L’IDEA DI UN CIRCUITO ECONOMICO ALTERNATIVO

L’IDEA DI UN CIRCUITO ECONOMICO ALTERNATIVO

Stiamo ragionando sull’idea di creare un circuito economico alternativo, che metta insieme:
– attività produttive italiane a basso impatto ambientale
– vantaggi dell’utilizzo di una moneta alternativa per ridurre la nostra dipendenza dall’euro

Una parte del progetto relativa alla produzione agro-alimentare biologica è già in corso, con il prof. Altieri e Franco Trinca (Movimento Societas).
I contatti con Assoconsumatori ci consentono di mettere in contatto i consumatori con i produttori.
Per quanto riguarda altre attività produttive, dobbiamo fare un censimento delle attività produttive degli iscritti a Reimpresa in termini di beni e servizi, per qualità e quantità.
Per gli scambi monetari nel circuito, ma anche per finanziare eventuali investimenti, secondo Nino Galloni sarebbe cosa utile creare una “nostra” banca.
Questo sia per gli scambi in euro, sia per gli scambi in una nostra valuta parallela di circuito (“locale” nel senso di circuito e non di territorio).
Per questo motivo ho invitato qui nel gruppo Enrico Frassinetti che sta lavorando da tempo su come gestire una moneta parallela in modo informatico.

Come potenziale del progetto vedo l’inserimento di altre attività produttive di vario genere, rigorosamente “italiane” e appartenenti al circuito.
Vedo anche la possibilità di integrarci con altri circuiti di monete locali di vario genere già esistenti, così come l’integrazione agli esistenti GAS (gruppi di acquisto solidale) e DES (distretti di economia solidale).

Quanto più sapremo estendere il circuito, tanto più potremo ridurre la nostra dipendenza dall’euro.

All’inizio potremmo partire dalle aziende già iscritte a Reimpresa.
Ma in seguito, secondo me, dovremo impegnarci per coinvolgere altri soggetti produttivi per completare l’offerta di beni/servizi che non siano presenti nel circuito.
Mi riferisco in particolar modo alle voci che pesano di più nel nostro “paniere”, come l’energia (potremmo iniziare a produrre energia elettrica per utilizzarla nel nostro circuito), magari i servizi di telefonia (creando un circuito telefonico virtuale VOIP “nostro”).
Sempre sull’energia si potrebbero finanziare, usando anche in parte la moneta del circuito, dei progetti di risparmio energetico, facendo fare progetti (gioco in casa…) e lavori di ristrutturazione energetica alle aziende del circuito e finanziando il tutto con la “nostra” banca.

Dal lato consumatori potremmo coinvolgere altre associazioni di consumatori e magari anche dei sindacati.

Insomma: i potenziali sono enormi.

Attendo volentieri i vostri commenti.

