che la crisi che ci ha ridotto peggio della Grecia è tutta colpa di Bersani e Berlusconi + Monti ed è vero, ma è anche vero che lui è il PEGGIOR SFASCISTA che l’Italia abbia mai conosciuto e solo la responsabilità dei grillini -se saranno delle teste pensanti- ci potrà salvare non prendendo ordini dal comico che diviene attore di tragedia non greca, di più ..
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2 risposte a Dalla comicità alla TRAGEDIA GRECA .. anzi di più ..

  1. Certo che se la responsabilità dello sfascio è dei grillini, allora siete a posto. Grillo ha vinto le elezioni dichiarando che non avrebbe appoggiato l’attuale pentapartito di Berlusconi, Bersani, Fini, Casini e Monti. Ha vinto. E così sia.

    • Lino ha detto:

      Guai ai vinti? .. forse bisognerebbe studiare cosa dice la Costituzione Italiana art.67
      L’Articolo 67 della Costituzione della Repubblica italiana recita:
      « Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato »
      Questo articolo della Costituzione italiana fu scritto e concepito per garantire la libertà più assoluta ai membri del Parlamento italiano eletti alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica. In altre parole per garantire la democrazia i costituenti ritennero opportuno che ogni singolo parlamentare non fosse vincolato da alcun mandato né verso il partito cui apparteneva quando si era candidato, né verso il programma elettorale, né verso gli elettori che, votandolo, gli permisero di essere eletto ad una delle Camere. Una tale norma non è una esclusiva della costituzione italiana, ma è comune alla quasi totalità delle democrazie rappresentative. Essa deriva dal principio del libero mandato (ovvero del divieto di mandato imperativo), formulato da Edmund Burke già prima della Rivoluzione Francese: “Il parlamento non è un congresso di ambasciatori di opposti e ostili interessi, interessi che ciascuno deve tutelare come agente o avvocato; il parlamento è assemblea deliberante di una nazione, con un solo interesse, quello dell’intero, dove non dovrebbero essere di guida interessi e pregiudizi locali, ma il bene generale”[1]. Il principio fu poi ulteriormente elaborato da Emmanuel Joseph Sieyès, e venne inserito nella Costituzione francese del 1791: “I rappresentanti eletti nei dipartimenti non saranno rappresentanti di un dipartimento particolare, ma della nazione intera, e non potrà essere conferito loro alcun mandato”[2]. Una norma simile era presente anche nello Statuto Albertino: “I Deputati rappresentano la Nazione in generale, e non le sole provincie in cui furono eletti. Nessun mandato imperativo può loro darsi dagli Elettori”[3].
      I deputati, dunque, esercitano la rappresentanza della intera Nazione e non dei singoli cittadini, ed ancor meno dei partiti, delle alleanze, dei movimenti o qualsiasi altra forma d’associazione organizzata con il fine di ottenere voti per essere eletti membri del Parlamento italiano. L’assenza di vincolo di mandato rende legittimo per i parlamentari il passaggio ad un gruppo parlamentare diverso da quello originario, relativo alla lista di elezione. L’opportunità di questo tipo di scelta è tuttavia vivacemente discussa tra i commentatori politici[4]. Per esempio, tale facoltà è stata ripetutamente sfruttata nella XVI legislatura, sfociando in veri e propri casi di trasformismo politico[5]. Giovanni Sartori, per contro, sostiene che la causa dei ribaltoni non sia affatto l’articolo 67 della Costituzione, ma piuttosto una pessima legge elettorale[6]. Altri commentatori rilevano come il principio originario del libero mandato tuteli il parlamento dal giogo dei partiti, mentre la Legge Calderoli di fatto lo aggira, permettendo alle le segreterie di partito di controllare i deputati e i senatori tramite la minaccia delle non rielezione[7].

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