Mi piace ·  · Segui post · 1286 · 9 gennaio alle ore 9.52

  • Lisetti David Molto interessante non sono ancora iscritto a reimpresa ma sono in contatto con trinca da tempo e ho dato la mia disponibilità per quello che riguarda efficenza energetica e energia rinnovabile
  • Giovanna Menzaghi ESATTO ENTRO FINE SETTIMANA DOBBIAMO CONSOLIDARE LA PRIMA PARTE OPERATIVA . SI ACCETTANO CONSIGLI .
  • Shirin Chehayed Davide Gionco prova a sentire Valentino De Santi che sta portando avanti un progetto simile da diverso tempo
  • Lisetti David L’unico scoglio che ho avuto nell’aderire a fino ad oggi e stato dovuto a due fattori fondamentali.
    1 la società è stata creata da mio padre e ad oggi ne è presidente quindi questa decisione va presa all’unisono con lui e con gli altri collaboratori
    tengo a precisare che ad oggi noi non abbiamo mai fatto parte ad associazioni/coperative circoli imprenditoriali ecc.. ecc…
    2 fino a poco tempo fa ho dubitato della validità del progetto “reimpresa” ,in sostanza avevo il timore che le idee centrali del progetto con al centro la MEMMT potessero passare in secondo piano nel momento in cui si doveva scendere a compromessi con altre entità o per mero opportunismo.
    Ma queste mie preoccupazioni si sono dissipate con il tempo e con gli ultimi avvenimenti,
    Rossella GIAVARINI e tutto il gruppo dirigente si sono dimostrati persone rette con i principi dell’associazione e intransigenti con chi non li ha rispettati.
    sia nella gestione della scissione con il movimento Si Siamo Italia sia con l’ultima uscita “elettorale” della salvador.
    Questo mi ha aiutato nel presentare l’associazione come una associazione seria e professionale e mi rassicura nel presentarvi anche a nostri collaboratori esterni e fornitori.
    Ho fatto già presenti queste mi considerazioni a franco trinca quindi a breve mi iscriverò e saró a disposizione tenendo conto dei miei impegni lavorativi e come coordinatore del gruppo territoriale umbro Mmt
  • Arlette Zat Trovo la tua idea veramente molto interessante, Davide.
  • Giovanna Menzaghi grazie Davide , tI ASPETTIAMO .
  • Rossella Rod Davide, Maurizio Sarlo promettendo i soldi come ha fatto con noi per poi non avere il becco di un quattrino cerca di portarci via l progetto. Non lo permetteremo
  • Davide Gionco Io penso che sia anche interessante sviluppare il discorso delal banca.
    Se avessimo una banca “nostra”, tipo la banca del WIR svizzero, e se il denaro che circola restasse rigorosamente in Italia, questa banca non rischierebbe di indebitarsi in euro verso le banche straniere.
    Inoltre questa banca, essendo “nostra”, potrebbe anche concedere credito ai membri del circuito.
    Per per studiare tutto questo ci servono degli esperti nei vari settori.
    Io sono solo un ingegnere, non ho idea di come costituire una banca.

    Fabio Castellucci, tu in qualità di membro di Banca Etica, avresti delle cose da dire in merito?
  • Rossella Rod siamo da tempo coinvolti in questo progetto e le persone addette ci riferiscono di essere a buon punto.Si tratta di una banca cooperativa aperta a tutti nata per dare credito a PMI, famiglie ecc.
  • Livia De Poli Vi seguo con attenzione!
  • Davide Gionco Livia De Poli, e fai pure le tue proposte o osservazioni
  • Valentino De Santi Ciao a tutti. Questa sera parlerò con Davide. Comunque volevo dire qui a tutti che sto lavorando ad una cassa di compensazione + una creazione di liquidità parallela all’euro in un porgetto integrato da quasi più di un anno. Quesat mattina ero ad esempio dal Prof. Borghi (ecoinomista) che tempo fa mi ha messo in contatto con uno studente a cui ha affidato una tesi sulla moneta complemnetare. Conosco bene anche fantacci Ed Amato (Bocconi) ed anche i funzionari del WIR. Se si facesse la moneta complementare Italiana (nel nord italia) potremmo mettre su anche un concanbio con il WIR e scambiarci i mercati interni …… Appena sento Davide capisco meglio ed a voce cosa vuol fare lui….. ma abbiamo moltissime possibilità di svincolarci, almeno un po’, dall’Euro. In Sardegna, un primo esperimento, è crescuto del 300 % all’anno nei primi due anni 2011, 2012. Nella sola Lombardia allo stesso tasso di crescita si potrebbe coinvolgere (ed “aiutare”) 60.000 imprese nei primi 18 mesi, ho cacolato.
  • Valentino De Santi Fare una Banca vera e propria è invece un progetto differente e molto più oneroso in temini di capitale minimo e procedure di autorizzazzione da parte di Banca Italia, potremmo magari invece appoggiarci a Jak Italia che fra un po’ dovrfebbe avere autorizzazzione da Banca Italia (è un sistema di banca scandinavo) che non usa l’interesse …..
  • Valentino De Santi Comunque alle imprese basta una cassa di compensazione epr avere “liquidità a gratis” ed anche per i lavoratori delle inprese (nonchè consumatori) si potrebbe accedere agli stesse tipolgie di “conti correnti non bancari” . A breve finisco il progetto (di cui parlavo a Borghi proprio questa mattina) poi ve lo rendo disponibile.
  • Guido Grossi se deve nascere una banca dedicata veramente al credito commerciale sarebbe bene che nello statuto venisse detto chiaramente che non deve occuparsi di finanza : non deve proporre ai propri clienti investimenti in titoli, più o meno etici. E tantomeno strumenti drivati complessi.

    Finanza ed economia reale sono alternative. E’ sbagliata l’idea che la finanza sia un modo più efficiente per le imprese per accedere ai capitali. E’ rimasto vero esclusivamente per poche multinazionali e per le grandi banche d’investimento che controllano tutti i mercati finanziari. 

    La grande dimensione e la finanza che la favorisce sono nemiche delle piccole e medie imprese, che hanno bisogno solo – ma urgente e irrinunciabile – di accesso al credito a condizioni accettabili.

    Una banca che tornasse a fare il mestiere per il quale sono nate: intermediare il risparmio privato per finanziare investimenti produttivi, assumendosi la responsabilità della scelta, sarebbe una cosa decisamente interessante.

    L’avevo proposto a luglio

    https://www.facebook.com/notes/guido-grossi/la-banca-del-popolo/403071509751230

    NON DOBBIAMO SALVARE LE BANCHE.   Se vogliamo salvare noi stessi, recuperare una vita serena e dignitosa, restituire un futuro ai nostri figli, dobbiamo lasciarle fallire, come è giusto che sia. …
  • Guido Grossi Visto che nel prossimo Parlamento la situazione non sarà molto diversa dall’attuale, e che quindi di recupero delle leve di governo dell’economia non se ne parlerà…

    il circuito economico alternativo può rappresentare una soluzione importante, soprattutto per diffondere concretamente la consapevolezza che moneta e credito possono essere usate in maniera intelligente per favorire la creazione di vera ricchezza: 

    quella fatta di beni materiali e servizi utili, prodotti con il sudore della fronte e l’organizzazione dell’impresa
  • Davide Gionco Io mi immagino proprio una banca partecipata dai soci e che si dedichi unicamente al supporto economico delle imprese e dei cittadini che appartengono al circuito.

    Inoltre potrebbe gestire sia le transazioni/crediti in euro, sia nella “nostra” valuta di circuito.

    Non sono in contatto con quelli di JAK, Valentino De Santi, ma conosco come funziona.
    Se si creasse una sinergia con loro sarebbe ottimo…
  • Davide Gionco Rivoluzione Economica, Enrico Adinolfi, mi piacerebbe avere una tua opinione nel merito:
    Ed anche quella di Enrico Frassinetti, che so che si sta occupando, insieme a Danilo Ecoland Micelli, di come gestire la moneta parallela.
  • Valentino De Santi Ciao Davide. Quelli di Jak li ho sentiti tempo fa e sono apertissimi, ed anche se si associa alla loro attività anche un’altra parallela. In sostanza da come la avevo pensato io in modo integrato, l’intero circuito potrebbe movere Euro (banca tradizionale) tramite loro il che vuol dire mutui e credito (in euro) SENZA interessi. Poi muovere le transazioni principali in camnera di compensazione unica fra le varie imprese (tipo WIR ma con diverse parti innovative come la ho pensata io) e con questat fare il grosso della moneta parallela. Poi anche (terzo aspetto) dare liquidità aggiuntiva ai privati via carta di credito o sistema di spesa via sms. Con alcuni modelli fiscali di moneta complementare già esistenti in Italia ed approvati dal ministero delle Finanze
  • Davide Gionco Il valore aggiunto è di riuscire ad inserire nel circuito le imprese che producono ricchezza reale (beni e servizi), i loro dipendenti, le associazioni consumatori.

    Quindi non solo gestire la parte finanziaria, ma anche il commercio = scambio fra di noi di beni reali.
  • Davide Gionco Valentino De Santi, potrebbero anche gestire tutte le transazioni in unâltra moneta parallela?
  • Guido Grossi bisogna inserire nel circuito gli enti locali (comuni) e le società di gestione dei servizi (acqua luce gas rifiuti)

    L’unico modo per sperare di far prendere corpo in maniera significativa alla moneta complementare è trovare il modo di poterla usare anche per pagare – almeno parzialmente – imposte locali e bollette dei servizi

    se si riesce la diffusione è assicurata

    Teniamo presente che i trasferimenti dallo Stato ai Comuni vanno rapidamente ad azzerarsi, ed i comuni per mantenere i servizi dovranno aumentare le imposte locali.

    C’è una possibilità concreta di coinvolgerli
  • Danilo Ecoland Micelli Mi sembra che il Progetto Ecoland stia facendo scuola 
    http://progettoecoland.jimdo.com

    progettoecoland.jimdo.com

    Creazione di posti di lavoro mediante un circuito economico e finanziario indipe…Visualizza altro
  • Davide Gionco Io stavo pensando una idea per gli enti locali, eventualmente da proporre all’ANCI o a dei sindaci “coraggiosi” (ad esempio Pizzarotti a Parma), Chiara Gianferrari?
    Sarebbe necessario che noi contribuenti pagassimo le tasse direttamente ai comuni, su di un loro conto correnti (magari un CC della nostra banca aperto dal comune), e che questi si rifiutassero di mandare a Roma la parte necessaria per offrire i servizi pubblici.

    A quel punto anche i comuni entrerebbero a fare parte del circuito,Roberto Peretti, cosa ne pensi?
  • Danilo Ecoland Micelli Il progetto ecoland è adatto a Comunità di Persone oppure per gli Enti Locali oppure per l’insieme di Piccoli Comuni…
  • Davide Gionco Dovremmo provare a pensarne una versione “nazionale” che coinvolga molte imprese e molti comuni.
    Magari mettendo in rete le molte realtà di monete locali e di economie locali.
    Certo non sarebbe la stessa cosa, soprattutto a livello gestionale, ma il potenziale sarebbe ben superiore.

    E se arrivassimo anche a coinvolgere una catena di distribuzione?

    Ad esempio IN’S? O qualcosa di simile?
  • Danilo Ecoland Micelli NOI dobbiamo dar vita ad una catena di distribuzione autonoma tramite le Isole Ecoland !!!
    …E la “versione nazionale” deriva dalla moltitudine di “piccole realtà locali” indipendenti ma collaboranti e sinergiche all’interno del progetto.
  • Valentino De Santi Per gli enti locali (e le loro spese) e il pagamento di qualsiasi tributo, la cosa non è affatto semplice ma ho pensato ad una modalitàò percorribile. per il Comune di Parma sono già in contatto con loro e con Mirko che è il consigliere M5S (oltre a Chiara) che si occupa di MC in quella giunta. loro hanno adottato lo SCEC che è un pessimo modello, ma la camera di compensazione possono promuoverla facilmente nel loro territorio.
  • Davide Gionco Certo, Danilo Ecoland Micelli, ma se riusciamo ad inserire nel circuito anche le aziende…
    Ad esempio Rossella Rod produce mattoni, Giovanna Menzaghi installa impianti di riscaldamento…

    Quindi si crea la rete di realtà locali in sinergia con chi produce beni e servizi a livello più alto: agroalimentare, servizi bancari, telefonia, magari energia, servizi pubblici locali…
  • Valentino De Santi Ho visto ora le pagine di Ecoland che non conoscevo.
  • Davide Gionco Ragazzi, tutti insieme rivoluzioniamo l’Italia!!!
  • Valentino De Santi Se organizzassiono un HangOut fra le 6-7 persone che hanno trattato questo post ? Mi sembra che siamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda ed accordarci per un progetto vero e fattivo (non parole) potrebbe essere semplice. io ho già un progetto da una ventina di cartelle da mettere a disposizione per migliorie ed integrazioni ……
  • Danilo Ecoland Micelli Le aziende (preferibilmente ecologiche e biologiche) che riforniscono le Isole Ecoland fanno chiaramente parte del circuito.
    Da loro compriamo per rivendere al dettaglio, moneta complementare o alternativa, una nostra Banca Ecoland a credito…basta iniziare !
  • Danilo Ecoland Micelli Bene Valentino, confrontala con le proposte incluse nel Progetto Ecoland di cui sopra il link e fammi sapere per quali integrazioni sei interessato
  • Valentino De Santi mi mancano le parti più tecniche e concrete informatiche, ma non sono un problema enorme, le ho lasciate per ultime …… modello economico e realizzazbilità legale/fiscale è già trattata ….
  • Giovanna Menzaghi buon lavoro a tutti grazie
  • Giovanna Menzaghi Già oggi è comunque possibile sfruttare i grandi risparmi consentiti dal sistema tramite una “esco” –http://it.wikipedia.org/wiki/Energy_Service_Company – alla quale potrebbero aderire, sotto forma di cooperativa o di azionariato diffuso, coloro che installeranno gli impianti.

    La “esco” avrebbe quindi il vantaggio anzitutto di spuntare prezzi dei materiali più convenienti – analogamente a quanto avviene per i gruppi d’acquisto -, ma soprattutto potrebbe anche installare impianti presso soggetti “istituzionali” o comunque energivori, ottenendo quindi anche i benefici dei “certificati bianchi” –http://it.wikipedia.org/wiki/Certificato_biancohttp://www.efficienzaenergetica.enea.it/industria/politiche-e-misure/come-ottenere-i-certificati-bianchi.aspx -; in questo modo la “esco” produrrebbe anche reddito, che tornerebbe a vantaggio della compagine societaria – che sarebbe quindi motivata a promuovere l’iniziativa ad esempio presso i propri comuni di residenza – tramite i dividendi.

    Le allego una breve documentazione fiscale in merito al trattamento dei pannelli H-NRG; come potrà rilevare ad oggi questi beneficiano sia del “conto energia”, sia dello sconto fiscale del 55%; allo scadere del quinto “conto energia” rimarrà comunque in essere lo “scambio sul posto” o la possibilità da parte della “esco” di vendere l’energia prodotta dagli impianti e non autoconsumata.

    CHI MI SA DIRE COME POSSIAMO PROCEDERE PER FORMARE UNA ESCO TRA CITTADINI , SOPRA HO RIPORTATO ALCUNI SPUNTI. GRAZIE PER L’ATTENZIONE.

    it.wikipedia.org

    Le Energy Service Company (anche dette ESCO) sono società che effettuano interve…Visualizza altro
  • Davide Gionco Tramite la banca e le ESCO potremmo finanziare gli investimenti di risparmio energetico, riducendo ulteriormente la nostra dipendenza dall’euro.
  • Giovanna Menzaghi non solo potremmo finanziare ma potremmo beneficiare tutti noi cittadini dei miglioramenti energetici dei ns/ edifici garantendoci una entrata economica che ci garantisce la sopravvivenza per tutta la vita .
  • Danilo Ecoland Micelli Il Gruppo Ecoland si iscriverà a fine gennaio come Società di Mutuo Soccorso che metterà in pratica il Progetto Ecoland…c’è posto per tutti e naturalmente il progetto è OPEN, migliorabile dai contributi di tutti i soci !
  • Lisetti David Secondo me si deve puntare subito a progetti scambio sul posto il v conto energia è già morto.
    Se partissimo da subito con lo scambio sul posto abbattiamo i costi di gestione pratiche legati alla documentazione del GSE (ormai voce centrale sul costo kw).
    Tramite esco o anche SRL (ben capitalizzata) su ordinativi importanti (maggiori di 1 mw) si strappano prezzi competitivi peró dimenticatevi pannelli italiani la filiera è ormai inesistente…
    dobbiamo per forza acquistare cinese (molti es solartech sono pannelli di ottima fattura).
    Il fatto di iniziare oggi con lo scambio sul posto (già sostenibile da mie proiezioni) ci darebbe un vantaggio sulla concorrenza arrivando anticipatamente al fatidico giorno di Grid parity.
  • Giovanna Menzaghi OK PROCEDIAMO DAVIDE PROGETTIAMO SERRE FOTOVOLTAICHE E COLTIVIAMO IL BIOLOGICO . ATTENDO
  • Guido Grossi domani a Spoleto c’è un Consiglio comunale aperto sui problemi legati alla crisi economica e gli impatti a livello locale.

    ho intenzione di proporre un progetto di moneta complementare che preveda, in tre passi:

    – Una conferenza che chiami a raccolta le esperienze e le competenze sul tema per valutare la forma migliore, perché le modalità possono essere molto diverse e produrre benefici e incontrare ostacoli diversi.
    NOn è scontata la scelta. Deve coinvolgere tutti i potenziali soggetti interessati: Associazioni di produttori, di consumatori, le reti del commercio solidale, dei commercianti, degli agricoltori e degli artigiani; rappresentanti dei sindacati (se si pensa di usare la moneta anche in forma di pagamento di lavoro); enti locali (i comuni dell’ATI) e società di gestione di servizi locali (per coinvolgerli nell’utilizzo della moneta complementare come mezzo per pagare tributi e bollette); piccole banche locali.

    – la scelta del sistema da adottare, che superi i difetti riscontrati nelle esperienze pratiche e che valorizzi gli aspetti migliori di ogni progetto, integrandoli.

    – l’avvio del progetto, che parte dalla raccolta dei soggetti interessati e disponibili.
  • Guido Grossi http://tallonedachille.blogspot.it/p/blog-page.html

    ho creato uno spazio per favorire il confronto fra i vari modelli

    chiunque è invitato a contribuire

    tallonedachille.blogspot.com

    Ho bisogno di critiche costruttive. Educazione, pazienza, capacità di ascolto e impegno ad evitare polemiche sono armi potenti che possono rendere prezioso il contributo di tutti. Usiamole.
  • Enrico Frassinetti Ciao Davide. Sicuramente potremo integrarci.Danilo Ecoland Micelli è concorde e per me va benissimo.
  • Augusto Rossi bisognerà fare un censimento delle aziende disponibili … io ad esempio produco vino igt biologico certificato.
  • Augusto Rossi Conosco bene il prof.Altieri ,Con lui anni fa ,quando eropresidente di una cooperativa florovivaistica delperugino, si fecero i primi grandi esperimenti di lotta biologica in serra
  • Davide Gionco Serve sapere che cosa si produce, in qualità e quantità.
    E magari anche i potenziali di sviluppo.

    Secondo me serve anche conoscere il numero di persone dell’azienda che potrebbero diventare parte, in qualità di consumatori, del circuito.
  • Augusto Rossi bisognerà mettere a punto un form per raccogliere tutti i dati e le disponibilità che occorrono.
  • Augusto Rossi ottina anche l’idea della banca
  • Danilo Ecoland Micelli Come sempre conviene indire una audioconferenza tra gli interessati e poi vederci fisicamente da qualche parte, altrimenti rimangono parole su FB (ne so qualcosa)
  • Valentino De Santi Ciao a tutti. MI permetto di fare una mozione d’ordine. Qui le cose si metteranno malissimo e lo sappiamo. Dobbiamo fare una MC ed un circuito che funzioni, e lo sappiamo. Dobbiamo farlo veramente e non discuterne.. .PENSO …… Io ci lavoro sul piano teorico da un annetto e mi sono confrontato da tempo con prof della Bocconi (Fantacci ed Amato) ed altri Economisti (Borghi) che sta curando una tesi in merito, con quelli del WIR ed altri che in Italia sono già in parte partiti. ORA. Per fare la cosa e non parlarne bisogna che 1) ci sia un gruppo di 3-4 persone che ci lavori almeno 1/2 giornata per due mesi [due informatici e due “economisti” sono sufficienti] ma che prendano questo progetto come un lavoro vero 2) Che un altro gruppo inizi a raccogliere le adesioni delle imprese ed organizzare incontri sul territorio per parlare “DI PERSONA” agli imprenditori del progetto e raccogliere adesioni per quando partirà. Scusate ma io sono concreto ! Chi gestisce questo gruppo FB può / vuole occuparsi di come “selezionare” queste due gruppi di persone raccogliendo adesioni ??
  • Valentino De Santi @ danilo. conferenza in google+ (HangOut) nel week end ?? con quello strumento si arriva a parlarsi e vedersi in 6-7 ….
  • Augusto Rossi può bastare anche skype , 7/8 persone le regge bene
  • Valentino De Santi Si Davide ho mandato richiesta contatto a Passali. per me del gruppo che realizza il “prototipo” ci vogliono due informatici e due che hanno studiato le decine di modelli di MC …
  • Danilo Ecoland Micelli x Valentino De Santi La mia Hangout si chiama CAUSA COMUNE
  • Oronzo Turi Per la Banca la JAK bank non ha ancora ottenuto l’autorizzazione ne il mandato dalla casa madre per cui è ancora un circuito privato non è nemmeno che io sappia una societa di mutuo soccorso, che è la proposta intelligente che fa frassinetti, per non avere problemi legali.
  • Danilo Ecoland Micelli Una società di mutuo soccorso può già in pratica funzionare da banca per i propri associati…dipende dal tipo di statuto che fai
  • Davide Gionco Possiamo anche metterci in contatto con Banca Etica.
    Cosa ne pensate?
  • Danilo Ecoland Micelli Banca Etica…è etica solo nel nome, ma pratica “a debito” come le altre. Meglio farsela “in casa” ma a credito
  • Danilo Ecoland Micelli Ricordati che la società che facciamo poi dovrà emettere anche la moneta complementare
  • Oronzo Turi Ma Danilo, SE in una fidelity card abbini un borsino elettronico e una carta di credito HAI GIA CREATO LA MONETA COMPLEMENTARE. naturalmente se dietro c’è la liquidità degli enti locali che fanno passare i loro soldi nel sistema.
  • Oronzo Turi diciamo che il sistema si completa attraverso l’affiancamento anche di una stanza di compensazione import export
  • Oronzo Turi Per la banca Etica, io non ho problemi; certo il rapporto con una banca o un circuito card è necessario.
  • Oronzo Turi La società di mutuo soccorso come ci ha spiegato frassinetti è molto utile ma personalmente io le transazioni le farei fare ad un sistema già avviato; prima di costituire un sistema proprio con le card bisognerà essere a livello di una regione. altra cosa per un sistema via computer ma non è il sistema che è proponibile se il sistema si propone di essere utilizzato dalla maggior parte della popolazione
  • Davide Gionco Oronzo, proseguiamo questa discussione nel gruppo che si occupa specificamente del progetto, lasciando a questo gruppo le discussioni più di carattere generale
  • Danilo Ecoland Micelli E qual’è il gruppo che se ne occupa in maniera specifica ?
  • Davide Gionco Sarebbe da creare o da utilzzarne uno esistente.

    In questo modo metteremmo insieme l’emissione da parte dei comuni (il gruppo gestirebbe la parte tecnica dell’emissione in favore dei comuni) proposta da Oronzo e la gestione del circuito di moneta paralela che verrà innescato.
  • Danilo Ecoland Micelli Aspetterei la riunione del 10 dove orchestrare tutto
  • Davide Gionco Naturalmente, ma è bene mettere sul piatto le idee…
  • Davide Gionco Intanto che stiamo sviluppando questo progetto (avrete a breve un primo documento descrittivo), sarebbe importante fare all’interno di Reimpresa un censimento delle varie attività produttive o di servizi svolte.
    Ed anche se vi siano già dei rapporti di lavoro, in qualità di fornitori o di clienti, con altre aziende di Reimpresa.
  • Danilo Ecoland Micelli Guarda che il problema di trovare imprese disponibili non esiste: basta l’elenco delle associazioni che operano nel settore del biologico, dell’etico, del solidale e dell’ecologico.
    E’ quello che andiamo a proporre e come siamo strutturati l’essenziale. Il resto casca come mela matura
  • Davide Gionco Non c ‘è solo la questione della disponibilità, ma anche la questione di avere un circuito economico merceologicamente completo.

    Se tutte le aziende si occupano delle stesse attività, il circuito economico risulta essere più limitato.
  • Danilo Ecoland Micelli Certo che la questione del circuito risiede nell’avere DA SUBITO la più ampia gamma di prodotti, soprattutto quelli relativi al vivere quotidiano (alimentari e servizi), sui quali riversare la moneta complementare.
    9 ore fa · Mi piace · 1
  • Grillo Verde Se non vi dispiace esaminare anche una “voce fuori dal coro” vi dico il mio punto di vista: 1) ipotesi: associazione. Nell’ambito di una associazione ci può essere il mutuo soccorso e può essere uno strumento utile specie se i soci sono persona affidabili e quelli inaffidabili vengono subito identificati, altrimenti ti realizzano una truffa di chiedere un prestito e poi non li vedi più. 2) ipotesi: monete complementari. Le monete complementari nella storia sono state tollerate e sperimentate ma sono state impedite proprio quando cominciavano a funzionare perché proprio perché funzionavano buttavano fuori mercato la moneta ufficiale. Quindi reintroducono il problema che per esistere una moneta necessita sia di essere difficilmente riproducibile e sia che serve una autorità che ne faccia rispettare il corso legale. Aggiungo che quando è per altri scopi e gestita da un governo centrale come in Cina -allora- è garantita dalla autorità governativa ed è questo che la rende “credibile” ed usata ed efficace. In Cina vi sono due monete: quella per il mercato estero e quella per il mercato interno. In tal modo il governo cinese che in questi giorni è divenuta la prima potenza economica _mondiale_ riesce ad avere il massimo esercizio della manovrabilità della sovranità monetaria sia sul mercato interno che su quello internazionale. 3) ipotesi: andare all’attacco del controllo della moneta euro! Non è utopia, ma necessita capire che una moneta può essere emessa solo in nome del legittimo proprietario, il popolo sovrano. Poi necessita capire bene i meccanismi della teoria circuitista e della moneta a debito e a credito. Poi necessita studiare i meccanismi della riserva frazionaria. Poi se deve capire cosa oggi sta realizzando il progetto della unificazione della moneta a livello mondiale e perché. Se pensiamo che isolandoci da una analisi di macro-sistema i poteri forti ci permetteranno di sopravvivere siamo degli illusi. Proprio perché se ad esempio in Argentina la moneta sovrana sta vincendo -> ciò non si deve sapere e quindi il controllo della informazione è uno dei fattori fondamentali della dinamica in atto. La mia idea -e concludo- è che proprio la strada più ardua è forse quella più facile da attuarsi: riprendere il controllo del potere economico grazie alla politica. Questo non è allinearsi dietro una forza politica, ma studiare come fare arrivare le info al 99% della popolazione. Se fossimo capaci di fare circolare le info ciò sarebbe – a mio avviso – ancora più importante che fare circolare moneta. Poiché se il sud europa è in programma di essere distrutto per concentrare la ricchezza nelle mani di poche persone non saranno gli esperimenti di moneta complementare che ci potranno salvare, ma solo capire la dinamica dentro cui siamo come rane bollite e popolo bue salvo avere un soprassalto di dignità e capacità intellettuale di estrapolazione nella dinamica dei processi.
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